La mostra sull’inconfondibile graffitismo di Keith Haring a Milano

La mostra sull’inconfondibile graffitismo di Keith Haring a Milano

Tra gli artisti che hanno rivoluzionato l’arte negli ultimi cinquant’anni, il nome di Keith Haring campeggia tra i primi della lista. Dagli anni Ottanta in poi divenne così popolare che, ancora oggi, chiunque—anche inconsapevolmente—è entrato in contatto con le sue opere.

La sua cifra stilistica di maggior rilievo, infatti, consiste in quegli omini stilizzati e colorati che probabilmente avrai visto negli anni in alcuni dei musei più noti del mondo o riprodotti su poster e calamite nelle case di amici appassionati di Pop Art.

D’altra parte, anche se diventarono grandi amici solo dopo, Haring ebbe un percorso simile a un altro grande artista: Andy Warhol. Entrambi passarono, infatti, parte della giovinezza a Pittsburg e si trasferirono a New York per cercare di affermarsi.

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Se vuoi conoscere da vicino Keith Haring, fino al 18 giugno avrai la possibilità di vedere una mostra, allestita in suo onore, a Palazzo Reale di Milano. Tra gli spazi espositivi—curati da Gianni Mercurio—potrai osservare 110 opere del massimo esponente del graffissimo newyorkese prestate, tra le altre, dalla Keith Haring Foundation, dalla Tony Shafrazi Gallery di New York e la Sammlung Hoffmann di Berlino. Inoltre, troverai anche maschere tribali, testimonianze dell’America precolombiana e altri elementi da cui Haring prese ispirazione—fino alla sua morte nel 1990.

Prima di andare a vedere la mostra, però, bisogna rammentare un dettaglio: oltre all’indubbia bellezza della sua intera produzione, le opere di Keith Haring sono state anche l’emblema di un movimento nato a New York. Non solo in termini sociali, ma anche a livello espressivo. L’artista si affermò, infatti, soprattutto nel periodo in cui il comune di New York aveva intrapreso una lotta al graffitismo e i suoi lavori, dallo stile inconfondibile, iniziavano a essere familiari nelle aree metropolitane.

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Per saperne di più su orari e costi dei biglietti, ti consigliamo di visitare la pagina dedicata sul sito di Palazzo Reale.

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