Il mito di Antinoo, l’amante immortale dell'imperatore Adriano

Il mito di Antinoo, l’amante immortale dell'imperatore Adriano

Ricreavo quel petto alto e curvo come una corazza; a volte, l’immagine scaturiva da sola; un’onda di dolcezza mi sommergeva. […] Mi mancava tutto.

Antinoo, l’amante, il giovane favorito dell’imperatore Adriano, l’abbiamo conosciuto tutti leggendo le bellissime pagine del “memoriale” di Marguerite Yourcenar. Il ragazzo, morto appena ventenne nell’ottobre del 130 d.C. nelle acque del Nilo, è diventato subito un “dio”— per volere di Adriano—e oggi aleggia ancora il suo eterno mito.

Busto di Antinoo conservato al museo di Atene. Via

Busto di Antinoo conservato al museo di Atene. Via

La vita di Antinoo

Della sua vita non conosciamo molto, quasi niente di certo prima dell’incontro con l’imperatore. Anche l’origine del suo nome è incerta. Nel Rinascimento è stata avanzata l’ipotesi che si trattasse di uno schiavo, romanticamente poi diventato amante di Adriano. Ma possiamo dire che l’ipotesi è improbabile.

Sappiamo che è nato a Claudiopoli, questo sì, nella provincia romana della Bitinia, in Asia minore. Conosciuto da Adriano, molto probabilmente, durante un viaggio nel giugno del 123. In quell’occasione forse Adriano se ne innamorò, non lo sappiamo. Ma decise comunque di portarlo a Roma per completare la sua istruzione. Vive e cresce con lui nelle stanze della sua Villa a Tivoli. Diventa il suo favorito nel 128. Entra così al seguito dell’imperatore, poco prima della sua partenza per le provincie d’Africa che purtroppo gli sarà fatale.

La costellazione di Antinoo, sotto quella dell'Aquila. Via

La costellazione di Antinoo sotto quella dell’Aquila. Via

Prima la Grecia, poi la Siria, l’Arabia, la Giudea e infine l’Egitto. Dove Adriano, Antinoo e il seguito imperiale intraprendono una crociera sul Nilo, toccando tutte le località lungo il fiume. Eliopoli, Memfi ed Ermopoli. Proprio qui vicino Antinoo annega.

La morte di Antinoo

Dell’annegamento non conosciamo le cause, le fonti non lo dicono. Molto probabilmente anche l’imperatore non seppe mai cosa uccise il suo amato. Fu un suicidio, un incidente, un assassinio (la moglie di Adriano, gelosa che potesse ereditare le ricchezze dell’imperatore?) o fu un caso di “morte vicaria”. Questa ipotesi è quella che più spesso compare nel libro di Yourcenar. Antinoo per ringiovanire il suo amato imperatore malato si sarebbe sacrificato. A quel tempo c’era infatti la convinzione che la morte di qualcuno potesse ridare salute a un altro.

Moneta di Antinoo, proveniente da Smirne. Via

Moneta di Antinoo, proveniente da Smirne. Via

Il suo corpo venne probabilmente mummificato e sepolto non si sa dove. Nel 2005 nella Villa Adriana di Tivoli è stato ritrovato un monumento funerario, chiamato “Antinoeion” ma della tomba nessuna traccia. Qui stava quasi sicuramente l’obelisco che oggi si può ammirare al Pincio.

L'Antinoeion di Villa Adriana. Via L’Antinoeion di Villa Adriana. Via

Il processo di divinizzazione

Adriano rimase sconvolto dalla sua morte. E decise per lui qualcosa di inaudito. Obbligò i sacerdoti greci a divinizzare il ragazzo. Venne così identificato con Osiride, in questo nuovo culto.

La divinizzazione non era rara nell’Impero romano, ma non era mai accaduto che ne usufruisse un semplice uomo, non imperatore né familiare. Il culto di Antinoo si diffuse per tutto l’Impero, a macchia d’olio. Vennero istituiti anche dei giochi per celebrarlo.

Vennero prodotte tantissime statue, che rendono il viso del giovane uno dei meglio conservati e più noti dell’antichità. 

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Antinoo con le fattezze di Osiride, al British Museum. Via

Il culto di Antinoo raggiunse più di 70 grandi centri urbani. Gli venne dedicato anche il gruppo di stelle che si trova a sud della costellazione dell’Aquila. Oltre alla città di Antinopoli, fondata subito dopo la sua morte da Adriano stesso. Oggi completamente distrutta.

L’arte che celebra Antinoo

Oggi si contano un centinaio di statue e busti che raffigurano il giovane amante dell’imperatore. Insieme ad altre centinaia di raffigurazioni tra monete, gioielli, cammei, bassorilievi, disegni e incisioni. Un caso eccezionale di conservazione della memoria di un volto amato. Adriano, da grande amante della cultura ellenistica, si rivolse agli scultori greci per la realizzazioni delle prime statue di Antinoo.

Grande fama la riebbe durante il Rinascimento e dopo, nel XVIII secolo, grazie a Winckelmann, che lo riscoprì in chiave omosessuale. Diventerà presto anche un’icona gay, celebrato dal movimento omosessuale di metà ottocento, guidato da Ulrichs.

Antinoo scolpito con le fattezza di Bacco. Via

Antinoo scolpito con le fattezza di Bacco. Via

Ma anche la scrittura lo ha celebrato, da Victor Hugo (che lo usa come paragone di bellezza ne I Miserabili) a Oscar Wilde, al principio de Il ritratto di Dorian Gray. Senza dimenticare gli splendidi versi di Pessoa, immortali proprio come il giovane ed eterno Antinoo.

Ti erigerò una statua che sarà
nel futuro prova incessante
del mio amore, della tua bellezza e del senso
che la bellezza dà del divino.

Immagine di copertina | Ritratto di Antinoo al museo del Louvre