La lista dei 100 libri del Novecento scelti dai lettori di Le Monde

La lista dei 100 libri del Novecento scelti dai lettori di Le Monde

Nella primavera del 1999, il quotidiano parigino Le Monde, in collaborazione con la catena di negozi francese Fnac, poneva una semplice domanda ai suoi lettori: “Quels livres sont restés dans votre mémoire?”, Quali libri sono rimasti nella vostra memoria?

Gli appassionati lettori del quotidiano potevano scegliere da una lista preliminare di qualche centinaio di titoli. Testi di poesia, teatro, prosa e fumetti. Votarono in 17mila. Oggi quella lista è nota come i 100 libri del secolo di Le Monde. Una lista sicuramente francocentrica, ma utile per scoprire o riscoprire un classico della letteratura perso per strada.

Le prime posizioni

Quando guardiamo una classifica, di qualunque tipo—da quella dei film preferiti da Stanley Kubrick o quella dei Paesi migliori in cui vivere il nostro occhio cade subito sulle prime posizioni. Togliamoci subito il dente, allora. Il libro più indimenticabile del Novecento è Lo straniero di Albert Camus. Seguito dall’opera di Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto. Prima del quarto posto, occupato dal Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry (uno dei personaggi letterari più amati dai lettori), a salire sul podio è un libro non francese, ma “talmente” novecentesco che era impossibile non metterlo tra i primi tre. Il processo di Franz Kafka del 1925.

Quanti francesi, ma non solo

Quasi la metà degli scrittori di questa lista sono francesi, nati in Francia. Il numero si alza se parliamo di scrittori francofoni. Tra i tantissimi possiamo citare, Céline (Viaggio al termine della notte), Boris Vian, gli inseparabili Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre. I poeti Prévert, Apollinaire, Aragon, Claudel e René Char. Le grandi scrittrici, Duras, Yourcenar, Sarraute e Colette. Il surrealista Breton, i filosofi Barthes e Foucault. E poi i fumettisti, come Goscinny e Uderzo, i padri di Asterix.

Forte è anche la presenza di anglofoni. Anche se non sempre in posizioni che uno si aspetterebbe. Al 46esimo posto della classifica troviamo il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. A proposito, se vuoi invece dare un’occhiata ai libri preferiti di Fitzgerald puoi leggere la sua lista dettata all’infermeria Dorothy Richardson. Una lista originale, dove non si trovano i soliti Hemingway—qui trovi i suoi consigli di lettura—che nella classifica di Le Monde si trova all’ottavo posto con “Per chi suona la campana”; o Joyce, che conquista un più modesto 28esimo posto con il capolavoro Ulisse. Più giù di una posizione rispetto a Nabokov. Chissà come l’avrebbe presa l’autore di Lolita, che in quanto a liste era ipersensibile, come si intuisce dai suoi gusti sugli autori più amati e più odiati.

O ancora, un altro gigante della letteratura, Borges, che arriva al 79esimo con il suo libro più famoso, Finzioni. I suoi lettori si possono però consolare con i 74 libri che dovresti assolutamente leggere secondo Borges.

E gli italiani?

La nostra letteratura, da sempre molto amata in Francia, non ne esce però così male. Umberto Eco, primo fra gli italiani, con Il nome della rosa è al 14esimo posto. C’è poi Dino Buzzati con l’opera di maggior successo, Il deserto dei Tartari. E Alberto Moravia e Il disprezzo, in Francia reso celebre dall’omonimo film di Godard. Il premio nobel Luigi Pirandello con Sei personaggi in cerca d’autore, Primo Levi (Se questo è un uomo) e una sorpresa: Hugo Pratt il padre di Corto Maltese. Celebrato per la sua ballata del mare salato.

Gemme nascoste

Se si eccettua La condizione umana di Malraux, un bellissimo romanzo storico ambientato nella Cina degli anni trenta, che Camilleri ha definito “uno degli oggetti più importanti della sua vita”, è nelle posizioni più basse della classifica che si possono trovare altre gemme letterarie nascose. Vogliamo segnalarti Il viaggio meraviglioso di Nils Holgersson, di Selma Lagerlöf, la prima donna a ricevere il Premio nobel per letteratura (la seconda sarà, vent’anni dopo, Grazia Deledda). La motivazione del premio a Selma premiava “l’elevato idealismo, la vivida immaginazione e la percezione spirituale” che si trovano in questo romanzo per bambini uscito nel 1906. Famosissimo in Scandinavia, un po’ meno da noi.

Altro autore da noi semi sconosciuto, celebrato in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, è Stefan Zweig. L’opera che si trova nella classifica è Sovvertimento dei sensi. Zweig era molto apprezzato da Kubrick come si intuisce dalla sceneggiatura ritrovata di Bruciante segreto che il regista newyorchese voleva realizzare.

E per concludere, è giusto spendere due parole su Malcolm Lowry con Sotto il vulcano. Un libro che ha ritrovato nuovo splendore grazie alla traduzione recente per Feltrinelli di Marco Rossari. Un romanzo che racconta le ultime ore di vita di un alcolizzato. Pensato come “Una Divina commedia ubriaca”, recensito come: “Uno dei romanzi più alti, più straordinari e originali del nostro tempo”.

Foto cover: IstockPhoto