Opere d’arte costosissime che non metteresti mai in salotto

Opere d’arte costosissime che non metteresti mai in salotto

Quando ti aggiri per un museo osservando le opere d’arte, è naturale riflettere su quanto il processo creativo trascenda dalla quotidianità. Oltre all’ammirazione e alla possibile sindrome di Stendhal indotta davanti a un pezzo unico, però, le discipline artistiche trovano dei riscontri pratici e concreti.

Chi, per esempio, non possiede la riproduzione del suo quadro preferito in casa? O la calamita della Notte Stellata attaccata al frigo? Per quanto alcuni sostengano che “con la cultura non si mangia,” l’arte muove ogni anno diversi capitali: non solo per i piccoli introiti di ristampe surrealiste, ma grazie a chi lavora nel settore con dedizione e, soprattutto, a un mercato dell’arte globale rifocillato da collezionisti, aste e gallerie.

Sin dagli albori del mecenatismo, è sempre stato sinonimo di status symbol possedere un’opera d’arte di cui parlare con disinteresse davanti ai propri ospiti. E oggi più che mai lo dimostrano i lotti battuti a prezzi da capogiro da Sotheby’s e Christie’s, le case d’asta più importanti al mondo.

Partendo dal presupposto che il gusto è soggettivo, sfogliando un catalogo o girando per i musei potrebbe capitarti di pensare che la riproduzione incorniciata sopra il divano di casa sia migliore di alcuni lotti originali molto quotati. Immaginando per un attimo di avere una disponibilità economica illimitata, abbiamo scelto alcune opere degli ultimi cento anni che potrebbero farti incappare nella stessa considerazione.

Giacometti, Alberto

Le chariot, 1950

A un occhio non allenato questa scultura potrebbe trasmettere delle sensazioni di angoscia poco idonee per uno spazio conviviale. E, in effetti, è così. Si tratta di una delle opere di Alberto Giacometti, uno dei più grandi surrealisti italiani.

Immortalata per una settimana anche dal fotografo Henri Cartier-Bresson, la sua ricerca artistica si è sempre basata sullo scontro dell’umanità del singolo individuo e la sostanzialità della materia. Col tempo, il risultato si è manifestato in soggetti in movimento e sempre più scarnificati.

Queste sculture sono da sempre quotatissime nel mondo dell’arte, e proprio questa, realizzata nel 1950, è stata battuta per 100,9 milioni di dollari da Sotheby’s a New York nel novembre 2014.

Balloon Dog (Orange), 1994-2000

“L’arte non è qualcosa che accade dentro l’oggetto, ma dentro lo spettatore.” Questo è in breve ciò che pensa Jeff Koons—l’artista più famoso del New Pop—del processo artistico.

E, in effetti, ha ragione: per quanto sia un’icona del contemporaneo, la versione Orange del suo Baloon Dog non è solo ingombrante accanto al divano, ma anche in giardino. Alta quasi quattro metri, in acciaio inox, luccicante e goliardica, è stata acquistata nel 2013 per 58,4 milioni di dollari.

Fresh air, 2011

Questo è un caso un po’ particolare. Nel 2011 l’attore James Franco ha inaugurato il “Museo dell’arte non-visibile”: uno spazio più che concettuale e presente piuttosto sul sito Kickstarter. Infatti, tutte le opere, “realizzate” insieme al duo Praxis, non esistono nella realtà: sono solo idee, così come sono state concepite nella mente degli artisti.

La cosa che spiazza maggiormente è che nel 2011, una acquirente abbia veramente pagato 10mila dollari—il prezzo più alto—per un’opera dal titolo “Fresh Air.”

Ovviamente, dato che esiste solo nell’immaginazione dell’artista, la foto dell’opera d’arte non è reperibile.

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Garbage of NYC, 2011

Questo cubo trasparente pieno di rifiuti della Grande Mela è diventato negli ultimi anni uno dei souvenir più ambiti e accessibili tra i turisti cultori d’arte. In effetti la loro presenza in questa lista non dipende tanto dal valore, quanto dalla moda collegata al loro possesso.

Nati per “sminuire” il concetto di packaging del prodotto commerciale, i cubi sono realizzati dall’artista Justin Gignac che, rispetto all’inizio della produzione, ne ha aumentato a dismisura il prezzo: da 10 a 100 dollari.

Ma ci sono ormai diverse versioni acquistabili, realizzate dopo eventi importanti: come quelli in cui è presente il presidente Obama o l’apertura dello Yankee Stadium. Sempre se hai voglia di usare questi cubi come soprammobili.

 

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No.5, 1948

Questa opera è un imponente quadro in fibra di otto metri per quattro a opera dell’artista Jackson Pollock. Pollock è uno dei massimi esponenti dell’action painting e il suo nome è noto anche ai non appassionati d’arte, motivo per cui la sua presenza in questa lista potrebbe stupire alcuni.

Dopo un lungo periodo al Museum of Modern Art di New York, il No.5 1948 di Pollock è stato venduto nel 2006 a un’asta segreta per ben 140 milioni di dollari. Ma a causa delle migliaia di pennellate rosse, grigie, blu e gialle sarebbe difficile abbinarlo con qualsiasi arredo della casa.

Immagini tratte da Wikimedia