Chi era Miguel de Cervantes, il padre di Don Chisciotte

Chi era Miguel de Cervantes, il padre di Don Chisciotte

Secondo Harold Bloom, grande critico letterario e autore de Il canone occidentale, gli scrittori fondativi della cultura occidentale sono 26. E fra questi ha inserito anche Miguel de Cervantes: talmente influente, con il suo Don Chisciotte, da venir considerato lo scrittore spagnolo più importante di tutti i tempi.

E in effetti il Don Chisciotte è un’opera imprescindibile della letteratura occidentale: un capolavoro senza tempo che ogni lettore dovrebbe possedere. Quello che è interessante notare della carriera letteraria di Cervantes è quanto nonostante sia uno dei pilastri della letteratura mondiale la sua produzione non sia vastissima. Le sue opere in prosa, infatti, sono soltanto cinque—anche se ha prodotto molte opere teatrali—e sono tutte state composte durante la maturità.

Una vita avventurosa e violenta

Miguel de Cervantes nasce ad Alcalá de Henares nel 1547. Crescendo in questa piccola provincia autonoma vicino a Madrid. Il padre è un medico chirurgo senza licenza, e per questo la famiglia del futuro scrittore vive una condizione di profonde ristrettezze economiche.

I continui spostamenti di città in città, alla ricerca di una condizione di vita migliore, costringono il giovane Cervantes a studi approssimativi e saltuari. Ma la sua passione per la lettura—legge avidamente i tomi di Aristotele, Platone, Orazio e degli scrittori spagnoli a lui contemporanei—è comunque molto forte. Fin dall’adolescenza compone versi poetici.

Cervantes, però, ha un carattere molto irrequieto. Durante una rissa ferisce gravemente un uomo, ed entra in latitanza. Ricercato dalle forze dell’ordine madrilene, viene condannato in contumacia al taglio della mano destra. Per sottrarsi a questo amaro destino, lo scrittore decide di fuggire in Italia. Si rifugia quindi in Abruzzo, alla corte del cardinale Giulio Acquaviva. Qui matura la volontà di unirsi alla Lega Santa per combattere i turchi. E partecipa alla battaglia di Lepanto, rimanendo ferito.

Durante la sua lunga convalescenza soggiorna prima in Sicilia e poi a Napoli, per poi tornare definitivamente in Spagna nel 1575. In patria, però, decide di unirsi a una flotta navale e poco tempo dopo viene fatto prigioniero da una ciurma di pirati. Venendo liberato soltanto dopo l’intercessione dei missionari trinitani nel 1580.

Dopo la liberazione si trasferisce a Siviglia, e questi ha diversi problemi con la legge. Prima per questioni tributarie, e successivamente viene indagato per un omicidio. Questi sono anche gli anni in cui si dedica alla sua opera più famosa: il Don Chisciotte. Muore a Madrid nel 1616, lo stesso anno di William Shakespeare.

Le opere

Come dicevamo, le opere in prosa di Cervantes sono cinque. Sei se il Don Chisciotte lo si considera diviso in due parti. Oltre al suo capolavoro, infatti, vanno ricordati alcune opere minori. Come La Galatea, del 1585: un romanzo pastorale che racconta un amore tormentato e fratricida, dal grande impatto narrativo.

Un’altra opera importante, fra quelle in prosa, è la raccolta Novelle esemplari. Un ciclo molto intenso di novelle che racchiude tutto l’estro immaginifico di Cervantes. Infine fra le opere in prosa non possiamo non citare il postumo Le peripezie di Persile e Sigismonda. L’opera successiva al Don Chisciotte: un romanzo che narra delle avventure e dell’amore di Persile—principe di Tule—e di Sigismonda in giro per l’Europa. E che ricalca in parte la vita errabonda di Cervantes.

Ma ovviamente il cardine fondamentale dell’opera di Cervantes è il Don Chisciotte. Composto in due momenti differenti—si sostanzia di due parti cronologicamente distanti—questa opera incarna profondamente lo scrittore Cervantes. Il protagonista di questo romanzo immenso è un uomo di mezza età—come era Cervantes quando lo iniziò—che sogna di diventare un cavaliere.

Dispone di pochi mezzi economici, e conosce il mondo degli hidalgos sono attraverso i romanzi cavallereschi che ama leggere. A causa di un delirio di onnipotenza, però decide di diventare cavaliere. Iniziando una serie di avventure improbabili e grottesche.

I temi

Il Don Chisciotte è anche il romanzo simbolo, dal punto di vista tematico, per quanto riguarda la produzione di Cervantes. Ma non solo: è un’opera che coniuga gran parte dei grandi temi della letteratura occidentale. Sia a livello tematico che formale.

Il confronto con se stessi, la propria identità,  e con le proprie aspirazioni. La capacità di trasformare la percezione della realtà—non solo di noi stessi ma anche degli altri—con il linguaggio. La potenza narrativa dell’immaginazione, e del ribaltamento del pensiero. Il desiderio di elevare la propria condizione, sia a livello spirituale che sociale.  E molto altro ancora.

Per approfondire

Il modo migliore di leggere Cervantes è sicuramente quello di iniziare dal Don Chisciotte, che ne rappresenta il fulcro, ma di certo non una lettura semplice. Per poi approfondire le opere minori.

Immagini: Copertina