Nel Mediterraneo è stata ritrovata una nave del IV secolo a.C.

Nel Mediterraneo è stata ritrovata una nave del IV secolo a.C.

Fra il 2010 e il 2012 il Nautilus—una nave che un tempo era utilizzata per i servizi di spionaggio durante la Guerra Fredda, e che oggi è stata riconvertita per la ricerca subacquea—era impegnato in una vasta spedizione nel Mediterraneo, guidata dall’Ocean Exploration Trust.

Per anni i risultati di questa ricerca sono rimasti nell’ombra, ma recentemente i ricercatori che vi presero parte hanno rivelato che—anche grazie all’intervento di alcuni droni subacquei—durante la spedizione è stata scoperta un’antica nave che risale all’epoca di Alessandro Magno.

Questo antico relitto è stato individuato in mare aperto, al largo della costa di Cipro: e a capeggiare la spedizione è stato Ban Ballard dell’Ocean Exploration Trust, figlio di Robert Ballard, lo storico ritrovatore del Titanic.

Il Nautilus da diverso tempo è un’imbarcazione che scandaglia i mari di tutto il mondo alla ricerca di reperti archeologici sommersi: un tempo era al servizio della Stasi—i servizi segreti della Germania Est prima della caduta del muro di Berlino—mentre oggi viaggia continuamente. In questo periodo è impegnata in una spedizione lungo le coste occidentali dell’America Settentrionale, ed è possibile seguire i suoi spostamenti tramite un servizio live che aggiorna sulle sue scoperte.

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I sottomarini del Nautilus e i droni che fanno parte della sua piccola flotta possono arrivare fino a 4000 metri di profondità: ed è stato proprio grazie a questa ricchezza tecnologica che i ricercatori dell’OET guidati da Ballard hanno scoperto questa antica nave nel Mediterraneo.

Il relitto era in condizioni ottime: la sua posizione—si trovava a circa 600 metri di profondità—ha fatto sì che i pescherecci e le navi mercantili non lo mettessero in pericolo, e si trovava in una insenatura che lo riparava dall’impatto della corrente.

Stando alle ricostruzioni dei ricercatori, la scoperta è stata possibile grazie all’individuazione di una serie di detriti: sul fondale al largo di Cipro i droni avevano individuato alcune anfore, e seguendone la scia, sono arrivati fino all’antico vascello. Queste vettovaglie probabilmente appartenevano all’equipaggio, e studiandole è stato possibile risalire all’epoca in cui l’imbarcazione sprofondò nel mare: circa il IV secolo a.C.

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L’entità della scoperta archeologica sembra essere piuttosto importante: esplorando il relitto sono stati rinvenuti 149 reperti in condizioni ottime, che in questo momento sono ancora in fase di analisi e studio.

Un’anfora potrebbe risalire addirittura al 1500 a.C., all’antichissima epoca micenea. Oltre ai reperti, poi, è la posizione stessa della nave a rivelare diversi aspetti inediti: si è sempre ritenuto, infatti, che all’epoca di Alessandro Magno le navi navigassero sempre piuttosto vicine alle coste, e non rischiassero mai di addentrarsi in mare aperto. Ma questa imbarcazione rinvenuta a 100 chilometri dalla costa di Cipro suggerisce che anche a quel tempo il commercio fiorente—la maggior parte dei reperti sarebbe di origine artigianale—spingesse i marinai a tentare traversate più coraggiose.

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