La mappa a forma di albero che illustra la storia dell'arte moderna

La mappa a forma di albero che illustra la storia dell'arte moderna

Impressionismo, Cubismo, Surrealismo… ti serve un ripasso ultrarapido della storia dell’arte moderna? Puoi farlo guardando… un’opera d’arte moderna. “L’albero dell’arte moderna” infatti è una mappa che ti permette, in modo divertente, di visualizzare con un colpo d’occhio il percorso dell’arte moderna in Occidente dalla seconda metà dell’Ottocento alla fine degli anni ’30 del Novecento. Da Delacroix a Dalí.

Ma cos’è? Un incrocio fra un albero genealogico, una vignetta umoristica e una mappa concettuale. La realizzò nel 1939 il messicano Miguel Covarrubias, che ne aveva pubblicata una versione meno dettagliata qualche anno prima, su Vanity Fair del maggio 1933. Covarrubias, che visse da giovane “l’età del jazz”, era molte cose insieme: scenografo, pittore, storico dell’arte precolombiana, etnografo (scrisse un intero libro sull’isola di Bali), e soprattutto caricaturista e illustratore. Disegnò e colorò “L’albero dell’Arte Moderna” (ironico sottotitolo: “piantato 60 anni fa”) un giorno di fine dicembre del 1939, durante una visita all’amico architetto B. Ashburton Tripp. La mappa, che dalle radici ai rami più alti va avanti nel tempo, si ferma quindi prima che emergano nuovi stili e movimenti a partire dal dopoguerra. Come l’espressionismo astratto. Ma la sua struttura, stravagante per quanto attentamente studiata, merita uno sguardo più approfondito.

L’arte moderna è aggrovigliata

Nessun artista, nella mappa di Covarrubias, è un’isola. Gli artisti operano in gruppo, prendono l’uno dall’altro, si influenzano a vicenda. L’Albero dell’arte moderna è una mappa disegnata con la consapevolezza dello storico dell’arte. Ad esempio Odilon Redon, giustamente, è una fogliolina un po’ distante dalle altre all’origine del ramo dei surrealisti.

Odilon Redon - Sogno di farfalle, 1910-15

Odilon Redon – Sogno di farfalle, 1910-15

Le radici dell’albero sono nell’Ottocento: pittori fondamentali, come i classicisti Ingres e David, o Courbet e Delacroix, che spezzarono la tradizione. Da loro partono le correnti fondamentali della prima arte moderna. I tronconi Impressionismo, Divisionismo, Les Fauves. Dal ceppo di Cézanne nasce quello dei cubisti, il ramo di Van Gogh sale fino agli espressionisti. Sulle fronde più alte troviamo artisti da noi ormai storicizzati, che però per Covarrubias erano pura attualità.

Marc Chagall - Sopra la città, 1918

Marc Chagall – Sopra la città, 1918

L’arte moderna è interconnessa

Oltre che aggrovigliata, l’arte moderna è interconnessa. Prendi Chagall: ha uno stile individuale peculiare e riconoscibilissimo. Eppure non è solo: tante sono le foglie, oltre alla sua, che spuntano dal ramo della “Scuola di Parigi”, a cui sta attaccato Modigliani. Scendendo il tronco fino alle radici, si nota come lo stesso Chagall sia collegato, più giù, a Van Gogh, ma anche, grazie ai rami intrecciati che corrono l’albero da parte a parte, a Picasso, apparentemente lontano nella mappa.

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L’arte moderna va veloce

Talmente veloce, che Salvador Dalí, nella versione 1933 della mappa, non c’era. Può apparire strano, ma devi metterti nei panni di un uomo degli anni Trenta che prova a intuire cosa sia importante nel suo tempo, e cosa lo sia un po’ meno (ad esempio: manca anche Duchamp). Nell’Albero dell’arte moderna del 1939, però, Covarrubias non poté avere dubbi e disegnò anche la foglia di Dalí, data la fama sempre crescente del pittore.

Salvador Dalí - La persistenza della memoria, 1931

Salvador Dalí – La persistenza della memoria, 1931

Una situazione speculare è quella che porta Covarrubias a dedicare una grande foglia a Gino Severini fra i futuristi. Oggi, Severini è un artista meno studiato di altri futuristi, come Fortunato Depero.

Man mano che il tempo avanza, le differenze fra artisti si fanno molto più evidenti. Guardiamo alle “radici” della mappa. Solo un appassionato d’arte può distinguere sempre fra un quadro di Corot e uno di Ingres, fra un Poussin e un David, fra Delacroix e Courbet.

Come sarebbe possibile invece, trasferendoci sui rami più alti, confondere De Chirico con Kandinskij?

Vassily Kandinskij - Giallo, rosso, blu,1925

Vassily Kandinskij – Giallo, rosso, blu,1925

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