Il mito dell'androgino: l'amore come completezza

Il mito dell'androgino: l'amore come completezza

L’amore è da sempre uno dei temi che più affascinano l’uomo. Ma fra le miriadi di opere letterarie e dissertazioni ce n’è una in particolare che ne rappresenta a pieno gli ideali che ruotano attorno a esso: il mito dell’androgino. Conosciuto anche come Mito di Aristofane.

È contenuto nel celebre Simposio, uno dei dialoghi platonici più famosi di sempre, scritto nel IV secolo a.C. Il Simposio tenta di analizzare appunto il tema dell’Eros, e in realtà si contraddistingue rispetto agli altri dialoghi di Platone perché ogni parte è affidata più che altro a un solo agone oratorio. Il mito dell’androgino è esposto proprio da Aristofane, uno degli oratori.

Il concetto alla base del mito

Il mito di Aristofane si basa su un concetto molto profondo legato all’amore. Il bisogno di completezza. L’idea secondo cui l’amore sia l’unico sentimento in grado di creare legami che vincano i vuoti esistenziali che ogni individuo possiede.

Ed è proprio questo concetto alla base dell’idea di “anima gemella“: qualcuno che sembra perfetto per passare la vita con noi. Qualcuno con cui creare un’intimità di sentimenti, idee e vita che può durare per sempre. Vincere la solitudine dell’esistenza grazie all’altro. E sentirci finalmente completi.

Zeus, e gli androgini

Come tutti i miti, quello di Aristofane si serve di un esempio narrativo per trasmettere in modo semplice e toccante questo concetto. Secondo il mito narrato nel Simposio, un tempo sulla Terra esistevano tre generi sessuali. Quello maschile, quello femminile, e quello androgino (che li prevedeva entrambi).

Gli esseri umani avevano tutti due teste, quattro braccia, e quattro gambe. Erano esseri sferici, completi, e soprattutto potenti. Come detto esistevano tre tipologie di questi esseri umani perfetti: quelli formati da sesso femminile e sesso maschile (androgini), e quelli formati esclusivamente da due esseri di sesso maschile o due individui di sesso femminile. Una comunione di due entità che formavano una completezza, e che prevedevano anche l’amore omosessuale.

L’armonia e la potenza di questi esseri, però, li spinse verso l’arroganza. Decisero infatti di sfidare gli dei dell’Olimpo, e tentarono di scalare il sacro monte per prendere il loro posto.

Zeus allora decise di mettere fine alla tracotanza degli esseri umani: servendosi dei suoi fulmini li colpì, dividendoli tutti a metà. Gli esseri umani, quindi, non più completi, rinunciarono alla conquista del Monte Olimpo.

“Ciascuno di noi,” conclude la sua orazione Aristofane nel Simposio, “è dunque una mezza tessera d’uomo. Quel che chiamiamo simbolo, perché è stato tagliato come le sogliole: da uno, due. Ciascuno quindi cerca sempre l’altra mezza tessera, l’altro simbolo di se stesso.”

Un mito, insomma, che esemplifica bene la visione dell’amore come sentimento che trascende l’identità del singolo.

La figura dell’androgino nelle altre culture

La figura dell’androgino, poi, è presente in molte altre culture. Nei codici di Nag Hammâdi—una serie di testi gnostici cristiani rinvenuti in Egitto nel 1945, e di difficile collocazione—è contenuta ad esempio L’Apocalisse di Adamo.

Secondo questo documento in origine Adamo ed Eva vivevano in una condizione spirituale superiore e costituivano un unico essere—chiamato Eone—nel Pleroma, il mondo superiore che va oltre il nostro. Qui regnava il Demiurgo, creatore dell’Universo, che invidioso della loro perfezione decise di dividerli per sempre.

Anche alcuni dei dell’Antico Egitto avevano sembianze androgine, e nella tradizione ermetica l’Androgino Primordiale rappresentava la condizione originaria dello stato umano. Nell’Alchimia, invece, questa figura era incarnata dal Rebis. Un essere con due teste—una maschile ed una femminile, appunto, che rappresentava la potenza. Così come la figura dell’Adam Kadmon nella cabala ebraica è anch’essa un essere androgino: il suo destino fu segnato dalla divisione conseguente al peccato originale, che la relegò nella vita mortale.

Questo concetto di unione e completezza, insomma, ha percorso da sempre l’immaginario dell’uomo. E rappresenta ancora oggi uno dei cardini su cui si basa la nostra idea di amore: trovare la persona perfetta per noi.

Immagini: Copertina