Monica Vitti e Alberto Sordi: storia di una grande amicizia

Monica Vitti e Alberto Sordi: storia di una grande amicizia

C’è grande attesa in questi giorni per l’inaugurazione della mostra organizzata in occasione del centenario della nascita di Alberto Sordi. Un evento speciale che aprirà, per la prima volta, le porte di Villa Sordi dal 7 marzo al 29 giugno 2020, in quelle stanze rimaste a lungo segrete, anche per gli amici più cari. Affacciata sulle maestose Terme di Caracalla a Roma, la residenza fu il suo rifugio dal 1958 fino alla morte, nel 2003. Un’ampia villa austera ma ricca di cimeli, vestiti di scena, premi vinti e all’esterno un magnifico giardino con un teatro fatto costruire appositamente dall’attore romano per le sue rappresentazioni private. Anche se la villa racconta la sua riservata vita, Sordi ebbe tuttavia una rete di rapporti personali stretti e fu legato da profonda stima e amicizia a molte attrice e attori con cui ha lavorato. Per esempio con Monica Vitti, un’attrice che di se stessa diceva: “Io sono una che crede nel sorriso: per me ridere è una necessità salutare”.
Quello tra Monica e Alberto è stato un legame molto inteso, nato per esigenze lavorative, ma sfociato in un rapporto amichevole e affettuoso. Due attori famosi e amati dal grande pubblico, che si conoscono per la prima volta nel 1969 per recitare insieme in un film diretto da Sordi, Amore mio aiutami. Questa pellicola ha inaugurato la loro carriera come coppia cinematografica, esaltando al massimo le loro capacità interpretative.

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"Siccome ho l'influenza ho approfittato per riempire una lacuna. Molti film di Alberto Sordi che non avevo visto. Come quelli degli anni '80. Sarà che scrivo dall'America, sarà che non lo so, ma trovo fenomenale certa ricchezza d'arte italiana. Che paese incredibile siamo stati. Tu vedi un film di Alberto Sordi e ti rendi conto che scriveva dal passato il futuro. ..E poi quanta bella gente nei suoi film. De Sica, Monica Vitti… che talenti.. e con quanta serenità, che garbo.. e come ce la ridevamo! Dovrebbero farlo vedere a scuola certi film! Ma mica per imporli. Perchè i regazzini se ne innamorerebbero. Da New York a Tokyo. E se ti innamori di una cosa bella nella vita, poi cerchi di assomigliarle un pò di più, di prenderne ispirazione. Come con le persone. Forse mi sbaglio, ma ho questa idea, che quegli anni hanno un sacco da dare a questo futuro. Per renderlo migliore." @mattiacolore . #albertone #nelcuore #esempio #ironia #uomo #bontà #intelligenza #genuino #cultura #valori #cinema #battute #epocale #personaggi #film #indimenticabile #romanità #albertosordi

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In quel periodo l’attrice romana arrivava da anni in cui aveva recitato con il suo compagno, Michelangelo Antonioni, regista dell’incomunicabilità e grande autore impegnato. I suoi ruoli erano sempre drammatici e intensi e con Sordi invece scoprì il piacere di recitare in commedie dalla forte impronta comica. Sordi a sua volta, era all’apice della carriera e i ruoli per lui erano sempre molti, tutti rivolti a dare il volto ad una moltitudine di personaggi che la critica identificò come assimilabili all’italiano medio.

Non che i due abbiano lavorato insieme chissà quante volte, anzi, le occasioni sono state solo tre. Eppure sono state sufficienti per regalare la sensazione che Alberto e Monica, fossero fatti per recitare insieme. Amore mio aiutami, Polvere di stelle e Io so che tu sai che io so: tre pellicole in cui la coppia comica Monica Vitti e Alberto Sordi ha costruito un immaginario che a distanza di decenni mantiene intatto il suo fascino. Alcune scene sono diventate famosissime: come il litigio sulla spiaggia di Sabaudia a Roma in Amore mio aiutami oppure la scena di avanspettacolo cantando Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai? in Polvere di Stelle. Ecco la carrellata di film in cui hanno recitato insieme, con la grazia e l’ironia che solo due grandi “mattatori” come loro potevano polarizzare.

Le donne mi hanno sempre sorpreso. Le donne sono forti ed hanno la speranza nel cuore e nell’avvenire.

Monica Vitti

Monica Vitti e Alberto Sordi: tutti i film insieme

Amore mio aiutami di Alberto Sordi, 1969

I due attori raggiungono il grande successo di pubblico con il film più emblematico della loro unione professionale: Amore mio aiutami. La trama è la classica commedia sentimentale, di impronta realista. Una coppia affiatata e rodata, Giovanni e Raffaella, con dieci anni di matrimonio alle spalle, vedono la loro relazione andare in crisi a causa dell’amore improvviso della donna per Valerio, un quarantenne molto affascinante. Raffaella è invaghita del giovane uomo, ma, confidando sulla comprensione del coniuge, chiede aiuto al marito per chiarire i suoi sentimenti e decidere se approfondire la relazione con la sua nuova fiamma (che è all’oscuro dei sentimenti della donna) o restare con suo marito che ritiene di amare ancora.

Giovanni, perdutamente innamorato della moglie, ma fedele ai suoi principi, decide di mostrare comprensione, ma intanto si adopera in tutti i modi per impedire che la moglie finisca tra le braccia del nuovo venuto. Tra continui allontanamenti e riavvicinamenti, marito e moglie seguiranno un percorso che li porterà alla definitiva ed irreparabile rottura. Difficile dimenticare la scena finale del film, un pugno allo stomaco, un epilogo inevitabile come nella vita reale. Una visione moderna della coppia se consideriamo che il film è stato girato nel 1969, in un’epoca in cui la solidità familiare e le pressioni sociali arginavano qualsiasi frattura di natura extraconiugale. Insomma Alberto Sordi e Monica Vitti hanno dato vita a personaggi innovativi per l’epoca, che risentivano delle future istanze di rinnovamento della società italiana. Sordi, presentando nel 1969 questo film, scherzò pubblicamente per l’ennesima volta sul fatto che non si volle mai sposare, dicendo:

Mi sono sognato di essere marito, è stato un incubo. C’ho quasi novant’ anni e sono ancora ‘signorino’.

Nella celebre scena del film, girata sulla spiaggia di Sabaudia, in cui Alberto si scaglia su Monica Vitti inseguendola e picchiandola per diversi minuti, la controfigura della bionda attrice romana fu una giovanissima Fiorella Mannoia, allora quindicenne nel ruolo di stuntman.

Polvere di Stelle di Alberto Sordi, 1973

Il film racconta i sogni di gloria di una sgangherata compagnia d’avanspettacolo durante la seconda guerra mondiale. Approfittando dell’euforia post-liberazione, la compagnia teatrale di Mimmo Adami e Dea Dani riesce ad ottenere uno strepitoso successo al Teatro Petruzzelli di Bari. Ma, passato il momento di gloria, tutto torna nella più banale normalità, e anche il successo sfuma.

All’origine dell’ambizioso film di Alberto Sordi c’è un mondo che il nostro cinema raramente ha saputo raccontare: l’avanspettacolo, e più in particolare la vita delle compagnie teatrali durante l’occupazione tedesca. Un tema che Federico Fellini aveva sviluppato nell’anno precedente, in un episodio del film Roma e che il vecchio amico Sordi decide di presentare all’interno di un temerario affresco nazionalpopolare. La prima parte è una celebrazione dell’arte recitativa di Alberto Sordi e Monica Vitti, scatenati nei panni di Mimmo e Dea, che consegnano alle antologie del cinema, la scena in cui ballano e cantano sulle note della famosa canzone Ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai? e l’incontro alla stazione con Wanda Osiris. I due mattatori hanno l’occasione di manifestarsi artisti complici in questo film che racconta gli “artisti del popolo”, molto amaro nel mettere in luce i problemi dello spettacolo.

Io so che tu sai che io so di Alberto Sordi, 1982

Fabio, Alberto Sordi, è un bancario sposato con Livia, Monica Vitti, ormai da vent’anni e ha una vita di coppia ormai stanca e monotona. Dopo una serie di equivoci, scopre dei segreti impensabili nella sua famiglia: la figlia sedicenne si droga, la moglie l’ha tradito con un altro uomo, lui stesso ha una malattia incurabile e i suoi giorni sono contati. Capisce però che si è sempre tirato indietro dalle sue responsabilità. Della figlia non si è mai curato, la moglie l’ha tradito perché lui preferiva le partite di calcio e la sua malattia invece non esiste, perché i medici si sono sbagliati. Così Fabio accetta le sue colpe e decide di rassegnarsi alle umili, malinconiche gioie della vita quotidiana nella tranquillità familiare. Anche in questo caso il film racconta i problemi di coppia, con un’ironia amara. Forse il film sorvola un po’ troppo la narrazione senza entrare mai nel vivo, ma comunque la coppia Vitti-Sordi è sempre un piacere vederla sullo schermo.

Monica Vitti e Alberto Sordi hanno lasciato molti sedimenti nell’immaginario cinematografico italiano. L’attore romano morì nel 2003 a 82 anni e la sua ultima apparizione cinematografica risale al 1998 quando si autodiresse nel film Incontri proibiti. Monica Vitti ora ha 88 anni ma si è ritirata completamente dalle scene nel 1992 perché soffre di una malattia neurologica degenerativa simile all’Alzheimer. Vive nella sua casa romana assistita dal marito Roberto Russo che ha rotto il silenzio dichiarando le voci sulla sua malattia.

Per approfondire, info mostra: in occasione del centenario della nascita di Sordi, a Roma sarà inaugurata la mostra Il Centenario – Alberto Sordi 1920-2020, dal 7 marzo al 29 giugno all’interno della villa romana dell’attore. La leggendaria dimora diventerà la location ideale per permettere ai visitatori di immergersi nella vita quotidiana del grande artista, poco conosciuto nella sua dimensione privata. L’esposizione si snoderà tra i vari ambienti della casa e del giardino, con i ricordi e gli oggetti che popolavano la sua villa. Per prenotare la visita e acquistare i biglietti, puoi leggere qui.

Cover: Vitti e Sordi in un frame del film Io so che tu sai che io so (Via Wikipedia)