Quali sono le usanze di Capodanno più strambe in giro per il mondo?

Quali sono le usanze di Capodanno più strambe in giro per il mondo?

Il discorso del Presidente della Repubblica, l’intimo rosso, le lenticchie e il cotechino. Sono solo alcuni elementi, più o meno simbolici, che sono entrati nel corso del tempo nella tradizione del nostro Paese per i rituali festeggiamenti di Capodanno. Ma quali sono, invece, le usanze più strane in occasione del suddetto evento in giro per il mondo?

Prima di passarle in rassegna, bisogna innanzitutto precisare che la data in cui si festeggia il Capodanno può non sempre coincidere con la nostra. Per esempio il Capodanno lunare, notoriamente conosciuto come Capodanno Cinese, cadrà a Shanghai durante il prossimo 28 gennaio 2017, dando così il via alle due classiche settimane di festeggiamenti.

Durante gli albori dell’anno del Gallo, come da tradizione, i cinesi avranno la possibilità, tra una giocata a mahjong e l’altra, di appendere dei biglietti in cui scrivere desideri e auguri poetici. Nel frattempo, a Hong Kong, i monaci shaolin si esibiranno in danze meditative su giganti tamburi, creando melodie ritmiche.

Se ci spostiamo invece in Romania, in alcuni villaggi rurali il primo dell’anno viene ancora salutato con la “Festa delle capre.” È una sorta di rappresentazione goliardica, in cui 30 figuranti mascherati ruotano attorno a una maschera dalle fattezze caprine—simbolo di ricchezza e fortuna—collocata su un bastone.

Cambiamo latitudini e spostiamoci in Thailandia. Qui in occasione del Capodanno, i festeggiamenti partono il 13 aprile e si concludono il 15. È una ricorrenza che definisce l’inizio dell’anno buddhista. In tali giorni, però, c’è una usanza più mondana. Date le alte temperature, per strada inizia una vera e propria “guerra” di gavettoni e secchiate d’acqua­—elemento che secondo la tradizione thai serve per “lavarsi” la sfortuna di dosso.

Ma non è finita qui. A Taiwan in occasione del Capodanno lunare è consuetudine osservare migliaia di lanterne di carta con preghiere annesse librarsi nel cielo notturno; o ancora nella cittadina peruviana di Cusco vedere centinaia di mani, rivolte al cielo, cingere degli oggetti—doni per il sole, fonte di vita.

La tradizione più stramba, però, è sicuramente quella perpetuata dai curdi. In occasione del loro Capodanno, che cade a marzo, i più impavidi prendono la rincorsa per saltare sopra un fuoco. Il motivo? Avere più forza interiore e scacciare il male.

Immagine via Flickr