Le magliette cult indossate nei film più amati del cinema

Le magliette cult indossate nei film più amati del cinema

A contribuire alla riuscita di un grande film ci sono infiniti fattori: la fotografia, la recitazione degli attori, la scenografia, la colonna sonora, il finale ecc. I dettagli, tutti i dettagli, sono essenziali nel cinema. La cura deve essere maniacale, anche se a un primo sguardo non ce ne accorgiamo, ogni scena è pensata e costruita sotto tutti gli aspetti.

Gli appassionati di cinema si divertono ogni volta a realizzare video che mettano in luce un determinato particolare dei loro film più amati. Travis Greenwood è uno dei questi.

Insieme a Robert Jones e Brett Roberts, Travis ha messo su un video-tributo molto particolare, raccogliendo tutte le magliette più assurde, divertenti, iconiche dei nostri film cult preferiti.

Perché sì, non so se te ne sei mai accorto ma la scelta dell’abbigliamento e in particolare della stampa delle magliette degli attori non è mai casuale. Nel loro video sono state selezionate più di 100 pellicole. Si parte con la maglietta di “Unknown Pleasure“, copertina dell’album dei Joy Division, indossata dal protagonista di 500 giorni insieme.

Non vengono neanche trascurati i film di animazione come Beavis and Butthead con altre due storiche magliette a tema musicale, Ac/Dc e Metallica.

Nel video ci sono anche film del passato, che appartengono alla storia del cinema, come Fino all’ultimo respiro, capolavoro di Godard, in cui i due protagonisti, Jean Seberg e Jean-Paul Belmondo, passeggiano per le vie di Parigi e lei indossa un maglione chiaro con la stampa elegante dell’Herald Tribune.

Ci sono anche le commedie come I gemelli, dove Arnold Schwarzenegger ne porta una con su scritto: “Nato per essere cattivo”.

Visto il successo del primo video i ragazzi hanno voluto realizzare una seconda parteDopo aver visto questi due supercut promettiamo di stare molto più attenti all’abbigliamento dei protagonisti del grande schermo. A volte la chiave per apprezzare un film sta anche lì.

Immagine via YouTube