L'account Instagram che smaschera i

L'account Instagram che smaschera i "copioni" dell'arte

Si chiama @whos____who: è un account Instagram anonimo che smaschera gli imitatori nell’arte contemporanea.

A differenza di account che mostrano le bellezze del mondo—come i palazzi dimenticati del nord Europa—e di altri che prendono in giro i nostri vezzi—come le foto in cui ci fingiamo campeggiatori estremi—questo account che dal 2016 ha conquistato 26000 followers ci fa riflettere.

#thomasrobson #andreatorresbalaguer

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Si sa, il comandamento scolastico “non copiare” va preso con le molle. Chiunque abbia dovuto esercitare un poco di “disciplina creativa”—dallo scrivere una canzone al dipingere—ha scoperto che copiare, specialmente all’inizio, è un buon allenamento. L’account Instagram @whos____who, tuttavia, accosta opere di artisti contemporanei già (più o meno) affermati o addirittura storicizzati, dallo stile formato: opere che, sotto l’aspetto iconografico, si somigliano moltissimo. A volte sono evidentemente derivate l’una dall’altra.

#renemagritte #jillmulleady

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Il contenuto di @whos____who non è editato. Centinaia di post consistono semplicemente nella giustapposizione di immagini di opere di arte contemporanea somiglianti, corredate con i nomi hashtaggati degli autori. Questa disposizione neutra mostra che il tema non è la difesa della “originalità dell’artista”, anche se allo stesso tempo il tutto ha qualcosa di vagamente poliziesco: perciò si è parlato di vigilante e di “shaming”. Ma cosa ci suggeriscono davvero  questi accostamenti?

Sta all’utente andare in cerca, se non lo conosce già, del nome dell’autore. Scoprire qual è il senso del riuso. Decidere, eventualmente, chi ha copiato chi. Ammesso che si tratti di un plagio. Nei commenti si svolgono dibattiti, anche accesi, su cosa è un furto di idee, su chi può permettersi di “rubare” temi visivi, e su chi, più spesso di altri, finisce “depredato”.

#henrirousseau #bensledsens

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Citazione, appropriazione, plagio?

Non si parla qui di “falsi” nel senso di opere moderne, o attuali, che simulino opere del passato e siano spacciate ai collezionisti per autentiche. Le opere su @whos____who sono tutte “autentiche”. Emergono interrogativi sulle mode artistiche contemporanee, sulla sintonia fra artisti che non si conoscono, sulle sfumature dell’appropriazione creativa: dal riuso critico al plagio.

#mosetolliver #joshsmith

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L’accostamento che vedi qui sopra, per esempio, è molto interessante. A sinistra c’è un’opera da una mostra newyorkese del quarantenne Josh Smith composta interamente di quadri di cocomeri stilizzati. A destra una pittura di Mose Tolliver, un artista popolare afroamericano nato negli anni ’20, che in pratica stendeva vernice su compensato: le sue opere sono molto belle. Il cocomero di Mose può richiamare indubbiamente lo stereotipo antico dell’afroamericano mangia-cocomeri, e la ripresa dell’artista bianco più giovane può essere vista come una neutralizzazione ipocrita di quel riferimento, e un esempio di simbolico “blackface”: appropriazione culturale indebita. Ai followers l’ardua sentenza.

#henrytaylor #gerhardrichter

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Nella coppia qui sopra, un caso diverso: la parodia. Un artista afroamericano, Henry Taylor, rifà un famoso quadro di Gerhard Richter, il pittore tedesco fra i più ammirati (e i più quotati) del mondo. La pittura figurativa di Richter è nota soprattutto per i suoi numerosi episodi di sbalorditivo fotorealismo. Uno di questi è “Betty”, l’opera qui sopra, un ritratto della figlia dell’artista—che in posa anti-convenzionale ci nega il volto—realizzato nel 1988 a partire da una fotografia.

#andywarhol #sturtevant #michaelpybus

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È evidente, poi, che riempire di esultanti Pikachu i fiori di Warhol del 1964, non significa certo “copiare”.

L’arte che cita l’arte

Un’altra citazione, tridimensionale peraltro, è quella di Maurizio Cattelan, che nella serie Untitled del 2007 ricostruisce, in una scultura scenografica, una fotografia di Francesca Woodman.

#francescawoodman #mauriziocattelan

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Scorrendo l’account ci rendiamo conto che a chi lo gestisce importa soprattutto mettere in rilievo temi condivisi, e loro percorsi. Non è raro poi che artisti diversi, indipendentemente l’uno dall’altro, percepiscano lo “spirito del tempo” producendo idee e opere affini: ciò ha sempre riguardato non solo ogni forma d’arte, ma anche la scienza.

Molte somiglianze documentate in @whos____who fanno sorridere. Succede nei casi, non pochi nell’arte contemporanea, in cui i temi iconografici appaiono assurdi, ridicoli. Come i materassi dipinti.  Gli accappatoi appesi. O questa cosa qui sotto.

#thomasmailaender #tangshi

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Immagine: Copertina