Lev Tolstoj: guida a uno dei più grandi romanzieri russi

Lev Tolstoj: guida a uno dei più grandi romanzieri russi

Senza nulla togliere ad altri grandi autori, si può tranquillamente dire che—insieme a DostoevskijLev Tolstoj sia stato lo scrittore russo più importante di sempre. Le sue opere, frutto di un’indagine tormentata e lucida sulla condizione umana, sono delle pietre miliari della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Dei classici, che sovrastano il Canone Occidentale. Tanto che il celebre critico accademico Harold Bloom lo ha inserito nei 26 autori che hanno plasmato la letteratura occidentale.

L’infanzia e la giovinezza

Nato nella piccola città di Tula—vicino a Mosca—il 28 agosto 1829, Lev Tolstoj cresce con le zie materne, in seguito alla scomparsa dei suoi genitori quando è ancora molto piccolo.

Trascorre l’infanzia in un clima estremamente austero. Le zie, molto religiose, lo obbligano a un’istruzione quasi interamente imperniata attorno alla religione. Lo seguono infatti solo due precettori, sempre in casa.

Nel 1844, a soli 15 anni, lascia la casa delle zie per frequentare l’università di Kazan. Si iscrive ai corsi di Legge e Lingue orientali. Il suo profitto scolastico però è pessimo. A Kazan il giovane Tolstoj conosce finalmente la vita al di fuori della famiglia, e ne viene travolto.

Feste, locali notturni, gioco d’azzardo: nei tre anni che passa a Kazan, la vita del futuro scrittore diventa molto irregolare. Ma è anche il periodo in cui Tolstoj comincia a comprendere che è la scrittura la sua vera vocazione. Lasciati ufficialmente gli studi nel 1847, inizia a scrivere e a collaborare con varie riviste.

L’esperienza militare

Nel 1851 si arruola come volontario per partecipare alla guerra nel Caucaso. L’esperienza militare si protrae per diversi anni, con lo scoppio della guerra di Crimea. L’esperienza stravolgente della guerra lo segnerà profondamente. Essere sempre in bilico fra la vita e la morte, mette a dura prova l’animo dello scrittore, che però non si sottrae mai al suo dovere.

Questo capitolo della sua vita, Tolstoj lo ripercorrerà in varie opere. Quella più significativa da questo punto di vista è I racconti di Sebastopoli, scritto fra il 1855 e il 1856.

Le opere

Terminato il servizio militare, e ritornato in patria, Tolstoj ricomincia a scrivere. Il suo primo lavoro organizzato è un trittico di brevi romanzi autobiograficiInfanzia (1852), Adolescenza (1854) e Gioventù (1857).

Ma le sue opere più importanti, quelle che lo proiettano nel Parnaso della letteratura, sono quelle che pubblica nel trentennio che va dal 1860 al 1890. In particolare i suoi capolavori sono considerati i due romanzi Guerra e pace (1865-69) e Anna Karenina (1878) e il racconto La morte di Ivan Il’ič (1886). Ma anche opere come I cosacchi (1863), Sonata a Kreutzer (1889) e Resurrezione (1899) meritano una grande menzione.

Il primo dei grandi romanzi, Guerra e Pace, è un’opera titanica. Spesso paragonata a quelle di Omero. Contrariamente alle mode letterarie del tempo, Tolstoj decise di cimentarsi in un romanzo storico. Il suo libro è ambientato 50 anni prima del periodo in cui viene pubblicato. Durante le campagne napoleoniche in Russia.

È un romanzo “totale”, nel senso che contiene dentro tutti i grandi temi della letteratura. Il rapporto fra uomo e natura, il ruolo delle masse all’interno degli avvenimenti storici, il contrasto fra violenza e pacifismo, le dinamiche e i rapporti familiari. E Tolstoj decide di strutturarlo in modo anomalo. Non esiste, infatti, una trama univoca in Guerra e Pace, e nemmeno un protagonista principale.

Anna Karenina, invece, è un’opera più improntata sull’aspetto politico e sociale. Attraverso i sentimenti e le storie d’amore della protagonista, Tolstoj mette a nudo tutte le ipocrisie e le contraddizioni dell’alta borghesia russa dell’epoca.

Il credo filosofico, spirituale e pedagogico

Tolstoj non è stato soltanto un grande scrittore. Al di là delle sue opere, il suo lascito è molto più ampio. Nel 1857 decide di fondare una scuola per far studiare i figli dei contadini che lavoravano nella sua fattoria. Stare a contatto con le persone che provenivano da classi meno abbienti, in un’epoca in cui l’istruzione era un vero e proprio lusso, lo spinge a interrogarsi su diverse dinamiche sociali e pedagogiche.

Si può senz’altro dire che tutta la vita—materiale e intellettuale—dell’artista sia stata imperniata attorno all’idea di giustizia e di etica. Durante gli anni Settanta una serie di vicissitudini drammatiche—fra cui la scomparsa delle figlie—spinsero lo scrittore verso una svolta religiosa. Ben argomentata in opere come Confessioni (1879), In che consiste la mia fede (1882), La Chiesa e lo Stato (1891) e La dottrina cristiana (1897).

E questo si tradusse anche con un grande afflato politico e sociale. Tolstoj è stato uno dei padri del pacifismo e della dottrina non-violenta. Le sue idee antimilitari, e di resistenza non violenta ispirarono altri grandi pensatori e attivisti successivi, come Mahātmā Gandhi.

Immagini: Copertina