Perché Van Gogh si tagliò l'orecchio?

Perché Van Gogh si tagliò l'orecchio?

Nonostante Vincent Van Gogh non ebbe il successo che avrebbe meritato in vita, la fama postuma dell’impressionista sembra ormai inscalfibile per i secoli avvenire. Dalla serie dei “Girasoli”, esposti nei migliori musei del mondo, fino alla “Notte Stellata”, una tra le opere più preziose del MoMA di New York, tutte le mostre permanenti potrebbero semplicemente fare incetta di visitatori grazie alla voglia di osservare dal vivo queste opere d’arte uniche.

Van Gogh era solito dipingere di notte tanto che, nel fitto scambio epistolare con il fratello Theo, una volta ne spiegò esaustivamente l’ossessione: “È molto più viva e riccamente colorata del giorno.” Sempre dopo il tramonto e con l’ausilio di un cappello di paglia con delle candele poste sulla tesa, il pittore iniziò e finì anche quello che è considerato il suo autoritratto più famoso: l’”Autoritratto con l’orecchio bendato”.

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Il dipinto racchiude in sé il culmine di un disagio protrattosi nei 37 anni di vita dell’autore, il quale decise spontaneamente e più volte di farsi ricoverare. “Autoritratto con l’orecchio bendato”, infatti, è la testimonianza dell’aneddoto più noto sull’impressionista. La “leggenda” vuole che Van Gogh si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro dopo una forte lite con il pittore Paul Gauguin, durante la loro convivenza.

Oggi, nella nuova esposizione, intitolata “Sull’orlo della follia”, al Van Gogh Museum di Amsterdam si cerca di gettare nuova luce su questo episodio. Tramite un intrecciato percorso tra lettere, bozze, documenti e oggetti, si cerca infatti di comprendere non tanto come si svolsero i fatti, ma a cosa effettivamente portarono.

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Tra gli elementi esposti, sicuramente quello che desta l’attenzione dei visitatori è il revolver arrugginito, trovato da un contadino nel 1960, nello stesso campo di grano in cui Van Gogh premette il grilletto settant’anni prima.

Ma in realtà il reperto più utile è una lettera recentemente scoperta e scritta da Felix Rey, il dottore che si occupò di curare le ferite sotto la benda dell’autoritratto datato 1889 (e oggi esposto alla Somerset house di Londra). Leggendone il contenuto si conferma che non solo Van Gogh si tagliò il lobo, ma che si recise completamente l’orecchio sinistro.

Immagini via Facebook