Karl Popper: il filosofo che ci ha insegnato a difendere la democrazia

Karl Popper: il filosofo che ci ha insegnato a difendere la democrazia

Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti.

Questa famosa frase del filosofo Karl Popper è contenuta nel suo saggio politico La società aperta e i suoi nemici. Il lavoro più celebre di Popper. Che stigmatizza la sua visione di una società che non può prescindere dalla democrazia.

Il celebre filosofo austriaco, infatti, è famoso soprattutto come difensore della “società aperta“. Un ideale sociale che secondo il suo parere rappresenta il massimo sforzo dell’uomo morale contro i totalitarismi e l’intolleranza. L’unico sistema in cui gli individui sono meno soggetti al volere del gruppo.

Chi era Karl Popper

Nato a Vienna nel 1902 da una famiglia di origine ebraica, Popper durante la giovinezza rimane affascinato dalle idee di Karl Marx. Durante gli anni del liceo, infatti, si iscrive all’Associazione degli Studenti Socialisti. Approfondendo lo studio dei saggi sul materialismo storico e il comunismo, però, si rende conto che la filosofia dogmatica e restrittiva proposta da Marx non si lega con la sua visione del mondo.

Il marxismo è solo un episodio – uno dei tanti errori che abbiamo commesso nella perenne e pericolosa lotta per costruire un mondo migliore e più libero.

L’anno della sua svolta ideologica giovanile è il 1919: Popper assiste a una lezione di Albert Einstein a Vienna. Il coraggio del celebre fisico nel mettere in discussione i concetti più dogmatici della propria disciplina—come le leggi di Newton—lo spingono verso una concezione scientifica travolgente. L’unico modello di scienza possibile è quella non dogmatica: nell’approccio dell’uomo alla conoscenza la certezza non esiste. Per questo bisogna tenersi lontani dalle idee totalitarie.

E questo aspetto epistemologico e filosofico lo trasformerà in un convinto sostenitore della democrazia liberale. Sostegno che si fortifica quando Popper subisce personalmente gli effetti delle idee totalitarie: costretto a emigrare in Nuova Zelanda per sfuggire alle persecuzioni naziste.

In seguito, dopo l’uscita del saggio La società aperta e i suoi nemici, diverrà uno dei filosofi ed epistemologi politici più conosciuti del mondo. E insegnerà alla London School of Economics per oltre vent’anni.

La conoscenza umana è sempre soggetta al fallimento

Le idee politiche di Popper non possono essere comprese e spiegate se non partiamo dalla sua concezione epistemologica. Suggerita proprio dall’incontro illuminante con Albert Einstein. La conoscenza dell’uomo è sempre soggetta al fallimento: non esiste modo di non mettere in discussione un assunto, e gli scienziati che negano questa realtà non sono veri scienziati.

Ogni qualvolta una teoria ti sembra essere l’unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito né la teoria né il problema che si intendeva risolvere.

Per questo motivo, Popper fu anche avversario prediletto dello storicismo. Quella corrente filosofica derivata dalla cultura romantica tedesca, secondo cui il raggiungimento della ragione e della verità da parte dell’uomo è un processo graduale che segue una crescita continua. Popper rifiuta categoricamente questa idea. Dare per scontato che l’utilizzo della ragione sia sempre progressivo, espone l’uomo a un forte rischio.

Nessuna società può predire scientificamente il proprio futuro livello di conoscenza.

Confidare a tutto tondo nella crescita progressiva della conoscenza, secondo Popper, è il primo sintomo di una società che prepara il campo all’avanzata dei totalitarismi. Lo storicismo, in pratica, è uno dei presupposti dell’affermarsi della società chiusa. Una società sana, deve continuamente mettere in discussione il proprio livello di conoscenza.

L’unica soluzione per la vita sociale dell’uomo, per Popper, è la società aperta. Un concetto politico e filosofico teorizzato nel 1932 dal francese Henri Bergson. E che poi Popper ha sviluppato anche in relazione al proprio credo epistemologico.

La società aperta

Se l’uomo non dispone—e non disporrà mai—di verità assolute, allora l’unica soluzione è quella di uno stato che garantisca la tolleranza nei confronti degli individui e delle idee contrarie allo status quo. L’autoritarismo e il materialismo scientifico non devono essere tollerati.

Per Popper questo concetto affonda le radici nell’Antica Grecia. Il punto della storia in cui l’uomo ha cominciato a distinguere le forme sociali derivate dal tribalismo—soggette cioè solo alle leggi di natura—da quelle in cui le idee dell’individuo sono relazionate o contrapposte a quelle della comunità in cui vive.

Da allora per Popper le varie civiltà umane si sono continuamente confrontate con periodi in cui i totalitarismi si sono succeduti con forme di società più aperte. E il rischio del ritorno al collettivismo tribale è sempre concreto, e mai scacciato dal passare del tempo, secondo quello che Popper definisce “lo spirito di gruppo perduto del tribalismo”.

Nel suo concetto di società aperta, l’individuo contrappone continuamente la sua volontà—o quella della onoranza a cui appartiene—all’istinto tribale della comunità. Per questo l’unico sistema statale che gli garantisce di potersi continuamente esprimere e avere diritti è la democrazia liberale. Che garantisce la tolleranza nei confronti di tutti gli appartenenti.

Liberale, e soprattutto riformista. Lo stato non può permettersi di assumere forme prestabilite e immutabili. Proprio perché nessuna protezione dai totalitarismi è eterna. Lo stato deve poter far affidamento sulla possibilità di cambiare le proprie regole per potersi adattare alle contingenze. Non deve mai stagnare. Proprio come la conoscenza dell’uomo, anche quella della collettività è continuamente in divenire, e mai in possesso di verità assolute.

Per questo la democrazia, per Popper è un bene da tutelare. Perché garantisce costantemente la libertà dei singoli e la loro possibilità di espressione. Mai assoggettandole alle imposizioni della collettività.

Consigli per approfondire

Per conoscere a fondo le idee di Popper ti consigliamo di partire dal suo saggio epistemologico Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica. Come base per affrontare al meglio il suo capolavoro: La società aperta e i suoi nemici.

Immagini: Copertina