Paolo Sorrentino: guida all’ultimo Premio Oscar italiano

Paolo Sorrentino: guida all’ultimo Premio Oscar italiano

Fellini, De Sica, Antonioni, Monicelli: i registi italiani che hanno trionfato ai premi Oscar sono molti e hanno contribuito in modo indelebile alla storia del cinema con i loro film. L’ultimo di questa lunga lista è stato Paolo Sorrentino con La Grande Bellezza, nel 2014.

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Paolo Sorrentino nasce a Napoli nel 1970, e dopo aver perso entrambi i genitori in giovane età decide di iscriversi alla facoltà di Economia e Commercio, per perseguire la laurea. Il percorso di studi, però, non lo entusiasma, e a 25 anni prende una decisione che cambierà totalmente la sua vita: rincorrere la sua grande passione e dedicarsi alla regia.

Esordisce nel 1994 con un piccolo cortometraggio, prodotto insieme a Stefano Russo: Un Paradiso. L’opera attira l’attenzione di alcuni addetti ai lavori, e Sorrentino comincia ad avere qualche opportunità per lavorare seriamente nel mondo del cinema italiano. Per lui inizia una lunga gavetta, prima come ispettore di produzione, e poi come aiuto regista. Affianca ad esempio il regista Antonio Capuano alla scrittura di Polvere di Napoli, uscito nel 1998, e al contempo comincia a lavorare anche per le produzioni televisive, scrivendo alcuni episodi della serie televisiva La Squadra.

Nel frattempo, continua a coltivare i suoi lavori indipendenti, e nel 1998 presenta il corto L’amore non ha confini. Il progetto gli dà l’opportunità di cominciare una proficua collaborazione con la casa di produzione Indigo Film, che produrrà tutti i suoi lavori futuri.

Il primo lungometraggio di Paolo Sorrentino, L’uomo in più, viene presentato nel 2001: la storia segue due filoni narrativi paralleli—quelli dell’ex calciatore Antonio Pisapia e di un famoso cantante napoletano, suo omonimo. Le due vicende non si toccano direttamente, ma si intrecciano a livello emotivo: entrambe attraverso le disconnessioni emotive dei rispettivi protagonisti comunicano come l’orgoglio e il senso di arrendevolezza abbiano effetti diversi sull’ineluttabilità del destino.

Il film fa vincere a Sorrentino un Nastro D’Argento per il miglior regista emergente, e comincia a fargli ottenere una certa notorietà fra i nomi più promettenti del panorama italiano. Il successivo lavoro, Le conseguenze dell’amore, conferma il sodalizio con l’attore protagonista del precedente film, Tony Servillo. In questo film comincia a emergere in modo più evidente la sensibilità di Sorrentino per le immagini.

Il suo stile di regia non si focalizza soltanto sui tempi narrativi, scandendoli con le riprese, ma tenta di annetterle in modo completo all’interno della narrazione. Certi primi piani e certe sequenze sono pensate per comunicare direttamente uno stato emotivo o una sensazione, e in certi momenti hanno più rilevanza dei dialoghi.

Il film ottiene cinque David di Donatello e tre Nastri D’Argento: confermando l’ascesa del regista napoletano. Dopo L’amico di famiglia—presentato nel 2006—nel 2008 Sorrentino partecipa al Festival di Cannes con Il divo, film basato sulla vita di Giulio Andreotti. Lo stile narrativo allo stesso tempo fumettistico, grottesco e profondo colpisce la critica: tanto da far vincere al film il premio di Cannes.

Ormai la fama del regista travalica i confini nazionali, e nel 2011 Sorrentino presenta il suo primo film girato negli Stati Uniti, This Must Be The Place, con Sean Penn come protagonista. Il film racconta la storia di un ex rockstar che promette al padre morente che troverà l’ufficiale nazista che durante la Seconda guerra mondiale lo aveva umiliato in un campo di concentramento, dove si trovava prigioniero. Il film ottiene un ottimo successo al botteghino, anche se le opinioni dei critici non sono unanimemente positive come in passato.

La vena creativa di Sorrentino, però, non accenna a esaurirsi: e ad appena due anni da questa pellicola presenta a Cannes il film La Grande Bellezza. Ancora una volta Sorrentino si affida a Tony Servillo per il ruolo di protagonista, quello di Jep Gambardella, uno scrittore che si diletta da anni all’interno del cosmo della mondanità di Roma. Ma la protagonista principale di questo nuovo lavoro, in realtà, è proprio la capitale: Sorrentino attraverso questa storia piena di vanità, di grandi sentimenti delusi e frivolezza mostra il lato più decadente di Roma. Il successo del film è enorme: nell’arco di pochi mesi La Grande Bellezza si aggiudica un Golden Globe come miglior film straniero, ben cinque Nastri D’Argento e il Premio Oscar come miglior film straniero, primo italiano dopo molti anni.

A questo punto la carriera del regista è al suo apice: nel 2015 gira il suo secondo film in lingua straniera— Youth – La giovinezza—con un cast di prestigio internazionale che include attori del calibro di Michael Caine, Harvey Keitel e Rachel Weisz; e appena un anno dopo presenta la serie televisiva The Young Pope: la serie rivelazione dello scorso anno.

Immagini: Copertina