Las Médulas, in Spagna: la maestosa miniera d'oro dell'Impero romano

Las Médulas, in Spagna: la maestosa miniera d'oro dell'Impero romano

Fra i Patrimoni mondiali dell’UNESCO non ci sono soltanto attrazioni selezionate in base alla bellezza estetica—sia essa di origine naturale o culturale—ma anche siti scelti per la loro importanza storica. Come ad esempio le miniere d’oro di Las Médulas, in Spagna. Sono state inserite nella lista perché rappresentano una svolta importantissima nella tecnica di estrazione dei minerali e dei metalli.

Nel primo secolo d.C., infatti, queste miniere rappresentavano la sorgente d’oro più importante dell’Impero romano. E proprio qui i Romani avevano attuato un’innovativa tecnica idraulica che avrebbe rivoluzionato per sempre le tecniche di estrazione.

Le miniere di Las Médulas

Le miniere di Las Médulas si trovano vicino alla città di Ponferrada, nella provincia di León, a nord ovest della Spagna. Una zona che i Romani, durante la loro dominazione scoprirono essere molto ricca di minerali. All’inizio del I secolo d.C., gli speleologi romani trovarono una grande vena d’oro nascosta fra queste montagne. Che nel corso del tempo divenne la fonte principale di questo prezioso metallo.

Vedendolo oggi, il sito si mostra attraverso un panorama mozzafiato. Composto da una vegetazione fittissima, da cui spuntano le punte aguzze delle montagne scavate dai romani. L’aspetto delle montagne di Las Médulas, infatti, è stato completamente stravolto dai Romani. Che attraverso la loro tecnica di estrazione, riuscivano a modificare completamente la conformazione del fianco di una vetta per poter estrarre l’oro.

La nuova tecnica

I documenti che possediamo in cui sono citate le miniere di Las Médulas e le tecniche di estrazione dell’oro sono contenuti nell’opera Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Il grande naturalista romano morto in seguito all’eruzione del Vesuvio. Con la sua opera in 37 volumi Plinio è stato per lungo tempo la principale fonte storica per conoscere e approfondire lo sviluppo tecnico e scientifico raggiunto dalla cultura romana.

Quello che accade a Las Médulas è molto più del lavoro di giganti. Le montagne sono perforate da corridoi e gallerie create a lume di lampada. Per mesi le miniere non sono illuminate dalla luce del sole e molti minatori muoiono all’interno dei cunicoli. Questo tipo di miniera è stato definito Ruina Montium. Le spaccature creatasi all’interno della miniera sono talmente pericolose che è più semplice trovare la purpurina o le perle in fondo al mare che scheggiare questa roccia. Con che pericolo abbiamo costruito la terra.

Plinio chiama l’innovativa tecnica romana Ruina Montium. Consisteva nel perforare le superfici delle montagne ricche di metalli di Las Médulas, e poi di infiltrarle con grandi quantità di acqua. Questo faceva crollare intere pareti della montagna da scavare, velocizzando in modo estremo le tempistiche di estrazione.

Questa tecnica è stata alla base di tutte le moderne evoluzioni nell’estrazione di metalli e minerali. Una grande intuizione di ingegneria che dimostrava quanto fossero avanzate le conoscenze tecniche dei romani.

Oro per tutto l’Impero

E, infatti, le miniere di Las Médulas si sono rivelate fra le più produttive di tutti i tempi. Stando sempre alle testimonianze di Plinio il Vecchio ogni anno i Romani riuscivano a estrarre circa 20.000 libbre di oro dalle cave.

L’Impero continuò a utilizzare queste miniere per oltre due secoli e mezzo, e si stima che vi lavorassero stabilmente circa 60.000 operai. Facendo i calcoli a posteriori, e seguendo le documentazioni, grazie a queste miniere spagnole vennero estratti in totale 1.635.000 chilogrammi d’oro.

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