Leonardo Sciascia: lo scrittore siciliano che ha raccontato l'Italia

Leonardo Sciascia: lo scrittore siciliano che ha raccontato l'Italia

Nella letteratura sono stati pochi gli scrittori capaci di raccontare la propria terra riuscendo a renderla rappresentativa di un immaginario comune. Partire da un retroterra, da una cultura, per narrare storie che in realtà si rivolgono a tutti. Uno di questi è stato Leonardo Sciascia.

Forse tutta l’Italia va diventando Sicilia… E sale come l’ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l’Italia, ed è già, oltre Roma…

Sciascia ha saputo raccontare come pochi la Sicilia e le sue contraddizioni. Una terra ricca, bellissima, ma segnata dalla lunga mano della mafia. Oltre ai suoi romanzi, poi, Sciascia è stato anche uno dei giornalisti e saggisti italiani più apprezzati. Esponente del cosiddetto “realismo critico“.

La vita

Leonardo Sciascia nasce in provincia di Agrigento l’8 gennaio 1921. In una famiglia piccolo borghese che sogna per lui una formazione scolastica solida. Fin dai primi anni di scuola, infatti, Leonardo si dimostra molto portato per le materie umanistiche.

E infatti decide di iscriversi all’istituto magistrale IX Maggio di Caltanissetta, dove diventa l’allievo prediletto dello scrittore Vitaliano Brancati. Il professore gli fa leggere i libri dei migliori scrittori italiani—i preferiti di Sciascia saranno Manzoni e Pirandello—e lo instrada verso la scrittura.

Una volta finito il liceo, trova un lavoro come impiegato presso l’ammasso del grano di Racalmuto. E nel frattempo sostiene l’esame per diventare maestro. Sette anni più tardi, infatti, riceve il primo incarico come insegnante. Verso la fine degli anni Cinquanta comincia la sua vera e propria produzione letteraria. Nel 1961 pubblica il suo primo romanzo: Il giorno della civetta (anche se in passato aveva pubblicato già per piccole case editrici alcune poesie e racconti, e collaborava già con il quotidiano L’Ora).

Nel frattempo, mentre continua a scrivere e diventa pian piano un autore affermato, viene assunto al Ministero della Pubblica Istruzione, trasferendosi prima a Roma e poi a Palermo. Continuerà con il suo ruolo ministeriale fino al 1967. Anno in cui decide di affrancarsi dalla carriera scolastica per dedicarsi totalmente alla scrittura.

Gli anni successivi sono alcuni fra i più fecondi dal punto di vista letterario e giornalistico. Scrive romanzi e saggi di grande importanza e successo. Diventando uno degli autori italiani più stimati.

Nel 1979 si candida con i radicali alla camera, e viene eletto a Montecitorio. Entra a far parte della commissione d’inchiesta sul rapimento Moro—da cui vedrà la luce anche un suo famoso libro—e caldeggia una trattativa con i brigatisti. La sua posizione viene fortemente criticata sia da destra che da sinistra, e questo lo spinge ad abbandonare la politica e tornare alla scrittura.

Muore a Palermo, a causa di un tumore, nel 1989.

Le opere narrative

Come abbiamo visto, Sciascia è uno scrittore che ha cominciato a pubblicare con costanza relativamente tardi. Aveva già 40 anni quando è uscito il suo primo romanzo. Il giorno della civetta, però, si presenta subito come un’opera estremamente singolare. Quasi unica nel panorama letterario italiano.

Sostanzialmente questo romanzo è un giallo, che però sfocia anche nel genere del saggio storico. Sebbene la storia sia narrativamente costruita alla perfezione, il romanzo prende le mosse da un evento realmente accaduto. L’omicidio di Accursio Miraglia, un sindacalista, avvenuto a Sciacca nel gennaio del 1947 per mano della mafia.

Il giorno della civetta, quindi, vuole essere un libro di denuncia contro un sistema che allora agiva quasi completamente nascosto agli occhi dell’opinione pubblica. Tanto che Sciascia nella prima edizione, volle allegare un’Avvertenza in cui si specificava che nel 1960—anno in cui il libro venne scritto—lo Stato Italiano negava ancora ufficialmente l’esistenza della mafia.

I grandi polizieschi

Di questo filone storico-poliziesco fanno parte anche i romanzi A ciascuno il suo, Il contesto, Todo modo, e Una storia semplice. Gialli ambientati nella Sicilia contemporanea, che raccontano la mafia e i crimini attraverso la società e viceversa. A questi poi, si devono aggiungere le raccolte di racconti

Gli altri romanzi di Sciascia cercano sempre di narrare la storia della Sicilia, anche se con una risonanza molto più ampia, tramite storie ambientate in un tempo lontano. Il romanzo Il consiglio d’Egitto, ad esempio, narra la storia del falsario don Giuseppe Vella, alla fine del 1700. E della stessa tipologia di romanzo storico è anche Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia, ispirato all’opera omonima di Voltaire

I saggi

Quando si parla di Sciascia, poi, non si possono non menzionare i saggi. Come pochi altri romanzieri, Sciascia ha saputo essere grande anche nella saggistica. Il suo sguardo acuto e profondo è sempre stato in grado di raccontare la società con estrema semplicità e chiarezza.

Le parrocchie di RegalpietraMorte dell’InquisitoreLa scomparsa di MajoranaI Pugnalatori La storia della mafia sono tutti saggi imperdibili per chi vuole approfondire la storia della Sicilia e dell’Italia

Il nostro consiglio è quello di dedicarti inizialmente alla lettura dei suoi romanzi polizieschi. Magari in ordine cronologico, per apprezzarne lo sviluppo dello stile. E poi dedicarti ai romanzi storici e ai saggi.

Immagini: Copertina