Il mito di Medusa, tra arte e psicanalisi: l'eterna lotta tra caos e ordine

Il mito di Medusa, tra arte e psicanalisi: l'eterna lotta tra caos e ordine

La mitologica figura di Medusa e in generale i miti classici hanno smosso le fantasie di molti scrittori e artisti, ma anche della psicoanalisi. Carl Gustav Jung, per esempio, diceva che “il bisogno di mitologia è il bisogno di senso“, in sostanza ogni figura o azione mitologica ripropone una determinata esperienza psichica, formulandola in maniera comprensibile agli esseri umani. Freud propose per esempio un’interpretazione pansessuale del mito di Perseo e Medusa, secondo la quale la testa mozzata di Medusa era una rappresentazione simbolica del complesso d’evirazione.

Ma perché affascina così tanto questa figura mitologica? Medusa era uno dei mostri delle tre Gorgoni che con il suo sguardo pietrificava le persone. Secondo la mitologia classica era stata una donna bellissima, trasformata in essere mostruoso dalla Dea Atena come punizione per aver avuto un rapporto carnale con Poseidone, in uno dei suoi templi. Tuttavia non sappiamo se questo atto fu voluto o subìto da Medusa. Non solo Atena era offesa per l’atto sacrilego avvenuto, ma era anche invidiosa di Medusa perché quest’ultima aveva osato competere con lei in bellezza. D’altra parte l’analisi del mito dimostra che la Gorgone e Atena siano la stessa divinità viste da due prospettive diverse: la parte razionale di Atena, Dea della ragione e dell’ordine intellettuale, e quella primitiva di Medusa. Nella loro divisione perciò si definisce l’incapacità della psiche eccessivamente razionale di accettare la parte caotica del proprio sé.

Non gli uomini raccontano i miti, bensì i miti raccontano gli uomini.

Claude Levi-Strauss

Le interpretazioni classiche e moderne del mito di Medusa

Il mito racconta che Perseo avvicina la Gorgone mentre dorme e la uccide decapitandola, usando lo scudo come specchio per respingere l’aggressione dello sguardo pietrificante. Perseo è una figura che vola e porta ai piedi i calzari alati che lo aiutano a combattere Medusa. Le interpretazioni classiche del mito spiegano la trasformazione di Medusa come una punizione, ovvero Medusa è diventata un mostro per aver giaciuto con Poseidone e per essere stata in competizione con Afrodite. Ma ci sono anche altre interpretazioni, come quella della filosofa femminista Hélène Cixous, che narra il mito da un punto di vista diverso, nel suo saggio Il Riso della Medusa: la fanciulla viene trasformata in mostro perché si è ribellata allo violenza e viene punita con la mostruosità: capelli di serpente e zanne da cinghiale.

Medusa: dagli scrittori dell’antichità all’arte contemporanea

E’ raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi

La figlia di Giove si voltò e si coprì con l’egida il casto volto, ma, perché quell’oltraggio non restasse impunito, mutò in luride serpi i capelli della gorgone. (Metamorfosi, IV, 799-801)

La Gorgone compare in diversi poemi e opere classiche. Nella Divina Commedia, Dante la incontra all’Inferno nel Canto X vv 54-60. In questo canto, il Sommo poeta si trova all’entrata della città di Dite e Medusa rappresenta in maniera allegorica il dubbio religioso che rende l’uomo insensibile come la pietra e lo condanna per l’eternità. Nel mondo dell’arte Medusa è stata raffigurata da moltissimi pittori. Tra tutti, il più famoso è Caravaggio che ha dipinto, nel suo famoso scudo, la testa mozzata della Gorgone con gli occhi sbarrati, la bocca spalancata e gli immancabili capelli rettili. Quest’opera è conservata agli Uffizi di Firenze. Oppure Gian Lorenzo Bernini con Mezzobusto di Medusa conservato ai Musei capitolini.

Medusa Gianlorenzo Bernini ai Musei_capitolini (via Wikipedia)

Medusa di Gianlorenzo Bernini ai Musei Capitolini (via Wikipedia)

Rubens ha dipinto la Gorgone tra il 1617 e il 1618 in modo molto violento e orrorifico, forse una delle immagini più terribili che ricordiamo.

La Medusa di Rubens

La Medusa di Rubens (via Wikipedia)

Altro vero capolavoro della scultura è Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini (1554) realizzato in bronzo per la Loggia dei Lanzi di Firenze. Per tornare ad immagini meno truculente, bisogna arrivare al 1800 con Antonio Canova: da neoclassicista ci mostra un Perseo trionfante e fascinoso, col braccio steso in avanti a sostenere la testa della Gorgone. Ma troviamo anche la Gorgone di Arnold Böcklin (1887), Gustav Klimt (1902) e Salvador Dalì (1963). Infine vogliamo ricordare il grande Renato Guttuso con il suo Ritratto di Medusa del 1985, dai colori vivaci e pieno di vita. La figura di donna e mostro è sempre stata rappresentata come attraente e repellente insieme. Questo essere attira lo sguardo e paralizza gli uomini. Un legame onnipresente che unisce la bellezza al tremendo, il fascino femminile al potere maschile.

Medusa di Antonio Canova (via Wikipedia)

Medusa di Antonio Canova (via Wikipedia)

Leggerezza contro pesantezza: il mito secondo Italo Calvino

Anche Calvino, andando alla ricerca della “leggerezza” in una delle sue lezioni americane, ci racconta il mito di Perseo e della Gorgone. Perseo che ha dei sandali alati, rappresenta la leggerezza davanti alla pesantezza della pietra (Medusa). Ancora ali, ancora leggerezza, quasi a dimostrare che la pesantezza del mondo può essere sconfitta solo dal suo contrario. Calvino ricorda inoltre alcuni versi delle Metamorfosi di Ovidio per spiegare “quanta delicatezza d’animo sia necessaria per essere un Perseo, vincitore di mostri”. L’eroe infatti prima di poggiare per terra il sacco con la testa della Medusa, si preoccupa di rendere soffice il terreno preparandole un giaciglio di foglie e ramoscelli marini. Tanta grazia e delicatezza da parte di un eroe invincibile, operano il miracolo e i ramoscelli, a contatto con lo sguardo pietrificante della donna-mostro, si trasformano in coralli a dimostrare che la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono alla condanna della pesantezza.

Per approfondire: Medusa è una figura cardine della mitologia e della psicologia. Oltre alle già citate opere pittoriche e scultoree che raffigurano il mito, su di lei sono stati scritti molti volumi e saggi. Se vuoi approfondire gli aspetti di questo personaggio dal punto di vista psicologico ti consigliamo la ricerca del Centro Studi fondato dall’illustre psicanalista Aldo Carotenuto, dal titolo Perseo e Medusa, che traspone il mito di Medusa sui pazienti psicotici. Il prof. Carotenuto si è sempre interessato molto all’argomento e ha scritto a riguardo anche il libro L’ultima Medusa che racconta il bisogno dell’umanità di riscoprire un’immaginario fantastico e mitologico per indagare gli archetipi del mondo di oggi e in ultima analisi, se stessi.

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