Sbarca a Pavia la retrospettiva sul genio di Antonio Ligabue

Sbarca a Pavia la retrospettiva sul genio di Antonio Ligabue

Quando parliamo di arte e Novecento, siamo soliti citare intere correnti: impressionismo, surrealismo, cubismo. Van Gogh, Salvador Dalí, Pablo Picasso sono tra gli artisti che più hanno saputo rivoluzionare le concezioni artistiche ancora vigenti nella loro epoca. Ma mentre loro sono stati inseriti insieme ad altri “colleghi” in uno stesso filone, ci sono stati altri artisti che si sono differenziati per il loro stile avulso da ogni definizione. Un esempio è stato Antonio Ligabue.

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Per il cipiglio primitivistico, emozionante e crudo, l’intera produzione artistica del pittore è definibile naïf, ovvero “slegata dai condizionamenti delle correnti artistiche del suo tempo”. Il pittore italiano, infatti, è riuscito a tramutare le sue emozioni in animali, paesaggi e ritratti dipinti in maniera rudimentale—stile derivante da una vita segnata da tante vicissitudini.

Se vuoi da sempre osservare da vicino il lavoro dell’artista di Gualtieri e ti trovassi nei prossimi mesi nei dintorni di Pavia, devi sapere che la città lombarda ospiterà dal 17 marzo al 18 giugno 2017 una mostra in suo onore alle Scuderie del Castello Visconteo.

Il Castello Visconteo è una suggestiva struttura che fu costruita nel XIV secolo, per volere di Galeazzo II Visconti. Il castello, con due gigantesche torri e un impianto quadrato, era stato pensato dal signore di Pavia all’interno di un parco, adibito per le sessioni di caccia, che si estendeva per una una decina di chilometri.

Mentre oggi parte di questa grande distesa—il Parco della Vernarola—è distaccata e perfetta per una passeggiata all’aria aperta; il castello è di proprietà del comune che, dopo il secondo conflitto mondiale, lo ha trasformato in una gigantesca “sala espositiva”.

Oltre alla mostra temporanea su Ligabue, infatti, lo stesso castello consta di diverse mostre permanenti. Una volta lì nei dintorni, quindi, potrai decidere di visitare diversi musei civici: il “museo romanico e rinascimentale”, il “museo archeologico e sala longobarda”, museo di arte moderna e gipsoteca”, il “museo del ‘600 del ‘700”, la “quadreria dell”800″, e il “museo del Risorgimento”.

mostra ligabue

Leopardo, Antonio Ligabue, 1955. Via

Ritornando alla mostra su Ligabue, invece, tra le oltre 50 opere in mostra, potrai osservare innanzitutto le opere più note di Ligabue, ovvero i dipinti che ritraggono animali selvatici come Leopardo che assale un cignoTigre realeLepre nel paesaggio—tutti realizzati all’incirca nella prima metà del secolo scorso.

Una parte molto importante della rassegna, poi, è quella dedicata alla copiosa produzione di autoritratti che l’artista era solito farsi. Erano una sorta di valvola di sfogo per l’artista che cercava un po’ di rimettere in ordine la sua vita, segnata da diversi problemi familiari, ospedali psichiatrici e trasferimenti. La mostra è curata da Sandro Parmiggiani e Sergio Negri in collaborazione con Simona Bartolena; e organizzata da ViDi, in collaborazione con il Comune di Pavia e con la Fondazione Antonio Ligabue di Gualtieri.

Se dopo aver visto la retrospettiva su Ligabue, qualche museo civico e fatto un giro al parco, ti sarà venuta anche fame, il sito delle Scuderie indica un’ottima trattoria al centro della città di Pavia—un’ottima scusa anche per vedere il Duomo, Santa Maria del Carmine e molte altre attrazioni.

Per saperne di più sulla mostra di Ligabue, visita la pagina dedicata alla mostra.

Immagine di copertina via Wikipedia