Questa artista ha ricostruito il Partenone con i libri censurati nella storia

Questa artista ha ricostruito il Partenone con i libri censurati nella storia

Comprare o prendere in prestito un libro, scartarlo dopo poche pagine o leggerlo tutto d’un fiato, sono azioni che ci sembrano in un certo senso scontate, ma che non sono state sempre permesse. Nel corso dei secoli, infatti, centinaia di libri sono stati proibiti o censurati perché ritenuti pericolosi dalle istituzioni del periodo.

Si pensi a Il Principe di Machiavelli per molto tempo mal visto dalla Chiesa perché non era allineato da un lato con gli insegnamenti di Sant’Agostino e Tommaso d’Aquino, e dall’altro annullava la complementarietà tra etica e politica.

Oppure, a Il dottor Zivago di Pasternak proibito fino al 1988 nell’ex Unione Sovietica, in quanto non offriva un buon ritratto della Russia. Il problema reale, però, è che esistono ancora molti testi censurati nel mondo. Per esempio, sapevi che in Libano è ancora proibito il Diario di Anna Frank? O che il memoir familiare Cigni Selvatici di Jung Chang è dal 1991 proibito in Cina?

Per sottolineare il fatto che i libri siano un aspetto imprescindibile delle nostre fondamenta culturali, l’artista di origini argentine Marta Minujin—che si occupa da sempre di arte concettuale—ha deciso di costruire un’opera mastodontica dedicata alla libertà di scegliere quali testi poter leggere senza restrizioni: una riproduzione del Partenone fatto con 100mila libri censurati e proibiti nella storia dell’uomo.

Costruita a Kassel, in Germania, in occasione del Documenta 14 art festival, l’opera The Parthenon of Books è secondo l’artista “un simbolo di democrazia culturale”. Molti dei testi sono stati donati dal pubblico, mentre ad aiutare Marta Minujin nella realizzazione dell’opera sono stati gli studenti dell’università locale.

Tutto è stato pensato nei minimi dettagli, persino l’ubicazione dell’installazione. Questa è stata costruita, infatti, dove nel 1933 i nazisti bruciarono più di duemila libri non in linea con il regime che stava sempre più acquistando potere nel paese.

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A voler essere più precisi, però, questa è la seconda volta che Marta Minujin costruisce l’opera The Parthenon of Books: la prima versione venne costruita nel 1983 a Buenos Aires, dove negli anni Settanta erano ancora vietati diversi testi, tra cui perfino Il piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

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