La Nike di Samotracia, la statua ellenica capolavoro di movimento e leggerezza

La Nike di Samotracia, la statua ellenica capolavoro di movimento e leggerezza

Realizzata tra il 200 e il 180 a.C., la Nike di Samotracia è uno degli esempi più significativi della maestria scultorea che ha caratterizzato il periodo ellenico. Come forse saprai, dalla fine della seconda metà dell’Ottocento la nota statua è situata al museo del Louvre di Parigi, uno dei musei più belli e famosi del mondo.

All’interno del museo parigino, la collocazione della Nike di Samotracia è studiata nei minimi dettagli. La sua magnificenza, nei suoi 245 cm di altezza, può infatti esser scorta sin dai primi gradini della scala Daru, progettata da Hector Lefuel per unire la Galerie d’Apollon (citata dallo scrittore statunitense Henry James nel romanzo “A Small Boy and Others” per i suoi magnifici affreschi e decorazioni) e il Salon Carré (dove per intenderci sono custoditi alcuni dei più grandi capolavori rinascimentali italiani).

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Man mano che ci si avvicina gradino dopo gradino alla Nike di Samotracia, infatti, si può notare come questa scultura—rinvenuta senza braccia e acefala nel 1863—raffiguri al meglio la giovane dea alata venerata dagli antichi Greci come incarnazione delle vittorie sportive e belliche.

Grazie al restauro avvenuto tra il 2013 e il 2014, la ripristinata cromia del marmo pario evidenzia come la posizione della statua sia stata pensata per proporre agli occhi dello spettatore suggestioni legate al movimento e alla velocità. Tutto ciò lo si può notare nello slancio della Nike ravvisabile nel petto proteso in avanti, nell’apertura alare e soprattutto nella veste che aderisce al corpo come se stesse per spiccare il volo.

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Come è già avvenuto per sculture che prendono il nome dal loro luogo di origine—vedi la Venere di Milo—non è del tutto certa la paternità della Nike di Samotracia. Le ipotesi più accreditate ruotano intorno al nome dello scultore antico Pitocrito, in quanto il suo nome è ancora inciso sul basamento dell’opera ed era oltretutto famoso a suo tempo per incidere il suo nome in tutte le sue opere.

Al di là dei dubbi sull’autore, è certo il motivo della realizzazione dell’opera: la Nike di Samotracia venne realizzata per festeggiare la fine della battaglia dell’Eurimedonte, in cui il re siriano Antioco III fu sconfitto dall’alleanza tra Rodi, Pergamo, Roma e l’isola di Samotracia.

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In ogni caso, la ravvivata notorietà della Nike di Samotracia è dovuta al grande successo che ebbe tra i futuristi. Citata nel “Manifesto del futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti, l’opera ellenica fu d’ispirazione per la realizzazione da parte di Umberto Boccioni della scultura  “Forme uniche della continuità nello spazio”—oggi conservata al Museo del Novecento di Milano.

Un’ultima curiosità. Sapevi che il simbolo delle famose scarpe da ginnastica “Nike” è ispirato alla scultura di Samotracia? Sembra proprio che nel 1971, la designer Carolyn Davidson prese ispirazione dalla Nike per poi stilizzarne “il movimento” nello Swoosh che tutti conosciamo.

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