"If" di Rudyard Kipling, una poesia contro le avversità della vita

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te

la perdono, e te ne fanno colpa.

Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,

tenendo però considerazione anche del loro dubbio.

Scritta nel 1895, da Joseph Rudyard Kipling, If è una delle poesie più belle e note, nel mondo della letteratura. Diffusissima anche su internet. La puoi trovare dappertutto. Ma per la prima volta è stata pubblicata su “Ricompense e Fate”. Un poema la cui fama travalica la letteratura, invadendo altre sfere artistiche.

Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,

O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,

O essendo odiato, non dare spazio all’odio,

Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio.

Alcuni versi, ad esempio, si possono leggere nell’ingresso del Centre Court di Wimbledon in Inghilterra. Uno dei luoghi sacri del tennis mondiale.

Anche in Italia è molto conosciuta. Letta per la prima volta da Alberto Lupo, a Senza Rete nel 1975.

Un momento televisivo molto emozionante. Ma non solo. Anche nel programma notturno di Marzullo, la poesia è stata recitata spesso. Questo fa capire bene la portata “universale” di questo componimento.

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone,

pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,

Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina

E trattare allo stesso modo questi due impostori.

La poesia ha anche “la fortuna” di essere apprezzata da scrittori e giornalisti molto diversi tra di loro. A volte accomunando la sinistra e la destra. Come la vera arte riesce a fare. È stata ad esempio tradotta da Gramsci, con il titolo Breviario per laici nel 1916.

E da Indro Montanelli, illustre giornalista del Novecento, fondatore de Il Giornale. If era una delle sue poesie preferite. Da usare come perfetto esempio per una vita vissuta stoicamente. Come scrisse in una lettera del Corriere indirizzata a una sua lettrice che gli chiedeva “di parlare degli Stoici”:

Se poi lei, cara signora, vuole leggere o dare da leggere ai suoi figli o nipoti […] un testo di stoicismo moderno, uno ce ne n’è, stupendo: una poesia di Kipling che s’intitola If, che vuol dire Se.

“If”, un esempio di stoicismo moderno

Kipling, per chi non lo conoscesse, è stato uno scrittore britannico, nato però a Bombay, in India, il 30 dicembre del 1865.

Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto

Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,

E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Il suo nome è legato soprattutto alla raccolta di racconti “Il libro della giungla” del 1894 e ai romanzi: Kim (1901) e Capitani coraggiosi (1897). Queste opere gli hanno permesso di vincere il premio Nobel nel 1907. La motivazione è stata la seguente: “in considerazione del potere dell’osservazione, dell’originalità dell’immaginazione, la forza delle idee ed il notevole talento per la narrazione”.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune

E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,

E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio

senza mai far parola della tua perdita.

La poesia If è un inno sul diventare grandi, imparandone gli aspetti positivi e virtuosi. Credere in se stessi, perdonare, amare, pensare, avere coraggio, pazienza. Un poema stoico da avere sempre ben in mente davanti alle avversità della vita.

I giudizi dei contemporanei

Fin dalla sua pubblicazione venne apprezzata dai contemporanei. Uno dei suoi più noti estimatori è stato Robert Baden-Powell. Generale e scrittore britannico, noto soprattutto per aver fondato nel 1907 lo scautismo.

Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi

nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non c’è più nulla

Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

La sua fortuna, in tutto il Novecento, è stata straordinaria. È sicuramente una delle poesie più amate in Gran Bretagna. Anche se non ha messo d’accordo tutti. Orwell lo definiva un “bel poema brutto”. Qualcun altro invece “una sciocchezza sciovinista”.

Quello che però è oggettivo è la sua perfetta adattabilità ai tempi drammatici che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere. Si pensi al mondo in ginocchio al termine della Seconda guerra mondiale e i versi sul Trionfo e la Rovina.

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,

O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,

Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,

Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.

Chi è stato l’ispiratore di “If”

In un articolo pubblicato sul Daily Mail, il giornalista Geoffrey Wansell delinea la figura dietro questo poema. Immaginata per il figlio, alcuni dei suoi versi sarebbero stati ispirati però da Leander Starr Jameson.

Nato a Edimburgo nel 1853 Jameson è stato un chirurgo e un politico britannico, stimatissimo dai suoi contemporanei. La storica Elizabeth Longford ha scritto: “Le persone si legavano a Jameson con straordinario fervore”.

Il suo nome, come fonte di ispirazione, viene fatto dallo stesso Kipling, nell’autobiografia Qualcosa di meGeoffrey Wansell, nell’articolo sopra citato, racconta la spedizione di Jameson. L’operazione militare fallita contro la Repubblica del TransvaalTradito dalla sua stessa Patria.

Se saprai riempire ogni inesorabile minuto

Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,

Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,

E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Immagine di copertina di Simon Migaj