Medea: una delle figure femminili più controverse della mitologia greca

Medea: una delle figure femminili più controverse della mitologia greca

Nel terzo libro delle Argonautiche di Apollonio Rodio, i sentimenti del personaggio di Medea vengono descritti così:

Lacrime di pietà sgorgavano dai suoi occhi, ed un dolore la tormentava dentro senza tregua, consumandole le carni, intorno ai nervi sottili e fin sotto l’estremo tendine del capo, dove più crudele penetra l’angoscia, quando gli instancabili Amorini tempestano l’anima di pene.

Ma in realtà questo splendido personaggio femminile della mitologia greca, narrata da alcuni dei più grandi poeti di tutti i tempi, incarna uno spettro emozionale e intellettuale dalle sfumature infinite.

È una donna che sa amare fino alla follia. Che sa farsi trasportare dai sentimenti più teneri. Ma possiede anche una personalità ricca di grande scaltrezza, di astuzia, e di una tempra glaciale quando si tratta di vendicarsi e tramare alle spalle. Un personaggio complesso, insomma.

Medea nella mitologia greca

Nella mitologia greca, Medea è innanzitutto la donna che si innamora di Giasone. L’eroe figlio del re di Iolco incaricato di guidare gli argonauti alla conquista del Vello d’oro.

Medea è la figlia di Eeta, re della Colchide—un’area geografica che coincide pressappoco con l’odierna Georgia—e della ninfa Idia, figlia del titano Oceano. È una giovane maga—indicata anche come nipote di Circe—con poteri soprannaturali di origine divina.

Il padre di Medea ha incaricato un drago di custodire il Vello d’oro, ma la giovane dopo essersi innamorata di Giasone tradisce la sua famiglia e aiuta l’amante a rubarlo.

Dopo averlo sposato, poi, fugge con lui a bordo della nave Argo, accettando una vita in terra straniera. Quando lo zio di Giasone si rifiuta di cedere il trono in cambio del Vello d’oro, Medea con i suoi poteri e la sua astuzia trama alle sue spalle, facendo in modo che venga avvelenato dalle figlie.

È una figura femminile, quindi, dai contorni sfumati. Innamorata del suo uomo, è disposta a qualsiasi sacrificio per amore. Ma è anche capace di grande spietatezza e freddezza, quando si tratta di opporsi a qualcuno.

La Medea di Euripide

In realtà sono soprattutto due i poeti che si sono concentrati su questo personaggio. Apollonio Rodio, come abbiamo visto, ed Euripide. Ma se il poeta egizio si era concentrato soprattutto sulla gioventù di Medea, il drammaturgo greco aveva deciso di raccontarne le sorti durante la maturità. E la tragedia di Euripide è il ritratto più ampio della donna.

Passati molti anni dalla spedizione della nave Argo, Medea è ormai la moglie di Giasone. Una donna che non si è mai davvero ambientata nel nuovo paese, ma che ama il suo uomo e i loro figli. Fino a quando Creonte, re della città di Corinto, non offre a Giasone la discendenza al trono tramite il matrimonio con la figlia Glauce. Giasone accetta, e spezza il cuore di Medea.

A questo punto la donna, dilaniata da un amore tradito, si trasforma in un essere spietato e calcolatore. Non soltanto provoca la morte di Glauce e del padre con l’inganno, ma per assicurarsi che Giasone non abbia una discendenza, arriva addirittura a uccidere i propri figli.

Il poema di Euripide, dopo molte altre avventure della donna, termina con Medea che ritorna finalmente nella Colchide. E si ricongiunge con il padre e le proprie origini.

Medea nel mondo dell’arte

Ma l’astuzia, l’amore, e l’animosità nella vendetta di Medea non sono state raccontate soltanto nelle opere teatrali e letterarie. Medea, infatti, ha affascinato artisti di ogni tipo. Scultori, pittori, musicisti, e perfino cineasti come Lars Von Trier.

Il regista danese, infatti, nel 1988 adattò la tragedia di Euripide per il cinema (anche se poi il film fu distribuito solo tramite la tv). Von Trier è particolarmente bravo nel cogliere lo scisma interiore di Medea. Nel descriverne le tinte scure dovute all’amore tradito. E le mostruose conseguenze di questo tradimento.

Ma Von Trier non era stato il primo a tentare questa trasposizione. Nel 1969 Pier Paolo Pasolini aveva narrato le vicende di Medea accorpando tutta la sua storia. Dalla giovinezza nella Colchide, fino al tragico infanticidio dei suoi figli. Un film reso celebre dalla grande interpretazione di Maria Callas.

Celebri, poi, sono anche i componimenti musicali ispirati a Medea. Dalle opere di Johann Naumann, a quelle di Peter von Winter e Giovanni Simone Mayr.

Immagini: Copertina | Medea di Anthony Frederick Augustus Sandys, 1866-68.