Da dove iniziare con i film di Orson Welles

Da dove iniziare con i film di Orson Welles

La pratica del binge-watching può essere utilizzata anche per esplorare o ripassare la storia del cinema, un “autore” alla volta. Ci vuole più o meno lo stesso tempo per guardare un paio di stagioni del “Trono di spade” e la filmografia di Kubrick, o il meglio di Truffaut, di Marco Ferreri, di Luciano Salce. Lo stesso tempo per due ‘stagioni’ di Stranger Things e la filmografia di Paul Thomas Anderson, o di Orson Welles.

È proprio con Orson Welles che, prima o poi, l’appassionato di cinema si deve scontrare, desiderando conoscere ogni film dell’uomo che ha “inventato” il cinema moderno. Apparentemente non è così difficile. Poco più che una dozzina di film completi, in un mare di progetti interrotti o aboliti. Ma è meglio non iniziare a caso.

Il mito di Orson Welles

Nato il 6 maggio 1915—enfant prodige, attore di teatro e cinema, mito della radio, sceneggiatore, ovviamente regista cinematografico, sempre a battere cassa—Welles, che amava De Sica e John Ford e disprezzava Rossellini e i registi tedeschi, si definì nel 1975 “un cane sciolto”. E “un pazzo che lavora [come attore] per pagare il proprio lavoro [da regista]”.

Un decennio prima aveva affermato, notoriamente, che “nel cinema, come in qualsiasi mestiere, la tecnica s’impara in quattro giorni“. E forse per lui era vero. Dato che girò Quarto Potere a 25 anni. 

A quell’età era già famoso, e senza che avesse girato un solo film. Aveva iniziato a recitare in Irlanda a 20 anni (spacciandosi per una stella di Broadway). Nell’ambito del Federal Theatre Project aveva fatto parlare di sé per spettacoli molto provocatori. Come il Voodoo Macbeth del 1936, la tragedia di Shakespeare ambientata ad Haiti, con soli attori neri.

E, soprattutto, aveva scatenato il panico fra i moltissimi ascoltatori che avevano creduto, la sera di Halloween del 1938, alla sua lettura radiofonica del suo adattamento di La guerra dei mondi di H. G. Wells, che fingeva un’invasione aliena.

#orsonwelles et #CharlieChaplin

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Da dove iniziare con Orson Welles

L’evento lo rese celebre “dalla notte al giorno”. Ne guadagnò un contratto con la RKO che gli garantiva libertà assoluta per 3 film. Arriviamo dunque a Quarto Potere. Probabilmente l’hai già visto. Se non l’hai fatto, il British Film Institute, in una guida all’esplorazione della filmografia di Welles, ti consiglia un altro punto di accesso al regista. L’infernale Quinlan (Touch of evil), del 1958.

Un film da cui è impossibile distogliere lo sguardo. Soprattutto per la presenza di Welles nei panni di Quinlan, obeso e laido poliziotto che spadroneggia al confine fra USA e Messico. Come è stato scritto giustamente, Welles ne esibisce l’immoralità facendosene allo stesso tempo “avvocato”, con una grande interpretazione.

Una ragione in più per vederlo sono le straordinarie soluzioni formali, come il celebre long take iniziale (qui sotto). E Marlene Dietrich nei panni di una chiromante.

Rotto il ghiaccio nel migliore dei modi, passa ai primi due film RKO. Quarto Potere, 1941, il film sul magnate dell’editoria Charles Foster Kane. Film dalla struttura narrativa innovativa all’epoca. Disse lo stesso Welles:

Citizen Kane è la storia dell’inchiesta condotta da un uomo chiamato Thompson, redattore, […] sul significato delle ultime parole di Kane morente.  Non scoprirà mai cosa intendesse Kane, ma gli spettatori sì. Le sue ricerche lo portano da cinque persone che conoscevano bene Kane […]. Cinque storie diverse, ciascuna parziale, di modo che la verità su Kane, così come la verità su ogni uomo, non può essere che il risultato della somma di tutto ciò che è stato raccontato su di lui […]. Sta agli spettatori giudicare. Kane era egoista e disinteressato, un idealista, una canaglia, un uomo grandissimo e piccolissimo. Dipende da chi parla di lui.

Dopo il primo, il suo secondo film: L’orgoglio degli Amberson, 1942. Ascesa e caduta di una famiglia ricca di Indianapolis, ancora una volta in uno stile registico e narrativo inconsueto. Il film fu disconosciuto dal regista perché, giudicato troppo ardito dalla produzione, fu tagliato e ingentilito da un lieto fine girato da un altro. Anche così, è un capolavoro.

Welles durante le riprese di The magnificent Ambersons. Via

Welles durante le riprese di The magnificent Ambersons. Via

Gli altri film di Welles da vedere: da “Otello” a “F for Fake” passando per “Storia immortale”

Prima che Welles abbandoni Hollywood, per ritornarvi nel 1958 con Quinlan, vi girerà solo un altro film, bello e frenetico, La signora di Shanghai, noir con Rita Hayworth, all’epoca (ancora per poco) sua moglie.

Altri film imperdibili di Orson Welles, fra gli anni ’50 e gli anni ’60, sono Otello, Rapporto ConfidenzialeFalstaff, e Il Processo. Quest’ultimo, splendido film “espressionista” in bianco e nero con Anthony Perkins, tratto dal romanzo di Kafka, era considerato da Welles il miglior film che avesse girato, sebbene al momento dell’uscita non fosse stato apprezzato da tutti.

***** – "Cosa ne pensa della morte?" – "Come marxista è un fatto che non prendo in considerazione". ***** #OrsonWelles dixit, nel ruolo del regista, in risposta alla terza domanda dell'intervistatore in '#Laricotta' di #PierPaoloPasolini (Italia/1963). Bellissimo, paradossale episodio di '#RoGoPaG' (film a episodi diretto da #Rossellini, #Godard, #Pasolini e #Gregoretti), racconta il calvario realmente vissuto sul set di un film sulla Passione di Cristo (diretto da #Welles), da una povera comparsa, #Stracci, ultimo degli ultimi, come il giovane Riccetto che percorre le strade di #Roma nella Sequenza del fiore di carta (episodio di 'Amore e rabbia') e ignora le tragedie del presente. Il grande regista, attore, sceneggiatore e produttore Orson Welles è nato oggi 101 anni fa a #Kenosha, #Wisconsin, il #6maggio 1915. Nell'immagine, #Welles con Pasolini sul set della Ricotta, negativo originale proveniente dal Fondo Angelo Novi conservato presso l'Archivio fotografico della #CinetecadiBologna: www.cinetecadibologna.it/archivi-non-film/archiviofotografico #bolognacultura #ig_bologna_ #igersbologna #borntoday #moviestars #hollywood #compleanno #america #filmmakers #directors #actors #may6th #cinemalovers #cinephilecommunity #italiancinema

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Nel “Processo” recitano grandissimi attori, tra cui Arnoldo Foà, Romy Schneider, e Jeanne Moreau. Quest’ultima è protagonista anche di un piccolo (solo nel minutaggio) capolavoro di Welles, Storia immortale. È il primo film a colori di Welles, e ti consigliamo di vederlo fra gli ultimi. Come “F for Fake” (F come falso): opera sperimentale su celebri “falsari” in diversi campi, in parte fiction, in parte documentario, in parte video-saggio. Le considerazioni di Welles davanti alle immagini della cattedrale di Chartres sono uno splendido congedo dalla sua filmografia.

Dal passato vivente, ci giungono le grida degli artisti morti. Tutte le nostre canzoni verranno messe a tacere. Ma cosa importa: continuiamo a cantare. Forse, il nome di un uomo, non è poi così importante.

Se vuoi divertirti a conoscere la singolare carriera di Welles, maestro di sprezzatura, nel mondo della pubblicitàte la racconta la regista e critica cinematografica Laura Spini. Qui una puntata Wikiradio di Emanuela Martini sul regista. Imperdibile il libro-intervista del 1968 con Peter Bogdanovich oggi pubblicato col titolo Il cinema secondo Orson Welles.

Immagine: Copertina