Come visitare i Musei Vaticani in tre ore vedendo il meglio

Come visitare i Musei Vaticani in tre ore vedendo il meglio

7 chilometri di gallerie, sale, cappelle, e musei (più di dieci) che sono a loro volta una rete di gallerie, di sale, di cappelle: non stupisce che il luogo espositivo più visitato nella penisola italiana—i Musei Vaticani—sia indicato al plurale

Puoi visitare i Musei Vaticani in comitiva, magari accompagnato da una guida turistica. O liberamente, da solo o da sola, con o senza l’audioguida. Prenotando online sul sito ufficiale, con un piccolo sovrapprezzo puoi garantirti l’ingresso “salta fila“: accederai direttamente all’ingresso laterale su viale Vaticano passando solo ai controlli di routine. Fino alla fine di marzo sarà ancora “bassa stagione”.

Visitare tutti i Vaticani in una sola sessione è impossibile. E, se anche fosse possibile, sarebbe un’inutile sofferenza: la mente non riuscirebbe a trattenere un così grande carico di informazioni. Perciò oggi ti consigliamo un itinerario breve: si può completare in tre ore (se ci metti un po’ di più, meglio ancora).

Un sopralluogo, diciamo, da cui sono esclusi ambienti che meritano assolutamente una visita (puoi sempre tornarci, no?): su tutti, la Pinacoteca, la Collezione d’Arte Moderna, i musei della Biblioteca Apostolica Vaticana con le Nozze Aldobrandine. Il giro, che si conclude alla Cappella Sistina, ti permette comunque di ammirare i maggiori tesori dei Musei Vaticani.

Scala a doppia spirale di Giuseppe Momo, 1932. Via

Scala a doppia spirale di Giuseppe Momo, 1932. Via

Una visita breve ma intensa ai Musei Vaticani

Su questa mappa puoi verificare il percorso che ti consigliamo. Per iniziare l’itinerario dell’enorme complesso nato per volontà di papa Giulio II, parti dalla Sala delle Corazze, affàcciati nella sala adiacente per dare un’occhiata alla scala a doppia spirale di Giuseppe Momo, poi esci sull’atrio dei Quattro Cancelli—da cui si vede bene, vicina, la cupola di San Pietro.

Attraversalo e pòrtati nel grande Cortile della Pigna, che il braccio della Biblioteca Vaticana divide dal Cortile del Belvedere. Lo spazio ha preso questo nome dalla “pina di S. Pietro”—così la chiama Dante nella Divina Commedia—un’enorme pigna di bronzo collocata anticamente nella vecchia Basilica di S. Pietro.

Da lì, sul lato sinistro, puoi accedere al più grande complesso dei Vaticani, il Museo Pio-Clementino. Sali le scale verso il vestibolo dell’Apoxyómenos, bellissima statua romana di atleta che si deterge dopo la lotta. Prosegui: nel cortile Ottagono ci sono due state molto famose, l’Apollo del Belvedere adorato da Winckelmann e il gruppo del Laocoonte ritrovato sul colle Oppio nel 1506.

Gruppo del Laocoonte, I secolo a.C. - I secolo d.C.

Gruppo del Laocoonte, I secolo a.C. – I secolo d.C. Via

Attraversa il bizzarro “zoo di marmo” della Sala degli Animali, e, lungo il percorso, soffermati almeno sul Torso del Belvedere, che Michelangelo considerava una fonte di ispirazione di enorme valore, e persino Rodin richiama nel suo “Pensatore”. 

Le gallerie dei Palazzi Vaticani

Terminato il museo Pio-Clementino, percorri le gallerie lungo il percorso che ti porterà alla Cappella Sistina. Per prima la galleria dei Candelabri, stipata di statue e da poco restaurata. Poi la galleria degli Arazzi. Due cicli, tessuti nelle Fiandre a partire da cartoni della scuola di Raffaello, riproducono storie del Vangelo e della vita di Urbano VIII. Sono enormi, di manifattura incredibilmente complessa, realizzati con fili di tessuti diversi: quelli d’argento si notano perché ossidati. Per capirne la preziosità: uno solo di questi arazzi costava al committente più della decorazione della Cappella Sistina.  

La Galleria delle Carte Geografiche. Via

La Galleria delle Carte Geografiche. Via

Infine la splendida galleria delle Carte Geografiche. Rappresentazione minuziosa, in larga scala, e con il nord in alto, delle regioni italiane.

Stanze di Raffaello

Ti consigliamo di affrontare nel pomeriggio la visita ai Musei. Infatti, la Cappella Sistina chiude intorno alle 17.30. Se sei fortunato, puoi anche trovare le Stanze di Raffaello, che la precedono in ordine di visita, mezze vuote. E osservarle con la necessaria calma.

Gli ambienti che Giulio II fece decorare a Raffaello e aiuti all’inizio del ‘500 sono unici al mondo. In buona parte, le stanze dell’Incendio di Borgo, della Segnatura, di Eliodoro e di Costantino sono state affrescate dall’urbinate in persona. Celeberrima la Scuola di Atene nella Stanza della Segnatura. Ti consigliamo di soffermarti, fra le altre cose, sulla Liberazione di San Pietro, di geniale concezione: sul lato sinistro contiene uno dei primi “notturni” della storia dell’arte.

Raffaello - Liberazione di San Pietro, Stanza di Eliodoro. Via

Raffaello – Liberazione di San Pietro, Stanza di Eliodoro. Via

La Cappella Sistina

Botticelli, Perugino, Pinturicchio, Ghirlandaio, e altri pittori del Rinascimento ne decorarono le pareti a metà ‘400: con rispondenza fra scene dell’Antico e del nuovo Testamento.

E ora, testa in su. Una ventina d’anni dopo (1508), Michelangelo, cui Giulio II offre un “ripiego” a fronte della rinuncia alla troppo costosa tomba del pontefice, intraprenderà l’immensa opera di decorazione illusionistica della volta (ci vorranno 4 anni), cancellando il “cielo stellato” preesistente. Sono 1.200 metri quadri, a venti metri d’altezza. Ciascuna delle figure di profeti e sibille, che contornano i 9 episodi della Genesi, misura circa 4 metri e mezzo.

Via

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Il Giudizio Universale invece sarà realizzato dall’artista dopo altri vent’anni, a partire dal 1535. Michelangelo chiuse la parete, tamponando le finestre, salì sui ponteggi e, praticamente da solo, realizzò il più grande affresco della storia, concluso nel 1541.

Come è noto, dal 1565, in clima di censura post-conciliare, Daniele da Volterra fu incaricato di coprire, con vestimenti e foglie, molte nudità del giudizio (sarà perciò detto “Il Braghettone”). Per quanto infelice, l’intervento è stato, da un certo punto di vista, provvidenziale: ha impedito che gli affreschi più “scandalosi” fossero demoliti.

I Musei Vaticani, di norma, sono chiusi la domenica. Qui trovi info su prezzi e orari

Immagini: Copertina di Nicolas Hoizey