I consigli di Italo Calvino per imparare a scrivere bene

I consigli di Italo Calvino per imparare a scrivere bene

Nonostante Italo Calvino ci abbia lasciato 30 anni fa, le sue opere letterarie non conosceranno mai i segni del tempo. D’altronde, del narratore del secondo Novecento chiunque ha letto almeno un estratto di un suo libro, magari del Barone Rampante in un’antologia scolastica.

Abbiamo quindi deciso di proporti, nel caso in cui te le fossi perse o volessi ripassarle, le Lezioni Americane di Italo Calvino, scritte e quasi interamente esposte in occasione delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures alla Harvard University nel settembre 1985. Le Lezioni Americane sono sei regole di scrittura, alla portata di tutti. Regole sempre più attuali.

C’è, però, da precisare una cosa: in realtà sono 5 in tutto. Sì, perché l’ultima lezione—la coerenza—Calvino riuscì solo a progettarla. In ogni caso, eccole qui, leggermente parafrasate:

Leggerezza

La prima lezione riguarda la leggerezza. Un’esortazione a rimanere incollati alla realtà quotidiana senza eccessive astrazioni, ma al contempo senza essere scontati. Calvino prende come esempio Giacomo Leopardi che riuscì a dare alla felicità immagini di leggerezza, usando un linguaggio semplice per costruzioni retoriche geniali.

Rapidità

Per Calvino il racconto è una questione di ritmo. Un’operazione che deve trovare l’equilibrio tra la reale durata dell’evento raccontato e le righe in cui deve essere descritto. Il tempo può dilatarsi o restringersi, a seconda delle necessità narrative. Anche se tiene a precisare che le frasi immediate sono quelle che richiedono più tempo e aggiustamenti pazienti. La realizzazione di un ottimo testo richiede sempre il suo tempo.

Esattezza

L’esattezza è il risultato di tre varianti: creazioni di immagini vivide, linguaggio specifico e un disegno ben definito dell’opera. Perché, come spiega Calvino, la letteratura è “un’arma di difesa” all’approssimazione del linguaggio quotidiano.

Visibilità

La letteratura deve riuscire facilmente a produrre delle immagini nella testa del lettore: la scrittura deve basarsi su “immagini-segni” e “immagini-sogno”. E le immagini possono nascere da qualsiasi linguaggio, anche da quello scientifico, come ha documentato nelle Cosmicomiche.

Molteplicità

Questa è l’ultima lezione di Italo Calvino—la coerenza, come abbiamo già detto, non riuscì mai a completarla. Calvino spiega che la letteratura ha a disposizione una vastità di escamotage linguistici potenzialmente infiniti. Per questo chiunque scriva deve porsi degli obiettivi esagerati: perché solo l’intreccio di diversi codici linguistici—ma senza esagerare—porta a una visione complessa e completa del mondo.

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