Klaus Kinski, il ritratto di uno degli attori più folli che il cinema ricordi

Klaus Kinski, il ritratto di uno degli attori più folli che il cinema ricordi

Si dovrebbe giudicare un uomo per le sue depravazioni. Le virtù possono essere simulate. Le depravazioni sono reali.

Tiranno. Pazzo. Stranissimo. Controverso. Eccentrico. Violento. Complicato. Impulsivo. Imprevedibile. Anarchico. Sono tanti gli aggettivi che si addicono a Klaus Kinski. Attore unico nella storia del cinema. Un uomo dalla condotta discutibile, un genio davanti la cinepresa. Per quanto sia stato uno degli attori più grandi degli anni settanta, molti, ancora oggi, non riescono a separare l’uomo dall’artista.

Un po’ come è successo con Céline, scrittore straordinario che si macchiò di antisemitismo. Compromettendone irrimediabilmente l’immagine. Così è stata la sorte di Kinski. Di lui non si può che scriverne un ritratto ambiguo.

Klaus Kinski, il cattivo per eccellenza

Il nome completo è Klaus Günter Karl Nakszynski. Nato a Sopot, in Polonia, suo padre è un farmacista polacco e la madre un’infermiera tedesca. La famiglia si trasferisce a Berlino quando Klaus è piccolo. A 17 anni si arruola nella Wehrmacht. Prende parte alla Seconda guerra mondiale ma viene catturato subito dagli inglesi e trasferito in un campo di prigionia. Qui inizia a recitare in alcuni spettacoli improvvisati. Quando torna casa scopre che i genitori sono morti sotto i bombardamenti. Iniziano i primi squilibri psichici.

La sua carriera cinematografica inizia a metà degli anni cinquanta. Con piccole parti. Compare ne Il dottor Zivago. Nel ’65, recita anche nel capolavoro di Sergio Leone, Per qualche dollaro in più. Da lì prende parte a molte pellicole italiane. Per lo più spaghetti western. Lavora con Corbucci, Capitani, Damiani, Freda, Cicero, Lizzani. Spesso interpreta ruoli di cattivi, violenti. È perfetto. Grazie alla sua fisionomia mefistofelica, allo sguardo crudele. Recita in più di 130 film. Morirà di infarto in California a soli 65 anni

Kinski ed Herzog, nemici amici

Herzog è pazzo, e lo sono anch’io, per questo lavoriamo così bene insieme.

Questa citazione è tratta da un bellissimo documentario intitolato “Kinski, il mio nemico più caro”. Girato da Werner Herzog nel 1999. Il regista tedesco ha lavorato spesso con l’attore. A lui, Klaus deve il successo. Hanno girato insieme cinque capolavori: Aguirre, furore di Dio, Woyzeck, Nosferatu, il principe della notte, Fitzcarraldo e Cobra Verde.

I rapporti sul set sono sempre stati burrascosi. A causa soprattutto dell’impulsività di Kinski. Che quasi sempre esagerava nella fisicità. Facendo anche del male agli altri attori.

Anche Herzog usava le maniere forti. Un giorno per farlo continuare a recitare (visto che Kinski si era deciso ad abbandonare il set) arrivò a puntargli un fucile carico.

Il documentario di Herzog sopra citato oltre a mostrare la potenza devastatrice di Klaus tratteggia anche un inaspettato lato dolce. L’ultima scena vede protagonista, insieme a Klaus, una farfalla. Che, per niente intimidita dalla “personalità” di Kinski, gli vola leggera intorno posandosi sul suo viso.

Che attore è stato Kinski

Il suo modo di recitare era incredibile. Teso, esasperato. Interpretava spesso ruoli negativi o ambigui. Aveva dalla sua una perenne espressione da indemoniato. Nella scelta dei film cui prendere parte era umorale. A volte sceglieva quelli artistici, altre in base al compenso. Sul set era pericoloso, perché dava sempre una carica di imprevedibilità ai suoi personaggi. Scherzava molto sul suo essere un “maledetto”. Ruolo che il pubblico e la critica gli avevano cucito addosso.

Quando era ragazzo però venne realmente ricoverato tre giorni in un ospedale psichiatrico. Anni dopo, sono state pubblicate quelle cartelle cliniche. I medici lo definivano “un pericolo pubblico. Diagnosi temporanea: schizofrenia. Definitivo: psicopatia.”

Nel 2013 Pola Kinski, nata dal suo primo matrimonio, disse di aver subito violenze da parte del padre. Anche la figlia Nastassja affermò di aver avuto paura di lui, quando era in casa. Per entrambe è stato più un “tiranno” che un padre.

Per approfondire

Tra i film diretti da Herzog, te ne consigliamo due in particolare: Aguirre e Fitzcarraldo. Ovviamente il documentario “Kinski, il mio nemico più caro”. Online si trova anche il suo unico film da regista: Kinski Paganini. Oggi un cult movie, ma quando uscì, nel 1989, flop di pubblico, stroncato dalla critica. Puoi leggere anche la biografia di Stefano Loparco: Klaus Kinski, Del Paganini e dei capricci.

Immagine di copertina tratta da YouTube