La mano inconfondibile di Leonardo dietro il Salvator Mundi

La mano inconfondibile di Leonardo dietro il Salvator Mundi

Un piccolo oggetto di 66X46 cm vale oggi oltre 450 milioni di dollari. Ha battuto il precedente record, che spettava a Willem de Kooning. L’oggetto in questione è il Salvator Mundi, un quadro che sembra essere opera di Leonardo Da Vinci.

Il grande pubblico lo conosce soltanto dal 2011, quando venne presentato alla National Gallery di Londra. Da quel momento ha scatenato un dibattito che ha diviso la critica d’arte internazionale. Quel quadro è davvero di Leonardo? È una copia? È l’opera di un suo seguace?

Le persone che se la sono contesa alla seduta d’asta di Christie’s del novembre scorso non hanno avuto molti dubbi. Le offerte sono partite da 75 milioni di dollari. Neanche venti minuti dopo avevano già superato i 400 milioni.

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La storia del Salvator Mundi

Il curatore della mostra di Londra, “Leonardo Da Vinci: Painter at the Court of Milan”, per l’occasione ha ricostruito le vicende storiche che hanno coinvolto la tela. Realizzata forse nel 1499 a Milano, Leonardo l’avrebbe composta prima di lasciare la città lombarda. Un dono per la famiglia reale francese? Non lo sappiamo. Sappiamo che è stata portata in Inghilterra oltre un secolo dopo, alla corte di re Carlo I. Venduta all’asta, si perdono nuovamente le tracce fino al 1900, quando si pensa sia un’opera non di Leonardo. Qualcuno dice di Bernardino Luini, ispirato dal maestro da Vinci.

Per questa incertezza, nel 1958 viene venduto a un’asta per sole 45 sterline. Il suo prezzo, legato forse a una maggior consapevolezza della mano di Leonardo che si nascondeva dietro, aumenta di anno in anno. Tanto che all’inizio degli anni duemila viene venduto per 80 milioni di dollari prima e 127 milioni poi. Prima di battere il record di 450.

In questo video realizzato da Vice News, l’artista Vic Muniz spiega, secondo lui, dove si nasconderebbe la mano di Leonardo. Prima di tutto nei capelli. Il primo impatto è chiaramente leonardesco. Anche le pieghe del panno sarebbero un suo marchio. La rivoluzione, secondo Muniz, si nasconde nell’aspetto di Cristo. Che perde l’aureola ma viene letteralmente pervaso dalla luce. Il che lo rende sia uomo che spirito. Quasi un fantasma.

Il restauro del Salvator Mundi

La dottoressa Dianne Dwyer Modestini della New York University è stata  la prima restauratrice a mettere le mani sul quadro. L’opera era diversa, barba e baffi coprivano il viso di Cristo, spariti una volta che il quadro è tornato alla luce. Forse erano stati aggiunti in periodo di Controriforma.

Leonardo,_salvator_mundi_prima_del_restauro

Il quadro, una volta restaurato, è stato confrontato con i pigmenti dell’opera leonardesca Vergine delle rocce. Mostrando similitudini notevoli. Un’altra soluzione all’enigma sarebbe legata al pollice della mano destra. Si vede chiaramente che è stato cancellato e posizionato diversamente. Frutto di un ripensamento.

Ma gli studiosi sono ancora oggi divisi. I dubbi maggiori riguardano soprattutto il globo che Cristo tiene in mano. La luce non si riflette, né distorce l’immagine che si vede dietro quella trasparenza. Strano che Leonardo non fosse a conoscenza dei fenomeni ottici e della rifrazione della luce. Lui, il genio del Rinascimento. In realtà potrebbe essere un’allegoria del “potere di Cristo”. Luce, egli stesso.

In un altro video, il critico d’arte Alastair Sooke, analizzando nel dettaglio il capolavoro, spiega che ogni volta che scopriamo un nuovo quadro di Leonardo è un po’ come esplorare un pianeta sconosciuto. Ci vorrà ancora del tempo, forse, per conoscere l’identità del suo Creatore.

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