Quando Marianne Mozart era promettente come il fratello Wolfgang Amadeus

Quando Marianne Mozart era promettente come il fratello Wolfgang Amadeus

Per lunga parte della storia il contribuito delle donne in ogni disciplina è rimasto sempre nell’ombra. Questo anche perché l’accesso delle donne alla cultura è stato a lungo ostacolato: per trovare la prima donna laureata nel mondo dobbiamo spingerci fino al 1678.

Margaret Ann Bulkley nel XVIII secolo fu costretta a fingersi uomo per esercitare la professione di medico. E anche oggi, ben pochi sanno chi sia Margaret Hamilton, la donna che ha contribuito a portarci sulla luna.

Nelle arti vale un simile discorso, in pittura ad esempio—pensa ad Artemisia Gentileschi—o in musica. Nonostante molte donne abbiano combattuto i pregiudizi diffusi nella musica classica, ce n’è una il cui nome è spesso eluso dalla storiografia ufficiale: è Maria Anna Mozart, detta Marianne e soprannominata “Nannerl” (Nannina), la sorella di uno dei compositori più celebri della storia, Wolfgang Amadeus.

Nata nel 1751, Nannerl era di quattro anni e mezzo più grande del fratello e vivrà molto più di lui: dopo un’esistenza straordinariamente lunga per l’epoca (78 anni!) morirà nel 1829.

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Marianne Mozart bambina: un prodigio

Quando il giovane Amadeus iniziò a comporre, Nannerl aveva già dimostrato di essere un talento musicale pari, se non superiore, al fratello. Più che un talento, Nannerl era un “wunderkind” proprio come Wolfgang: una bambina prodigio.

Il padre-impresario Leopold, infatti, li portava entrambi in tournée con lui in giro per l’Europa. I tre rimasero anche per un anno e mezzo a Londra negli anni 1764-65. Nannerl iniziò a ricevere recensioni positive ben prima di Wolfgang. In un articolo del 1763 si celebrava “la precisione, la leggerezza, il gusto impeccabile” di questa “undicenne che esegue sonate e concerti fra i più difficili del repertorio per clavicembalo o fortepiano”. Lo stesso Leopold Mozart, del resto, elogiava il tocco raffinato di Nannerl sulla tastiera, la capacità della giovane di rendere tutta la ricchezza di sfumature di una partitura.

Questo ritratto di famiglia ce la mostra del resto in primo piano, con un’ingombrante acconciatura pompadour (che lei stessa, in una lettera al fratello, confessa di trovare assolutamente ridicola), le mani intrecciate a quelle del più piccolo Wolfgang.

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Fratello e sorella erano affiatatissimi: suonavano insieme costantemente, vivevano insieme, si scambiavano continue lettere, manifestando tra l’altro, nello scrivere, la medesima tendenza a usare frequentemente le parolacce.

La vita adulta di Marianne Mozart: una grande insegnante

Le cose cambiarono all’inizio dell’età adulta. Le strade dei due furono costrette a separarsi, in modo drastico dalla fine degli anni ’60. Una ragazzina poteva esibirsi in giro per l’Europa, ma una donna no: secondo quanto riporta il Grove (Dizionario della musica e dei musicisti), dal 1769 fu proibito a Marianne di esibirsi e di viaggiare spasmodicamente, come aveva fatto fino ad allora (e come continuerà a fare il fratello, insieme al padre), poiché aveva raggiunto l’età “giusta” per sposarsi. La distanza si accrebbe quando Wolfgang Amadeus si trasferì a Vienna, come compositore “freelance”, nel 1781. Difatti, lui era diventato un compositore.

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Nannerl Mozart sposò nel 1784 un Barone, Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg, ebbe figli, e visse gli anni seguenti in una località a poche ore di carrozza da Salisburgo. Ma non abbandonò mai la musica.

Divenne una delle più apprezzate insegnanti di pianoforte del suo tempo, e sperimentò anche la composizione. Incoraggiata dal fratello, compose almeno un Lied (che purtroppo non ci è giunto), a proposito del quale Wolfgang Amadeus le scrisse: “Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così grazioso. In una parola, il tuo Lied è bello. Ti prego, cerca di fare più spesso queste cose.” Egli, del resto, aveva composto diverse opere dedicate espressamente a lei (il settetto “Nannerl“ KV 251), o il Concerto per due pianoforti e orchestra KV365.

Nannerl contribuì notevolmente alla promozione della figura del fratello negli anni successivi alla sua morte. Collaborò con i biografi e rilasciò interviste. Quella rilasciata il 6 dicembre 1791 alla casa musicale Breitkopf & Härtel è inclusa in “Il diario di Nannerl Mozart”, bellissimo libro a cura del musicologo Olimpio Cescatti, che ha raccolto tutte le pagine di diario della misconosciuta musicista.

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La sua figura oggi desta molto interesse. L’attrice Sylvia Milo porta in scena da anni un monologo di successo, The Other Mozart, in cui la selva di convenzioni sociali che hanno limitato la creatività di Nannerl è rappresentata dalle pieghe di un enorme vestito che si espande su tutta la scena

Nel 2011 è stato anche girato un film, diretto da René Ferét, intitolato “La sorella di Mozart”. Un po’ fantasioso dal punto di vista storico, ma bellissimo.

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