Come occidentali e orientali pensano in modo diverso

Come occidentali e orientali pensano in modo diverso

Al di là delle singole culture d’appartenenza, siamo abituati a suddividere il mondo in due principali approcci culturali: quello degli occidentali e quello degli orientali.

Per ragioni politiche, storiche e religiose, questi due mondi sono stati spesso “antagonisti”: universalmente riconosciuto più individualista, capitalista e liberale l’occidente; più coesivo, sistematico e spirituale l’oriente.

Questi due approcci rispecchiano i massimi sistemi che fondano le due diverse appartenenze, ma in realtà anche a livello individuale hanno degli importanti risvolti cognitivi. L’appartenenza geografica, insomma, influisce molto sul modo in cui pensiamo.

E questo non soltanto perché ci dobbiamo adattare a un ambiente che prevede regole sociali specifiche: le nostre culture modificano anche il modo in cui pensiamo a noi stessi.

In un recente studio sociale, ad esempio, si è notata una grande differenza nell’interpretare il reale. In relazione alla crisi economica del 2007, ad esempio, gli occidentali tendevano a dimostrarsi più o meno fiduciosi nel futuro a seconda della loro situazione individuale: nonostante la situazione economica del loro paese di appartenenza fosse difficile, se gli intervistati godevano di un buon reddito si dichiaravamo fiduciosi nel futuro.

In analoghe interviste, invece, i soggetti cresciuti in paesi orientali tendevano a valutare il futuro quasi esclusivamente in base all’andamento della comunità: anche quando le loro specifiche situazioni finanziarie non presentavano alcun problema.

E questo tipo di cultura ha dei risvolti anche sulla nostra autostima: durante uno studio, pubblicato poi sul Behavioral and Brain Sciences, è stato notato che per gli occidentali avere una buona idea di se stessi è molto più importante. L’impronta individuale che diamo alle nostre vite ci rende molto più bisognosi di avere certezze su noi stessi, che non sulla comunità in cui viviamo. E questo aspetto ne condiziona molti altri: il rapporto con il possesso degli oggetti, le relazioni fra persone, e il rapporto che abbiamo con il nostro lavoro.

Dall’altra parte, invece, gli orientali tendono a tenere molto più in considerazione quello che gli altri pensano di loro: e subiscono molto di più il giudizio e lo stigma della società.

Ovviamente esistono eccezioni piuttosto evidenti a quanto sostenuto da questi studi, e in più va tenuto bene a mente che la progressiva globalizzazione del mondo è destinata a cancellare molti di questi aspetti culturali. Ma rimane comunque il fatto che, si voglia accettare o meno, la nostra provenienza geografica può condizionare il modo in cui ci approcciamo alla vita.

Immagini: Copertina