Murales di Orgosolo: in Sardegna nel paese della street art

Murales di Orgosolo: in Sardegna nel paese della street art

In Sardegna, nella provincia di Nuoro, esiste un piccolo comune di 4.500 abitanti, famoso per una particolarità artistica: i vicoli del paese sono dipinti e decorati con opere di street art. Il comune di Orgosolo ospita infatti 150 murales, dipinti sulle facciate delle case che attirano ogni anno molti turisti italiani e stranieri.

Situato nella regione della Barbagia, vicino al Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, Orgosolo è un paese incastonato tra le colline del Supramonte, immerso nella Sardegna più incontaminata e selvaggia, che alla fine dell’Ottocento balzò alla cronaca per i numerosi episodi di banditismo. Il regista Vittorio De Seta riprese questo tema nel suo film “Banditi a Orgosolo” del 1961, descrivendo, attraverso i suoi personaggi/attori che nella vita reale facevano realmente i pastori, la dura vita nelle terre sarde.

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Come in altre città italiane, magari poco note al grande pubblico, la street art rende delle piccole città dei veri capolavori artistici. Come non ricordare per esempio il murale di Campobasso inserito tra i venti migliori “street art murales” al mondo del 2016 secondo Il gruppo internazionale WideWalls.
Oppure nei quartieri popolari di Roma, dove tra le vie di Tor Marancia, Quadraro, Pigneto e Garbatella, puoi trovare centinaia di opere a cielo aperto.

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Ad Orgosolo il primo murale fu realizzato nel 1969 da Dioniso, un gruppo culturale milanese di impronta libertaria. Pochi anni dopo, per onorare la resistenza e la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, un insegnante senese e i suoi alunni della scuola media ne realizzarono altri, a cui si aggiunse successivamente il contributo di diversi artisti e gruppi locali.

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I movimenti giovanili degli anni ’60 e ’70 hanno dato origine a dei murales collettivi con figure umane, per raccontare il clima sociale di quegli anni in Sardegna. Successivamente negli anni ’80, le trasformazioni del tessuto sociale hanno lasciato il posto a dipinti più decorativi e intimi che illustrano scene di vita quotidiana pastorale e dei borghi isolani.

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Negli anni Novanta spicca il murale del 1994 che rappresenta i conflitti della ex Jugoslavia e la distruzione di Sarajevo. Ancora una volta elementi della realtà quotidiana sono utilizzati per esprimere voci fuori dal coro.

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Ancora oggi ad Orgosolo la street art contemporanea si interseca con i racconti di vita della comunità sarda, unendo stili diversi come iperrealismo e impressionismo. Ogni anno vengono creati nuovi murales e quelli vecchi vengono restaurati oppure cancellati dal tempo. Questo perché l’arte è mutevole e come tale deve essere interpretata.

Immagini: Valentina Rocchi