Scopri il grande fotografo Minor White grazie a un archivio digitale con più di 5000 scatti

Scopri il grande fotografo Minor White grazie a un archivio digitale con più di 5000 scatti

L’americano Minor White è stato uno dei più grandi fotografi del secolo scorso. Siamo lontani dalla fotografia di reportage dei fondatori e primi iscritti dell’agenzia Magnum—Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Werner Bischof—e più vicini all’astrattismo dell’italiano Mario Giacomelli.

L’artista americano, morto nel 1976, aveva lasciato il suo archivio all’università di Princeton. Dopo qualche decennio, l’istituzione ha finalmente digitalizzato e raccolto, in un sito dedicato, moltissimi suoi scatti: è nato il Minor White Archive.

Chi era Minor White

Minor White, che fu anche instancabile curatore, editor e didatta, realizzò migliaia di fotografie in bianco e nero che ritraggono soprattutto il paesaggio americano rurale e cittadino. Con una sensibilità particolare per il chiaroscuro e per l’astrazione. Fotografò anche a colori, a suo agio con ogni fotocamera, Zeiss, Leica, Polaroid.

Minor White was an American photographer and editor whose efforts to extend photography's range of expression greatly influenced creative photography of the 20th century. He wanted to represent something larger and more meaningful that the literal subject matter through his photography, he showed his internal emotional state. “While rocks were photographed, the subject of the sequence is not rocks; while symbols seem to appear, they are barely pointers to significance,” wrote White in the introduction to his Fourth Sequence (1950). “The meaning appears in the mood they raise in the beholder; and the flow of the sequence eddies in the river of his associations as he passes from picture to picture. The rocks are only the objects upon which the significance is spread like sheets on the ground to dry.”

A post shared by Photography Office (@photographyoffice) on

Nato a Minneapolis nel 1908, prese contatto con la fotografia da bambino, grazie a un regalo del nonno: una Kodak Brownie, molto semplice da usare. Si iscrisse all’università laureandosi nel 1934 sia in botanica che in letteratura inglese. Entrambi questi interessi saranno incanalati nell’attività fotografica di White, che aveva un interesse acuto verso l’aspetto tecnico della fotografia, e allo stesso tempo era incline al pensiero simbolico e al linguaggio metaforico.

Si esercita inizialmente con la micrografia delle alghe: così apprende le basi della fotografia. Fotografa poi il paesaggio rurale dell’Oregon, e Portland. Dopo la guerra diviene amico di grandi fotografi, Alfred Stieglitz e Paul Strand, che lo influenzeranno. Accetta un posto da insegnante in California, fotografa le strade di San Francisco.

Fonda nel 1952 la rivista Aperture insieme ad Ansel Adams. Dal 1958 inizia a dedicarsi alla fotografia astratta, che praticherà intensamente per anni. Visiterà l’Europa e Roma solo nel 1973, pochi anni prima di morire.

#minorwhite #1949

A post shared by jillkellett (@jillkellett) on

L’immagine come metafora: l’equivalenza di Minor White

Già quando lavorava per la Works Progress Administration (WPA) documentando i lavori di costruzione di opere pubbliche, Minor White appariva inadatto a una fotografia “documentaria”. Quella di White sarebbe stata sempre una fotografia coscientemente artistica.

Se il collega Ansel Adams, grande paesaggista, teorizzava la “visualizzazione” (costruire l’immagine il più possibile definitiva dentro di sé, prima dello scatto), White coniò e pubblicizzò la teoria dell’immagine fotografica come “Equivalenza”. A volte con atteggiamento da guru. Tanto che negli anni ’60 e ’70, c’era chi considerava White una divinità, e chi, semplicemente, un abile pubblicitario di se stesso.

Representing my mood today, precisely.

A post shared by Anthony Novak (@strangeblackclouds) on

Troviamo la teoria esposta nell’articolo del 1963 “Equivalence: The Perennial Trend”, cioè “una moda che non passerà mai”. (Qui il testo in italiano). “Quando una fotografia funziona da Equivalente—sostiene White—essa è al contempo una registrazione di qualcosa davanti alla telecamera e un simbolo spontaneo”. È un’idea di immagine fotografica come metafora.

Se l’osservatore si rende conto che, per lui, ciò che vede nell’immagine corrisponde a qualcosa all’interno di sé—e cioè che la fotografia riflette qualcosa dentro di sé—allora sta sperimentando un certo grado di Equivalenza

Goodnight #minorwhite #1958

A post shared by jillkellett (@jillkellett) on

L’archivio Minor White

L’archivio allo stato attuale è una corposa mappatura della carriera di Minor White, dalle prime foto scattate a Portland nel 1938 alle ultime degli anni ’70. Contiene principalmente foto in bianco e nero, ma anche numerose foto a colori scattate dal 1949 (anno in cui White acquistò una Leica) in avanti.

#minorwhite #archesofthedoddsbuilding #1938 #oregon

A post shared by Ian (@ian_zed) on

Puoi cercare, fra migliaia di immagini, per data, per titolo, per luogo o per parola chiave. Puoi anche affidarti a una piacevole word cloud che contiene numerose parole chiave. Queste, ad esempio, sono le fotografie a cui verrai indirizzato cliccando sulla parola  “Inverno” .Queste invece, se clicchi su “Chinatowns” . E queste altre, splendide immagini, se clicchi su “Astrazione.

Manifestations of Spirit. #minorwhite

A post shared by Modern Desert Magic (@lefawnhawk) on

Le parole della word cloud sono molte: inizia subito.

Immagini: Copertina