La lista di Philip Roth dei libri più significativi della sua vita

La lista di Philip Roth dei libri più significativi della sua vita

Nell’ottobre del 2016, Philip Roth aveva promesso che avrebbe donato la sua collezione di 3500 libri alla Newark Public Library. La “mia altra casa”, come la chiamava.

Roth era nato a Newark il 19 marzo 1933. Aveva eletto quella città di mattoni del New Jersey set ideale per la maggior parte dei suoi romanzi. E come ringraziamento alla città—ormai terminata nel 2016 la stagione della scrittura—aveva promesso una parte di sé: i suoi libri.

La Newark Public Library è stata fondamentale per la crescita letteraria di Roth. Come ha riportato Talya Zax su Forward, in quella conferenza stampa dell’annuncio della donazione lo scrittore disse:

Al primo anno di università, nelle ore in cui non avevo lezione, le stanze di lettura della biblioteca erano il mio accampamento. Per quando volevo stare da solo a leggere, a studiare, a cercare qualcosa.

All’indomani della scomparsa di Roth, i libri verranno accolti in una sala speciale, realizzata da Henry Myerberg, dedicata esclusivamente allo scrittore americano. I volumi non si potranno prendere in prestito, ma consultati sul posto.

La lista dei libri più significativi per Philip Roth

Durante l’annuncio della donazione, per incuriosire i suoi lettori, Roth aveva stilato una lista di quindici opere ritenute fondamentali per la sua crescita letteraria.

Uno scrittore, lo sappiamo bene, prima di tutto deve essere un ottimo lettore. Ce ne siamo resi conto dando una scorsa alle liste dei libri preferiti di Franzen, Wallace e Bret Easton Ellis, di Tolstoj. I libri assolutamente da leggere secondo Borges, quella degli autori più amati e odiati da Nabokov. Ecco quella dello scrittore americano:

  • Il cittadino Tom Paine, di Howard Fast: letto per la prima volta a 14 anni.
  • Finnley Wren, di Philip Wylie: letto a 16 anni.
  • Angelo, guarda il passato, di Thomas Wolfe: 17 anni.
  • Il giovane Holden di J.D. Salinger: 20 anni.
  • Le avventure di Augie March, di Saul Bellow: 21 anni.
  • Addio alle armi, di Ernest Hemingway: 23 anni.
  • Il commesso, di Bernard Malamud: 24 anni.
  • Madame Bovary, di Gustave Flaubert: 25 anni.
  • L’urlo e il furore, di William Faulkner: 25 anni.
  • Il processo, di Franz Kafka: 27 anni.
  • La caduta, di Albert Camus: 30 anni.
  • Delitto e castigo, di Fëdor Dostoevskij: 35 anni.
  • Anna Karenina, di Lev Tolstoj: 37 anni.
  • Chéri, di Colette: 40 anni.
  • Le botteghe color cannella, di Bruno Schulz: 41 anni.

Un’occhiata alla lista: gli autori più famosi

I nomi citati da Roth sono una summa della letteratura europea, americana ed ebraica. Primo tra tutti—non manca mai in nessuna lista di “libri necessari”—è Kafka. Poi ci sono i francesi Balzac e Camus, due autori diversissimi tra di loro, ma entrambi fondamentali nella formazione stilistica di Roth. E Colette, l’unica scrittrice della lista. Ci sono i russi, Tolstoj e Dostoevskij. E poi gli americani, come Bellow, HemingwayMalamud, Salinger, Faulkner. Scrittori da una parte molto letti e altri, parzialmente, dimenticati. La lista di Roth può trasformarsi allora in un’occasione per riprendere in mano i romanzi ostici e meravigliosi di Saul Bellow. Raccontato splendidamente in questo ritratto di Alessandro Piperno.

Gli scrittori preferiti da Roth che molti non conoscono

Accanto ai “giganti” trovano spazio scrittori poco conosciuti in Italia, che meritano una presentazione. Sono Bruno Schulz, Thomas Wolfe, Philip Wylie e Howard Fast. Cominciamo da quest’ultimo. Nato a New York nel 1914, Fast è stato uno degli autori americani più prolifici. Ha pubblicato in vita circa 80 volumi, tra romanzi e saggi. Tra le sue opere più fortunate c’è Spartacus, da cui è stato tratto il film di Kubrick con Kirk Douglas. Il cittadino Tom Paine fu la sua prima opera di successo del 1943, letto e amato da un giovanissimo Roth, ma purtroppo da noi fuori catalogo. La casa editrice e/o sta pubblicando e traducendo i suoi romanzi maggiori: speriamo di poter sfogliare presto anche questo.

Altro nome poco noto della lista è quello di Thomas Wolfe. Autore raffinato e sfortunato, morto a 38 anni, che ha ispirato i grandi della Beat Generation. Angelo, guarda il passato è stato il suo primo romanzo. Un’opera che negli anni Venti venne rifiutata da tutti gli editori dell’epoca.

Philip Wylie è uno scrittore che non ti aspetti di trovare tra i preferiti di Roth. Scrittore che oggi definiremmo pulp, autore per lo più di libri di fantascienza e gialli. Ma sicuramente non uno “scrittore di serie b”, come qualcuno potrebbe pensare. Il libro a cui fa riferimento Roth non è mai uscito in Italia, ma è interessante ricordare che tra i romanzi di Wylie ce n’è uno, Gladiator, che nel 1930 ha ispirato il personaggio di Superman.

Un capolavoro da non lasciarsi scappare

Per ultimo, un libro speciale. Che, come ha scritto il ceco Bohumil Hrabal: “entra nella sfera della genialità”. Le botteghe color cannella è l’autobiografia fantastica di Bruno Schulz, scrittore polacco ed ebreo, amatissimo da Roth. Questo libro è una raccolta di racconti, in cui l’infanzia di Bruno acquista i connotati fantastici e mitologici. All’interno del libro si trovano anche alcune illustrazioni dell’autore. Un libro assolutamente da riscoprire, grazie anche all’ottimo lavoro di traduzione di Einaudi.

Per approfondire il rapporto tra Roth e alcuni scrittori di questa lista, come Kafka, Schulz Bellow, ti consigliamo di leggere il suo libro di interviste e saggi: “Chiacchiere di bottega“.

Immagine di copertina