Il bacio tra Paolo e Francesca: l'immortale opera di Auguste Rodin

Il bacio tra Paolo e Francesca: l'immortale opera di Auguste Rodin

Probabilmente l’opera più celebre del grande scultore francese Auguste Rodin è Il Pensatore. Una scultura in bronzo che raffigura un uomo immerso in una profonda meditazione, che per molti raffigura l’emblema del pensiero filosofico. Non tutti sanno, però, che quest’opera in origine doveva far parte di un complesso scultoreo dedicato alla Divina Commedia, La Porta dell’Inferno. E che aveva un soggetto specifico: Dante Alighieri.

Il progetto primigenio de La Porta dell’Inferno venne abbandonato da Rodin, e i bozzetti che aveva studiato per questa monumentale opera vennero poi utilizzati per sculture singole, come appunto Il Pensatore. Uno di questi bozzetti, infatti, è divenuto il progetto per una delle sculture più belle e celebri dell’autore, Il Bacio. Che raffigura i protagonisti del V canto della Divina Commedia, Paolo e Francesca.

L’influenza di Dante su Rodin

Nel 1875 Rodin aveva 35 anni, e nonostante i brillanti studi presso la Grand ècole di Parigi, da molto tempo la sua carriera sembrava destinata a estinguersi. Colpito dal lutto per la morte dell’adorata sorella Maria nel 1862, Auguste aveva infatti deciso di prendersi una pausa dall’arte. E di unirsi ad un ordine religioso. La Congregazione del Santissimo Sacramento.

Uno dei padri del convento, però, lo convinse a continuare con la scultura. Perché aveva capito che il talento artistico di Auguste non doveva andare sprecato. E gli consigliò anche di visitare l’Italia, dove gli sarebbe stato possibile ricongiungersi con la propria passione. E appunto all’inizio del 1875 Rodin compì questo viaggio, che segnò profondamente la sua vita. Guardando le opere di Donatello e Michelangelo, in lui si risvegliò completamente la voglia di scolpire. Ma a colpirlo ancora maggiormente, dal punto di vista della simbologia, non è un’opera scultorea, ma una letteraria: la Divina Commedia.

Rodin tornò a Parigi con in mente una serie di tracciati artistici ben precisi, quelli neoclassici. E un’immaginario narrativo segnato dall’opera di Dante Alighieri. Inizialmente le sue idee vennero molto avversate in Francia—dove si stavano stabilizzando le correnti del simbolismo modernista—ma lo scultore riuscì ugualmente ad accreditarsi come uno degli autori più rappresentativi del panorama parigino. E nel 1880 vinse la gara d’appalto per un lavoro di grande importanza: scolpire la porta ornamentale del Museo di Arti Decorative di Parigi.

La Porta dell’Inferno

La commissione che venne affidata a Rodin sarebbe dovuta essere portata a termine nel 1885. Ma per una serie di motivazioni sempre diverse, Rodin lavorò a quest’opera per quasi 30 anni, fino alla morte. Continuando a inserire e a togliere varie porzioni e bassorilievi dal progetto.

La sua fonte di ispirazione formale furono le decorazioni delle porte del Battistero di Firenze: Rodin voleva realizzare un portale monumentale ricoperto di bassorilievi che richiamavano vari personaggi dell’Inferno di Dante. Al termine della progettazione, che si protrasse per vari decenni, la porta era composta da 180 bassorilievi—di dimensioni variabili—che raffiguravano tutta una serie di canti dell’Inferno Dantesco. C’è Alighieri stesso, in una versione primigenia de Il Pensatore, che svetta al centro della struttura, c’è il Conte Ugulino, ci sono Paolo e Francesca, e anche Adamo ed Eva.

Questo portentoso compendio della prima parte della Divina Commedia, come abbiamo visto, richiese una lavorazione infinita. E durante questo lasso di tempo molti dei bassorilievi pensati per questa porta monumentale si affrancarono da esse. Diventando opere singole. Fra cui appunto Il Pensatore, e Il Bacio: che raffigurano Dante Alighieri e Paolo e Francesca.

Il Bacio

E veniamo quindi a quest’opera immortale di Rodin. Probabilmente una delle sua più celebri sculture. Rodin durante la lavorazione de La Porta dell’Inferno aveva nutrito il dubbio che l’immagine dei due amanti descritti magistralmente da Dante nel canto V dell’Inferno fosse troppo struggente e passionale per la sua opera. E aveva pensato addirittura di eliminare il bassorilievo che li immortalava.

In realtà alla fine i due amanti entreranno a far parte del portale monumentale con un altro bozzetto. Ma nel 1888 Rodin decise—utilizzando il progetto originale del bassorilievo— di realizzare una scultura singola. E fu così che nacque Il Bacio.

L’opera, scolpita nel marmo, è enormemente influenzata da Michelangelo. I due amanti sono ritratti seduti su una roccia, abbracciati, e immortalati in un tenero bacio. Lo schema di composizione richiama molte opere di Michelangelo. Paolo è eretto in squadra e sorregge la composizione, con l’arabesco del corpo di Francesca che gli si avviluppa addosso. Il contrasto luminoso fra la pelle levigata dei due amanti, e la superficie screziata di puntinature e tracce di scalpello della roccia che li sostiene, richiama l’attenzione interamente sul gesto compiuto. L’opera venne presentata nel 1889 all’Esposizione Universale di Parigi.

Pochi anni dopo Rodin decise di reintrodurre i due amanti all’interno della Porta dell’Inferno, inserendola nel battente sinistro, speculari al Conte Ugulino. Ma lo fece ritraendoli non durante un bacio appassionato, ma tormentati dal dolore.

Per approfondire

Se sei interessato ad approfondire questo argomento, ti consigliamo di leggere l’opera biografia Rodin, di Antoinette Le Normand e Claudie Judrin. Il lungo saggio ruota interamente attorno all’incompiutezza dell’opera più importante mai pensata dallo scultore, La Porta dell’Inferno, e riesce bene a spiegare la genesi di opere immortali come Il Pensatore e Il Bacio.

Immagini: Copertina via Wikimedia Commons