I 100 film preferiti da Akira Kurosawa sono un inno al cinema

I 100 film preferiti da Akira Kurosawa sono un inno al cinema

Una cosa che distingue Akira Kurosawa è che non ha fatto soltanto uno o due capolavori. Ne ha fatti otto.

Le parole, prese dal documentario Kurosawa: The Last Emperor, sono quelle di Francis Ford Coppola. Uno dei tanti registi di Hollywood che ha beneficiato dello stile del maestro giapponese. Kurosawa ha saputo influenzare il cinema occidentale come pochi.

Conquistando tutti i maggiori premi e riconoscimenti del cinema. Vincitore di due Leoni d’Oro, uno nel 1951 e un altro alla carriera, nel 1982. E poi un Oscar nel 1990 e una Palma d’oro nel 1980.

Di lui abbiamo parlato in una lunga e ricca guida. Ma se lì si analizzano i suoi film che hanno fatto la storia del cinema (entrati nelle classifiche di illustri colleghi, come Martin Scorsese) vediamo ora le pellicole che hanno stregato lui.

Come ha raccontato la figlia, Kazuko Kurosawa, il padre “amava troppi film per poterli contare tutti e stilare una top 10”. Per questo ne ha fatta una di 100. L’unico criterio adottato è stato inserire massimo un film per ogni regista.

L’elenco è stato pubblicato nel libro postumo “Yume wa tensai de aru” [A Dream is a Genius] del 1999.

Dagli albori del cinema al 1949

La lunghissima lista di Kurosawa inizia con il film più commovente di Griffith. È interessante constatare che nel film di Griffith i critici abbiano rintracciato “un’ispirazione shakespeariana”. Autore prediletto anche da Kurosawa. Basti ricordare il bellissimo Ran, tratto da Re Lear.

In questi anni, i gusti già spaziano dall’espressionismo dell’austriaco Lang, al surrealismo di Luis Buñuel. Senza dimenticare il neorealismo italiano di De Sica e il maestro del cinema sovietico Ėjzenštejn. Oltre a tanti maestri d’oriente che non sempre hanno trovato, purtroppo, distribuzione nel nostro Paese.

1. Giglio infranto di D.W.Griffith (1919)

2. Il gabinetto del dottor Caligari di R. Wiene (1920)

3. Il dottor Mabuse di F. Lang (1922)

4. La febbre dell’oro di C. Chaplin (1925)

5. La caduta della casa Usher di J. Epstein (1928)

6. Un cane andaluso di L. Buñuel. (1928)

7. Marocco di J. von Sternberg (1930)

8. Il congresso si diverte di E. Charell (1931)

9. L’opera da tre soldi di G. W. Pabst (1931)

10. Angeli senza paradiso di W. Forst (1933)

11. L’uomo ombra di W. S. Van Dyke (1934)

12. Tonari no Wae-chan di Y. Shimazu (1934)

13. Tange Sazen yowa: Hyakuman ryô no tsubo di S. Yamanaka (1935)

14. Akanishi Kakita di M. Itami (1936)

15. La grande illusione di J. Renoir (1937)

16. Amore sublime di K. Vidor (1937)

17. Tsuzurikata kyoshitsu di K. Yamamoto (1938)

18. Tsuchi di T. Uchida (1939)

19. Ninotchka di E. Lubitsch (1939)

20. La congiura dei boiardi di S. M. Ėjzenštejn (1946)

21. Sfida infernale di J. Ford (1946)

22. La vita è meravigliosa di F. Capra (1946)

23. Il grande sonno di H. Hawks (1946)

24. Ladri di biciclette di V. De Sica (1948)

25. Aoi sanmyaku di T. Imai (1949)

26. Il terzo uomo di C. Reed (1949)

27. Tarda primavera di Y. Ozu (1949)

Dal 1950 agli anni Sessanta

I variegati gusti di Kurosawa si mostrano ancora di più in questo ventennio. Tre i capolavori del cinema italiano. Rossellini, Fellini e Antonioni. Notevole anche la presenza di registi francesi. Da Cocteau a Truffaut. Passando per il maestro assoluto Godard. Ci sono però anche pellicole americane non certo di nicchia: come Gli uccelli di Hitchcock e il colossal Ben-Hur.   

28. Orfeo di J. Cocteau (1950)

29. Carmen ritorna a casa di K. Kinoshita (1951)

30. Un tram che si chiama Desiderio di E. Kazan (1951)

31. Teresa Raquin di M. Carné (1953)

32. La vita di O-Haru – Donna galante di K. Mizoguchi (1952)

33. Viaggio in Italia di R. Rossellini (1953)

34. Godzilla di I. Honda (1954)

35. La strada di F. Fellini (1954)

36. Ukigumo di M. Naruse (1955)

37. Il lamento sul sentiero di S. Ray (1955)

38. Papà gambalunga di J. Negulesco (1955)

39. La grande sfida di R. D. Webb (1956)

40. Bakumatsu taiyôden di Y. Kawashima (1957)

41. I giovani leoni di E. Dmytryk (1958)

42. I cugini di C. Chabrol (1959)

43. I 400 colpi di F. Truffaut (1959)

44. Fino all’ultimo respiro di J.-L.Godard (1959)

45. Ben-Hur di W. Wyler (1959)

46. Il fratello minore di K. Ishikawa (1960)

47. L’inverno ti farà tornare di H. Colpi (1961)

48. Le voyage en ballon di A. Lamorisse (1960)

49. Delitto in pieno sole di R. Clément (1960)

50. Zazie nel metrò di L. Malle (1960)

51. L’anno scorso a Marienbad di A. Resnais (1961)

52. Che fine ha fatto Baby Jane? di R. Aldrich (1962)

53. Lawrence d’Arabia di D. Lean (1962)

54. Colpo grosso al Casinò di H. Verneuil (1963)

55. Gli uccelli di A. Hitchcock (1963)

56. Deserto rosso di M. Antonioni (1964)

57. Chi ha paura di Virginia Woolf? di M. Nichols (1966)

58. Gangster Story di A. Penn (1967)

59. La calda notte dell’ispettore Tibbs di N. Jewison (1967)

60. I seicento di Balaklava di T. Richardson (1968)

61. Un uomo da marciapiede di J. Schlesinger (1969)

Gli anni Settanta

Tra i film più belli di tutti i tempi c’è lui, il capolavoro di questi anni: Il Padrino II. Ma accanto a scelte “obbligate” come anche Solaris e Barry Lyndon di Kubrick ne troviamo di inaspettate. Io e Annie di Allen o M*A*S*H* di Altman. Pellicole distanti dall’epica di Kurosawa. Ancora una volta, due maestri del cinema italiano. Anzi tre. Visconti e i due fratelli Taviani.

62. M*A*S*H* di R. Altman e F. Williamson (1970)

63. E Johnny prese il fucile di D. Trumbo (1971)

64. Il braccio violento della legge di W. Friedkin (1971)

65. Lo spirito dell’alveare di V. Erice (1973)

66. Solaris di A. Tarkovsky (1972)

67. Il giorno dello sciacallo di F. Zinnemann (1973)

68. Gruppo di famiglia in un interno di L. Visconti (1974)

69. Il Padrino II di F. F. Coppola (1974)

70. Sandakan hachibanshokan bohkyo di K. Kumai (1974)

71. Qualcuno volò sul nido del cuculo di M. Forman (1975)

72. La recita di T. Angelopoulos (1975)

73. Barry Lyndon di S. Kubrick (1975)

74. Daichi no komoriuta di Y. Masamura (1976)

75. Io e Annie di W. Allen (1977)

76. Partitura incompiuta per pianola meccanica di N. S. Michalkov (1977)

77. Padre Padrone di P. e V. Taviani (1977)

Gli ultimi anni

All’inizio degli anni ’80, quando Kurosawa gira Kagemusha – L’ombra del guerriero, molti dei suoi capolavori sono già stati distribuiti. È universalmente riconosciuto come un maestro del cinema. Lo stile delle sue ultime pellicole, più personale e intimista, sembra rispecchiarsi nei suoi gusti al cinema.

I film di Herzog, Cassavetes, Scorsese, Bergman sono i suoi preferiti. Ma anche pellicole “minori”, come il gioiello di Jim Jarmusch Stranger than Paradise – Più lontano del paradiso.

Nell’ultima parte della lista ci sono anche Hana-bi di Kitano e The Dead – Gente di Dublino, tratto da Joyce. Due capolavori del cinema che affrontano il tema della morte, segni commoventi dell’ultima tappa di Kurosawa.

78. Gloria – Una notte d’estate di J. Cassavetes (1980)

79. Harukanaru yama no yobigoe di Y. Yamada (1980)

80. La Traviata di F. Zeffirelli (1982)

81. Fanny e Alexander di I. Bergman (1982)

82. Fitzcarraldo di W. Herzog (1982)

83. Re per una notte di M. Scorsese (1983)

84. Furyo di N. Ōshima (1983)

85. Urla del silenzio di R. Joffé (1984)

86. Stranger Than Paradise di J. Jarmusch (1984)

87. In vacanza dal nonno di H. Hsiao-hsien (1984)

88. Paris, Texas di W. Wenders (1984)

89. Witness – Il testimone di P. Weir (1985)

90. In viaggio verso Bountiful di P. Masterson (1985)

91. Papà… è in viaggio d’affari di E. Kusturica (1985)

92. The Dead – Gente di Dublino di J. Huston (1987)

93. Dov’è la casa del mio amico? di A. Kiarostami (1987)

94. Bagdad Café di P. Adlon (1987)

95. Le balene d’agosto di L. Anderson (1987)

96. Vivere in fuga di S. Lumet (1988)

97. Il mio vicino Totoro di H. Miyazaki (1988)

98. A-un di Y. Furuhata (1989)

99. La bella scontrosa di J. Rivette (1991)

100. Hana-bi – Fiori di fuoco di T. Kitano (1997)

Immagine di copertina tratta da L’idiota di Akira Kurosawa, 1951