Marguerite Yourcenar: la scrittrice che sapeva ridare vita al passato

Marguerite Yourcenar: la scrittrice che sapeva ridare vita al passato

Vi sono già zone della mia vita simili alle sale spoglie d’un palazzo troppo vasto, che un proprietario decaduto rinuncia a occupare per intero.

Fra le donne del Novecento votate alla letteratura, Marguerite Yourcenar è stata sicuramente una delle più grandi. Dotata di una prosa elegante e raffinata e di una voce riconoscibile, ma soprattutto di una lucidità di pensiero che l’hanno resa una delle autrici più importanti dello scorso secolo.

Prima donna in assoluto a entrare a far parte della Académie française—una delle istituzioni culturali francesi più importanti e antiche—la sua poetica è incentrata soprattutto su temi legati all’esistenzialismo, al senso della vita, e alla morte.

L’infanzia e la formazione

Nata a Bruxelles l’8 giugno 1903, il vero nome dell’autrice era Marguerite Cleenewerck de Crayencour. La famiglia, di origini nobili e benestante, si trasferì definitivamente a Saint-Jans-Cappel, nel nord della Francia, dopo la morte della madre. Che avvenne per una complicanza successiva al parto.

L’intera educazione della piccola Marguerite venne portata avanti dal padre, che aveva deciso di spostare la famiglia nell’antica abitazione della sua famiglia. Le attente lezioni del genitore, e la precocità della figlia, fecero sì che la piccola già a 10 anni fosse in grado di tradurre dal latino. A 12 dal greco.

Fin dall’infanzia, poi, il padre la introdusse alla grande letteratura. Le fece conoscere gli autori classici, come Aristofane, e francesi come Racine. L’altra grande influenza del padre sulla vita della giovane fu quella per i viaggi: uomo raffinato, anticonformista, e “cosmopolita”, condizionò molto la figlia.

Nel 1912 i due si spostarono a Parigi, e nella capitale Marguerite cominciò a seguire anche le lezioni di precettori privati. I suoi insegnanti notarono il talento della giovane per la scrittura, e la spinsero a coltivare questa passione. A soli 17 anni, infatti—con lo pseudonimo di Marguerite Yourcenar, scelto insieme al padre—pubblicò il suo primo libro. Una breve raccolta di versi intitolata Le jardin des Chimères.

I successi letterari e l’amore per Grace Frick

Durante gli anni Venti la scrittrice compì diversi viaggi in Italia, e cominciò ad appassionarsi alla storia romana. Risalgono a questo periodo, infatti, i primi appunti per la sua opera più famosa: Memorie di Adriano.

Il 1929 fu l’anno del suo vero e proprio esordio nell’editoria importante. Con il romanzo epistolare Alexis o il trattato della lotta vana. Piano piano comincia a farsi conoscere come autrice nell’ambiente letterario francese, ma è solo nel 1937 che avviene una svolta decisiva. Incontra infatti l’intellettuale americana Grace Frick. Che non soltanto diventerà la sua miglior consigliera sui suoi lavori, ma anche la sua compagna di vita.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale l’autrice decise di trasferirsi negli Stati Uniti insieme a Grace, per sottrarsi a un’Europa sull’orlo del terrore. Aveva già alle spalle tre romanzi e due raccolte di racconti, ma per 13 anni non riuscì a pubblicare più niente.

Questi anni furono piuttosto complicati. Le finanze della coppia erano esigue, e la salute di Grace si faceva sempre più cagionevole. Dopo varie visite mediche, Frick scoprì di essere stata colpita da un tumore. E la malattia segnerà fortemente i decenni successivi.

Dopo più di un decennio di incubazione, però, nel 1951 l’autrice riuscì a dare alle stampe Memorie di Adriano. Un capolavoro. L’aggravarsi di Grace, però, la costringe ad allontanarsi dal lavoro. Il romanzo successivo—L’opera al nero—uscirà soltanto nel 1968.

Nel 1979 la compagna di una vita scompare. Lasciando un grande vuoto nella vita dell’autrice. Dopo questo lutto, Yourcenar decide di dedicarsi interamente a una trilogia biografica sulla sua famiglia. Che rappresenta la sua ultima opera cronologica. Muore il 17 dicembre 1987.

Le prime opere, e “Memorie di Adriano”

Le opere di Yourcenar si possono sommariamente suddividere in due periodi. Uno breve e di “praticantato”—precedente al trasferimento negli Stati Uniti—e quello della maturità: che comprende Memorie di Adriano e i lavori successivi.

Il suo primo lavoro, Alexis o il trattato della lotta vana, è un romanzo epistolare che racconta la storia familiare di una coppia francese. Il marito, stanco dell’ipocrisia della propria esistenza, decide di confessare la propria omosessualità alla moglie. Scatenando una serie di analisi sulla libertà e l’amore. Il secondo, Moneta del sogno, ha una struttura completamente diversa. Dopo aver visitato l’Italia, Yourcenar si dedica a un romanzo di impeto sociale: raccontando la storia di una giovane dissidente durante il regime fascista italiano.

Dello stesso stampo sociale-storico sarà poi anche il successivo: Il colpo di grazia. Ma a differenza dei precedenti, questo romanzo comincia a delineare quelle che saranno le tematiche principali della sua opera: una profonda analisi esistenziale—espressa tramite i ricordi del protagonista, il soldato mercenario Eric—e la prospettiva della morte.

La sua opera più famosa, però—come abbiamo già accennato—è Memorie di Adriano. Il romanzo ripercorre, attraverso il racconto epistolare in prima persona, la vita pubblica e privata dell’imperatore Publio Elio Traiano Adriano. Scelto come protagonista perché vissuto a cavallo fra la fine dell’epoca politeista e l’affermarsi del cristianesimo a Roma.

Quando gli Dei non c’erano già più, ma Cristo non era ancora apparso…

Il romanzo è una lunga serie di riflessioni. Sulla vita, sull’arte, sulla politica, e soprattutto sulla bellezza. Su cosa rimane della memoria di un uomo, in un’epoca in cui l’uomo è l’unica dimensione esistente. E quindi all’interno dell’opera riecheggiano, come mai prima, i temi esistenziali.

“L’opera al nero” e la trilogia familiare

La seconda grande opera dell’autrice uscì nel 1968. L’opera in nero è un romanzo storico che ruota attorno alla figura del filosofo e scienziato immaginario Zenone nato in Belgio nel XVI secolo. Un omonimo di Zenone di Elea plasmato sulle figure di Teofrasto Paracelso, Leonardo da Vinci ed Erasmo da Rotterdam. Zenone rappresenta l’apoteosi dell’uomo rinascimentale, e del passaggio dal medioevo all’età moderna.

I pensieri periscono come gli uomini.

Rispetto all’opera precedente, L’opera in nero analizza non soltanto la dimensione dell’uomo, ma anche quelle delle idee e del destino di un’epoca. Il passaggio fra due modi di vedere il mondo.

Infine, per quanto riguarda i romanzi, nell’ultima parte della propria vita Marguerite Yourcenar si dedicò alla trilogia che ripercorreva la storia della sua famiglia. Intitolata Il labirinto del mondo, la trilogia comprende i romanzi Care memorieArchivi del Nord, Quoi? L’Eternité

Particolarmente degna di nota, però, è anche la raccolta di racconti Come l’acqua che scorre. Pubblicata nel 1992.

Consigli per cominciare a leggere Marguerite Yourcenar

Marguerite Yourcenar è una di quelle scrittrici che non necessitano di una lettura cronologica. Il nostro consiglio per un lettore che vuole approcciarsi alla produzione di questa scrittrice, è quello di iniziare dal suo romanzo più famoso: Memorie di Adriano. Che incarna al meglio il suo talento per la scrittura, e i temi cari.

Immagini: Copertina