Le opere teatrali più famose di Luigi Pirandello

Le opere teatrali più famose di Luigi Pirandello

La produzione letteraria di Luigi Pirandello è sconfinata. L’autore siciliano, nato ad Agrigento nel 1867, scrisse centinaia di racconti e sette romanzi, tra cui ricordiamo “Il fu Mattia Pascal” uscito a puntate nel 1904 in una rivista letteraria, “Uno, nessuno e centomila” scritto nel 1909 e “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” del 1925.

Ciò che però lo rese davvero noto all’estero furono i suoi lavori teatrali. Ne è una prova la motivazione che gli permise di vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1934. Precisamente, la motivazione recitava così: “Per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”. Ripercorriamo, quindi, le sue opere teatrali più famose.

Così è (se vi pare)

Rappresentata per la prima volta a Milano nel 1917, questa opera teatrale è tratta dalla novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”. È la storia, per l’appunto, del Signor Ponza, sua moglie e la suocera Frola che si trasferiscono in un nuovo paese.

La moglie, però, non compare mai, tanto da spingere i popolani a chiedersi se questa donna esista davvero. È una opera molto importante: segna l’inizio del teatro umoristico e grottesco realizzato da Pirandello in italiano e non più in dialetto siciliano.

Sei personaggi in cerca d’autore

È l’opera teatrale più estrema di Luigi Pirandello, ma anche la più apprezzata all’estero. Bisogna precisare però che all’inizio, quando viene messa in scena per la prima volta, nel 1921 al Teatro Valle di Roma, non piace al pubblico che la ritiene eccessivamente “provocatoria”.

L’opera si apre con sei attori che stanno provando una scena sul palco. A un certo punto, però, dalla platea vengono raggiunti da altri sei attori, “persone reali” che vorrebbero che il loro dramma venisse messo in scena dagli interpreti sul palco.

In realtà, il fulcro della messa in scena non è tanto la trama in sé, ma la rappresentazione stessa. Una volta ascoltata la storia, gli attori cercano di rappresentarla, ma sono innaturali. Così “le persone reali” si mettono al loro posto, per interpretare a loro volta se stessi, creando scompiglio. Un modo per sottolineare quanto realtà e finzione alle volte si confondano e mischino.

Luigi Pirandello opere teatrali

Enrico IV

L’Enrico IV va in scena per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano nel 1922. La tragedia narra di un uomo che, dopo aver battuto la testa a una festa in maschera, si convince di essere l’imperatore Enrico IV di cui porta il costume. Soltanto che, una volta tornata la memoria, l’uomo decide di continuare la farsa. Non ne è felice, ma non riesce a smettere, soprattutto perché fingere potrebbe permettergli di soddisfare una vendetta che cova da tempo. Insomma, la tragedia richiama un po’ tutti i temi cari a Pirandello, condensabili nei termini “pazzia” e “paradosso.”

Immagine via FlickrWikipedia