Perché è importante leggere ad alta voce

Perché è importante leggere ad alta voce

Se negli anni scolastici leggere ad alta voce è una consuetudine, con l’avanzare dell’età questa pratica diventa sempre più inusuale. Eppure sentire la propria voce mentre si legge non sarebbe soltanto un’abitudine legata all’infanzia o prerogativa dei soli attori.

Durante un intervento al BookSound Fest di Arezzo dello scorso anno, l’editore di Marcos Y Marcos Marco Zapparoli aveva fatto notare, invece, come sia giusto non perdere quest’abitudine crescendo, soprattutto per i benefici che trae il nostro cervello e quello di chi ci ascolta.

Nell’intervento, l’editore ha spiegato che quando ti capita di leggere una favola ad alta voce a tuo figlio, “mentre il lato sinistro del suo cervello analizza il senso delle parole, il lato destro integra fra loro i datirazionali’, vive emozioni e le rielabora.” In quel momento, infatti, i processi cognitivi che coinvolgono “memoria, percezione e decisioni”, fanno sì che il lato più creativo del cervello colga “pause, intonazioni, accenti e ritmo adottati da chi legge.”

Dinamiche che hanno imparato, inconsapevolmente, tutti i grandi scrittori della storia. Per esempio, mentre Charles Dickens “modellava con cura i dialoghi dei propri romanzi per renderli adatti alla lettura ad alta voce”, Mark Twain “metteva attenzione maniacale all’uso delle pause e del ritmo quando leggeva in pubblico.”

In sostanza la “musica” all’interno di un romanzo crea più facilmente l’empatia che il lettore cerca con i personaggi della storia narrata. È, insomma, quell’elemento che stuzzica il nostro cervello a non smettere di lavorare e a non distrarsi.

“Che ne è di tutto questo gioco quando si diventa adulti? Come mai viene perso per strada?”, si domanda quindi Marco Zapparoli. “Non c’è motivo, né alcuna convenienza perché questo accada”, continua . “Tradurre in forma scritta parole che venivano pronunciate a voce ha contribuito in modo decisivo ad accelerare il pensiero astratto e la creazione di nuove idee.”

Ma oggi più che mai, invece, è fondamentale “riappropriarci dell’antico uso della voce e dell’ascolto”: potrebbero aiutarci a farci venire in mente idee geniali, come accadeva ai grandi del passato.

L’intervento integrale lo trovi qui.

Immagine via Flickr