Come è nato il mito del fotografo Robert Capa

Come è nato il mito del fotografo Robert Capa

Gli scatti di Robert Capa ripercorrono i momenti storici più importanti del Novecento. Durante la sua vita, il fotografo ungherese ha documentato eventi come la guerra civile spagnola, lo sbarco in Normandia, la prima guerra d’Indocina. Nonostante la sua fama, però, non tutti sono a conoscenza di come il suo mito sia stato creato grazie all’incontro con una donna: Gerda Taro.

Tutto ha inizio nella Parigi del 1935, quando i due si presentano coi loro nomi di battesimo: lei è Gerda Pohorylle, un’ebrea tedesca di 24 anni dalle origini borghesi; lui Endre Friedmann, un fotografo ebreo scappato per ragioni politiche dall’Ungheria fascista di Horthy.

Endre è bravo, ma poco conosciuto. Almeno fino a quando Gerda non ha un’illuminazione: il suo fidanzato, infatti, non sarà più un rifugiato squattrinato, ma Robert Capa, un fotografo americano di successo. Lo pseudonimo viene scelto per il suono più familiare all’estero e per l’assonanza con il regista americano Capra. Nel frattempo, lei cambierà il suo cognome in Taro e sarà la sua manager.

L’intuizione è corretta: svariate agenzie vogliono conoscere e avere tra le loro file l’affermato Robert Capa. Mentre le finanze dei due migliorano, Robert insegna a Gerda le varie tecniche fotografiche e nel 1936 decidono di partire per il fronte spagnolo insieme. Le loro foto sono richiestissime.

Le cose, però, sono destinate ancora a cambiare. Purtroppo, la giovanissima Gerda muore sul campo di battaglia della guerra civile spagnola. Rimane vittima di un brutto incidente, causato dal trambusto delle mitragliatrici dell’aviazione tedesca. Endre Friedman, ormai noto come Robert Capa, ne esce distrutto: non si sposerà mai. Troverà lo stesso destino di Gerda qualche anno più tardi, quando morirà in Indocina nel 1954 a causa di una mina inesplosa. La storia narra che il corpo venne ritrovato con la macchina fotografica ancora ben salda in mano.

Immagine via Flickr