Kubrick ha rivoluzionato l'uso della musica nel cinema

Kubrick ha rivoluzionato l'uso della musica nel cinema

Un film è, o dovrebbe essere, più simile alla musica che alla narrativa. Dovrebbe essere una progressione di stati d’animo e sentimenti. Il tema, ciò che è dietro all’emozione, il significato: tutto questo viene dopo.

Questo era il cinema per Stanley Kubrick. Una simile concezione rendeva quantomeno problematico, per Kubrick, l’utilizzo della musica che nella maggior parte dei casi si fa ancora oggi nei film. Commentare l’azione, amplificare il dramma, anticipare lievemente gli eventi: a questo serviva una partitura musicale originale nella “Hollywood classica”. Ascoltiamo ancora oggi alcune di quelle vecchie colonne sonore con ammirazione. Come quelle di Bernard Herrmann, da Quarto potere a Taxi driver.

Fu proprio il “compositore di Hitchcock” a inalberarsi per l’uso completamente diverso della musica in 2001: Odissea nello spazio. Le scelte musicali di Kubrick, infatti, parvero un atteggiamento minaccioso nei confronti di un intero reparto professionale, quello dei compositori prestati al cinema.

La rivoluzionaria colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio

Il compositore Alex North era stato incaricato proprio da Kubrick di scrivere le musiche per il film. In fase di post-produzione però, quando la colonna sonora era stata già completata, il regista cambiò completamente idea. Con un gesto autoritario, senza precedenti, Kubrick scartò le musiche composte sostituendole con brani di musica classica—estranei all’ambito cinematografico—scelti personalmente. Non solo: contrariamente al costume dell’epoca, non fece registrare ex novo quei brani, ma, più semplicemente, usò registrazioni già in commercio. E ancora: tra le registrazioni c’erano, diffusamente utilizzati, quelle dei brani d’avanguardia di un ungherese allora ignoto: György Ligeti. I seguenti brani: “Atmosphères“, “Lux Aeterna“, “Aventures“, il “Kyrie” dal Requiem (nel video sotto). C’è di più. Quei brani furono inseriti senza l’autorizzazione del compositore. Il quale, naturalmente, fece partire un’ingiunzione legale.

Forse Kubrick aveva creduto di farla franca perché Ligeti—oggi inamovibile dal canone dei “grandi” della musica colta del ‘900—era pressoché sconosciuto, soprattutto in America. Comunque, i due risolsero la questione. E Ligeti divenne celebre anche grazie ai credits di 2001. Nacque una collaborazione protratta nel tempo (si veda Shining): il musicista accompagnerà anche la vedova del regista alla prima tedesca di Eyes Wide Shut.

Kubrick e la musica

Abbiamo accennato a tutto ciò per arrivare a chiederci: perché Kubrick scelse quei brani di musica classica in 2001? Ha risposto lui stesso:

Perché invitano a un raggiungimento di uno stato di coscienza più profondo.

In Kubrick la musica è un oggetto esterno—come ha osservato Roger Ebert—che anziché porsi al servizio dell’azione, interagisce in modo particolare con le immagini per creare strati ulteriori di senso. Si può discutere sulla riuscita di questi procedimenti, ma non si può negare che Kubrick fosse affezionato a una strategia di straniamento condotta attraverso musica di ogni livello.

Tre esempi. Il valzer “Sul bel Danubio blu“, che accompagna le fluttuazioni nello spazio di quel satellite che, un istante prima, era l’osso contundente nel palmo di uno scimmione. La Marcia di Topolino cantata dai soldati al termine di Full Metal Jacket.

L’inquietante vecchia musica anni ’30 “della sala da ballo” in Shining, di cui si fa un uso che oggi sarebbe definito “hauntologico”: qui siamo su un terreno di allusione psicologica più didascalica, ancorché straziante, e, insieme, sarcastica.

Una playlist con tutta la musica classica nel cinema di Kubrick

Il gusto e l’intuito musicale di Kubrick sono tanto notevoli, quanto la proverbiale freddezza del suo stile. Grazie a una playlist Spotify di 4 ore puoi ascoltare tutti i brani più belli della tradizione classica che si trovano nei suoi film. Si spazia, dal classicismo viennese alle avanguardie del ‘900. Oltre all’arcinota Nona sinfonia di Beethoven (Arancia meccanica) puoi riscoprire il secondo tempo del Trio op. 100 di Schubert (Barry Lyndon).

Per quanto riguarda l’800, oltre al poema sinfonico nietzschiano di Richard Strauss, “Also sprach Zarathustra“, e le overture dalle opere di Rossini, ci sono alcune chicche: come lo straordinario breve pezzo per pianoforte del tardo Liszt, “Nuages gris“.

Sul fronte novecentesco, oltre a Ligeti ci sono “Musica per archi, percussioni e celesta” di Béla Bartók. De natura sonoris” di Penderecki. E il delizioso Waltz 2 in do minore di Shostakovich (“Eyes wide shut”).

Qui trovi un elenco dei brani di musica classica usati da Kubrick. Qui invece un approfondimento sulla colonna sonora di 2001

Immagini: Copertina