Henri de Toulouse-Lautrec, guida all’artista dei manifesti della Belle Époque

Henri de Toulouse-Lautrec, guida all’artista dei manifesti della Belle Époque

Ciò che descrive al meglio la Belle Époque sono i manifesti litografici del periodo: locandine che non furono delle semplici pubblicità, ma dei capolavori di grafica che avvicinarono chiunque all’arte. Uno dei massimi realizzatori di questi lavori, è il francese Henri de Toulouse-Lautrec, eclettico post-impressionista, il quale cerca sollievo alle difficoltà causategli da una rara malattia negli eccessi del quartiere di Montmartre a Parigi.

Henri de Toulouse-Lautrec nasce ad Albi il 24 novembre 1864. Cresce in un contesto abbiente, in una nobile famiglia della provincia francese tra ville, vini pregiati e cavalli di razza. Sono proprio quest’ultimi i primi soggetti che ritrae, probabilmente perché, essendo degli animali agili ma dalle ossa delicate, sono un’ottima metafora per la patologia di cui soffre: si tratta delle picnodisostosi, una osteosclerosi di tipo genetico che non gli permetterà mai del tutto la guarigione del femore sinistro e della gamba destra rotti dopo gravi infortuni avvenuti nell’adolescenza.

A causa dell’impossibile guarigione degli arti, l’altezza di Henri in età adulta supera appena il metro e 50. Ma a chi glielo fa notare risponde che è “la statura del mio casato”, ricordando le sue nobili origini e di mantenere certe distanze.

Dopo aver cambiato diverse scuole d’arte a causa della mancanza di affinità con alcuni professori, l’artista francese inizia ad allenarsi nello studio di Fernand Cormon a Montmartre, dove incontra gli artisti del periodo, tra cui Vincent van Gogh. I lavori che ne escono fuori vengono visti come una sorta di disonore dal padre che lo obbliga a usare diversi pseudonimi. È con l’appellativo Monfa che il pittore espone per la prima volta nel 1883, con la tela Un petit accident (Un piccolo incidente).

Lautrec

I contrasti che convivono in Toulouse-Lautrec sono forse l’aspetto più interessante di tutta la sua biografia: se da un lato non ha mai avuto problemi economici, dall’altro è così affascinato dalla classi meno abbienti da appassionarsi al loro stile di vita.

Lautrec

In quel mondo così opposto alle sue origini, spinto anche dallo chansonnier Aristide Bruant, Toulouse-Lautrec, trova conforto: notti folli, bar e bordelli diventano la sua routine. Infatti, il suo periodo più prolifico coincide con il 1891, l’inizio della collaborazione con il Moulin Rouge che gli commissiona delle locandine promozionali. Inizia così a rappresentare la vera vita notturna di Montmartre: dissoluta, ebbra, senza filtri.

Lautrec_moulin_rouge,_la_goulue_(poster)_1891

A conferma di ciò, Toulouse-Lautrec è solito vivere per lunghi periodi nelle maisons closes: come si vede nel film Moulin Rouge! (2001), in cui Lautrec, interpretato da John Leguizamo, soggiorna all’interno del celeberrimo locale del quartiere a luci rosse.

Montmartre, a fine Ottocento, è il centro dell’Europa, e Lautrec diventa uno degli artisti più acclamati. Espone su invito in diversi Paesi e inizia a interessarsi al teatro, rappresentando momenti di scena, come Fedra, in cui è ritratta Sarah Bernhardt.

Toulouse-Lautrec si ammala di sifilide e muore il 9 settembre 1901, all’età di 36 anni. Oggi i suoi lavori, in cui il soggetto spicca sempre in primo piano, sono esposti nei più importanti musei del mondo (Parigi, New York, Filadelfia, Zurigo, Budapest, Chicago).

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