La mostra fotografica su Ai Weiwei a Torino

La mostra fotografica su Ai Weiwei a Torino

Fino al 12 febbraio 2017, hai la possibilità di andare a vedere a Torino la mostra “Around Ai Weiwei: Photographs 1983-2016.” Allestita presso CAMERA, il Centro Italiano per la Fotografia, l’esposizione si focalizza sulla produzione fotografica e video di uno degli artisti più discussi dell’epoca contemporanea.

Il percorso della mostra parte, per l’appunto, da un autoritratto dello stesso Ai Weiwei, intitolato The Forbidden City during the SARS Epidemic. Nell’immagine scattata nel 2003, l’artista si trova nel bel mezzo di una deserta Città Proibita: un modo per rappresentare l’isolamento della Cina durante i sei mesi in cui l’epidemia colpì il Paese.

Si tratta di una scelta del curatore Davide Quadrio per far capire fin da subito al grande pubblico che tutti gli elementi documentari in mostra non sono altro che una diretta testimonianza “dell’affascinante viaggio come uomocreatore e attivista di Ai Weiwei.”

Tra tutte le opere fotografiche esposte che descrivono i vari periodi della vita dell’artista tra la Cina e gli Stati Uniti, è impossibile non citare Soft grond. L’opera monumentale consiste in un tappeto lungo ben 45 metri, che rappresenta la riproduzione in scala 1:1 delle tracce lasciate da dei carri armati su una careggiata di Pechino durante le proteste di Piazza Tienanmen nel 1989–un momento storico che ha segnato la storia del Paese asiatico.

Tra i video in mostra, invece, potrai osservare Chang’an Boulevard (Viale Chang’an) e Beijing: The Second Ring (Pechino: il secondo anello). Due documentari che descrivono la Pechino degli anni 2000 in continua trasformazione.

L’elemento più raro di tutta la mostra, però, è probabilmente l’intervista rilasciata dall’artista a Daria Menozzi nel 1994 e resa nota nel 2009. Una sorta di confessione intima dell’artista dalla quale si può comprendere come la sua figura abbia contribuito a far conoscere a livello internazionale, e da una prospettiva diversa, i problemi interni della sua Nazione.

Immagine via Flickr