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Il simbolo della "chiocciola" è molto più antico di quello che credi

La usiamo più volte al giorno ma non tutti si sono mai chiesti la sua origine: stiamo parlando del simbolo della chiocciola, @. Gli anglofoni lo chiamano “commercial at” e viene usato oggi come separatore negli indirizzi di posta elettronica.

Le prime attestazioni della chiocciola, nonostante nell’immaginario sia collegata a un mezzo estremamente recente, sono molto antiche e alcune risalgono a quel periodo storico che siamo soliti, erroneamente, definire “secoli bui”: il medioevo.

Per molto tempo si è pensato, grazie alla fortuna che ha riscosso l’ipotesi di inizio Novecento del paleografo statunitense Berthold Ullman, che il simbolo della chiocciola fosse nato dagli amanuensi latini dell’VIII, per abbreviare “ad” latino, con uno “svolazzo”.

Un’altra testimonianza molto interessante compare in un libro scritto in lingua bulgara risalente al 1345 circa, oggi conservato nella Biblioteca Vaticana. In questo testo, una “Cronaca universale” in versi, l’autore Costantino Manasse racconta la storia del mondo conosciuta fin lì. Al termine della sua opera il copista scrive amen usando una specie di chiocciola.

Ma anche in questo caso, come in quello dell’abbreviazione dell’ad latino, il simbolo non è canonizzato e non ha nessun collegamento significativo con quello recente. Anche Leonardo Da Vinci l’ha usato, ma anche lì con un significato tutto suo. La chiocciola di Leonardo era una inscritta in una o più grande. Venne usata per un rebus la cui soluzione era “anello“.

chiocciola

“Amen” nella Cronaca di Costantino Manasse

È nel 2000 che l’origine della chiocciola trova, con ogni probabilità, la sua veridicità. Lo storico Giorgio Stabile, dell’Università di Roma “La Sapienza”, in alcuni documenti mercantili conservati dall’istituto internazionale di storia economica di Prato, trova più volte questo simbolo. Nel suo articolo “L’icon@ dei mercanti” spiega che la chiocciola veniva usata dai mercanti veneziani del Cinquecento in sostituzione dell’anfora, l’unità di peso o capacità usata a quel tempo e che corrispondeva a un quarto di quintale.

La fortuna di questa “abbreviazione commerciale” coinvolse anche i mercanti arabi e spagnoli, che per capirsi più velocemente cominciarono a usarla. Non a caso, oggi nei paesi di lingua spagnola la chiocciola viene chiamata “arroba” che (deriva dall’arabo rub’a “un quarto”) e tradotto significa “anfora”.

Nelle moderne macchine da scrivere venne aggiunta nel 1884 e in quelle del computer nel 1972 dall’ingegnere americano Ray Tomlinson che la usò per la prima volta per inviare mail. Scelse questo simbolo come separatore perché era inequivocabile e non poteva essere confuso con nessun altro.

Un simbolo universale che oggi non tutti chiamiamo allo stesso modo. In Russia ad esempio è il “cagnolino”, in Israele lo “strudel”, in Giappone il “vortice”… qualcuno ha proposto addirittura l’“orecchio di Van Gogh”.

Immagine via Flickr | 1