Questo vocabolario raccoglie le parole felici e intraducibili del mondo

Questo vocabolario raccoglie le parole felici e intraducibili del mondo

La lingua e le parole sono in costante evoluzione. Mentre alcuni termini sono diventati così desueti da essere quasi del tutto dimenticati, altri continuano a entrare nel nostro vocabolario. Di solito, si tratta di termini stranieri arrivati a noi grazie a quel fenomeno sempre più significativo che è la globalizzazione.

Oltre a questi casi, però, esistono delle parole speciali che fanno capire quanto ogni singola lingua sia unica. Nell’elenco delle migliaia di parole che compongono un idioma, ce ne sono, infatti, alcune intraducibili. Certo, possono essere parafrasate, ma non si riuscirà mai a trovare un loro esatto corrispettivo.

Per esempio, se prendiamo in considerazione il vocabolario italiano, una parola intraducibile è il termine “magari”, che nelle altre lingue potrebbe essere parafrasato in questo modo: “Se solo…, sarebbe bello, sarebbe stato bello, nei miei sogni.”

Questa è una delle tante traduzioni date da Tim Lomas, docente di Psicologia Positiva Applicata presso l’East London University, il quale lavora da diverso tempo al Positive Lexicography Project. Un progetto che si pone l’obiettivo di raggruppare tutti i termini delle varie lingue del mondo che sono intraducibili “alla lettera” e soprattutto usati per esprimere sentimenti ed emozioni positive.

A Tim Lomas l’idea è venuta lo scorso anno, quando, al congresso annuale dell’International Positive Psychology Association in Florida, un’altra studiosa ha iniziato a spiegare cosa significasse il termine finlandese “Sisu” (“perseveranza psicologica straordinaria nell’affrontare sfide molto lunghe e difficili”).

Da quel momento la ricerca dei termini con accezione positiva ha preso forma in un glossario in costante aggiornamento e consultabile online. Una sorta di vocabolario delle bellezze e gioie della vita tanto uniche da essere intraducibili. Come la parola “Gigil”, che nella lingua Tagalog (Filippine) significa “urgenza irresistibile di punzecchiare o stringere qualcuno di amato” o il termine “Mbuki-Mvuki”, che nella lingua bantu (Africa) esprime l’azione di “lasciare cadere i vestiti per ballare senza inibizioni.”

Ma anche molti termini di uso comune nei paesi più vicini a noi sono intraducibili. Mentre, ad esempio, la parola olandese “Queesting” indica “concedere a qualcuno che si ama di entrare nel proprio letto”, il termine tedesco “Heimat” esprime “un affetto radicato per un luogo nei confronti del quale si prova un forte senso di appartenenza”. Tra la ridda di parole elencate nel glossario, però, ce ne sono anche di più leggere e simpatiche, come il termine portoghese “Desenrascanço“, ovvero  “l’abilità di cavarsi da un impiccio con stile, con una soluzione improvvisata.”

Immagine via Flickr