Libri gialli e thriller dall'Estremo Oriente: 5 scrittori asiatici da leggere

Libri gialli e thriller dall'Estremo Oriente: 5 scrittori asiatici da leggere

Ci sono numerosi scrittori dell’Estremo Oriente che hanno acquisito notorietà internazionale. Il Premio Nobel per la letteratura conferito ai cinesi Gao Xingjian nel 2000, la prima volta per uno scrittore cinese, e Mo Yan nel 2012, sono stati segnali importanti, che hanno sancito un totale ribaltamento di prospettiva: autori che in passato rimanevano di nicchia, confinati entro i confini nazionali, hanno avuto la possibilità di farsi conoscere anche in Occidente.

All’alba del ventunesimo secolo sono numerosi gli autori di gialli, thriller e noir che si sono fatti strada tra la cultura orientale e quella occidentale, riuscendo a ottenere successo e riconoscimenti internazionali. In questo articolo cercheremo di presentare un breve resoconto della letteratura orientale, proponendo 5 scrittori di noir, gialli e thriller che hanno fatto parlare di sé, ottenendo ottimi riscontri di pubblico e di critica anche nel nostro Paese. Dal Giappone, ma anche dalla Cina e dalla Corea, ecco gli autori degni di nota, capaci di coniugare tradizioni orientali e trame poliziesche.

5 scrittori asiatici di thriller e di noir

Qiu Xiaolong (1953): La sua storia è particolare. L’autore cinese è costretto a rimanere negli Stati Uniti in seguito alle proteste di Piazza Tienanmen del 1989. Il suo nome fu indicato tra i possibili organizzatori dei movimenti studenteschi cinesi. Mediante lo strumento del mistery, i suoi romanzi affrontano le contraddizioni della Cina moderna dai primi anni novanta a oggi: il potere del regime comunista, il ruolo delle Triadi e l’importanza della letteratura. Ha ottenuto notorietà internazionale con La misteriosa morte della compagna Guan (pubblicato in Italia nel 2002), primo episodio della serie poliziesca con protagonista l’ispettore Chen Cao, un poliziotto amante della poesia e della buona cucina.

Natsuo Kirino (1951): Pseudonimo di Mariko Hashioka, è la più importante autrice di romanzi gialli del Sol Levante. Ha raggiunto la notorietà con Le quattro casalinghe di Tokyo, pubblicato nel 1997, che è diventato un bestseller internazionale oltre che un libro di culto per un’intera generazione (soprattutto femminile). Le sue opere, basate su trame anticonvenzionali, rimandano spesso all’hard boiled d’oltreoceano e talvolta ammiccano prepotentemente al genere horror. Possono essere annoverate anche nella categoria del cosiddetto “giallo sociale”, poiché si occupano di argomenti di ampia rilevanza sociale, come la condizione delle classi inferiori, il crimine dilagante e la prostituzione.

Lee Jung-myung (1965): I suoi libri hanno venduto milioni di copie nella nativa Corea del Sud, ma il grande successo internazionale è arrivato col bestseller La guardia, il poeta e l’investigatore, che ha incantato anche l’Italia nel 2016. Nonostante la struttura noir, con la ricerca del colpevole che rappresenta il filo conduttore dell’intero racconto, è riduttivo assimilare quest’opera ad un semplice romanzo di genere: la forte connotazione storica per via del secondo conflitto mondiale in pieno svolgimento, la critica del regime carcerario e, soprattutto, il modo di evidenziare il potere anticonformista della poesia trasformano questo romanzo in una perla preziosa, capace di toccare il cuore e la mente anche al lettore più disincantato.

Kazuaki Takano (1964): Dopo aver collaborato con il regista giapponese Kihachi Okamoto, ha studiato cinematografia al Los Angeles City College dal 1989 al 1991. Il suo debutto è stato folgorante: con Il protocollo ombra, tradotto in più di venti Paesi, lo scrittore ha ottenuto uno straordinario successo internazionale, riuscendo a miscelare sapientemente l’adrenalina del thriller con l’accuratezza dei riferimenti scientifici. Apprezzato dal pubblico per intelligenza ed originalità, grazie al serrato inseguirsi di presente e futuro, di scienza ed intrighi politici, questo libro ha fatto inserire di diritto Takano tra gli eredi del compianto Michael Crichton.

Yoshida Shūichi (Nagasaki, 1968) Dopo gli studi di economia, inizia a scrivere nel 1997. Ha ricevuto vari premi letterari e dalle sue opere sono state tratte numerose trasposizioni cinematografiche di successo. Nel suo più famoso Appartamento 401, del 2019, strane aggressioni cominciano ad avvenire in un tranquillo quartiere proprio quando nell’appartamento 401 sopraggiunge un nuovo coinquilino, Satoru. Yoshida ha uno stile veloce, secco, al limite dello schizofrenico. Il suo continuo cambio di punti di vista non dà un attimo di respiro. Mentre L’uomo che voleva uccidermi, uscito in originale nel 2007 con il titolo di Akunin, ha venduto più di un milione di copie ricevendo importanti premi letterari. Nel 2010, il regista nippocoreano Lee Sang-il ne ha fatto la trasposizione cinematografica con il titolo di Villain (che è lo stesso titolo con cui il libro è stato tradotto in inglese), premiata con ben 5 Japan Academy Prize.

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