La partita di calcio tra filosofi: uno degli sketch più divertenti di sempre

La partita di calcio tra filosofi: uno degli sketch più divertenti di sempre

Come una formazione calcistica o un gruppo rock bisognerebbe saper recitare i componenti dei Monty Python a memoria. Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin.

Tra la fine degli anni sessanta e gli anni ottanta (dopo la morte nel 1989 di Chapman il gruppo si separa), soprattutto grazie agli sketch in onda sulla BBC e film come Brian di Nazareth, Il senso della vita e Monty Python e il Sacro Graal, il gruppo comico britannico ci ha fatto ridere come nessun altro. E non è una frase fatta. Gli sketch dei Monty Python non avevano, prima di allora, nessun altro paragone possibile.

Surreali, e in certi casi nonsense, i Monty Python ci hanno fatto ridere con tutto, anche gli argomenti più “delicati”. Anticipando certi stand-up comedian.

Tra i tantissimi sketch da ricordare: quello della barzelletta più divertente del mondo. Quello del pappagallo morto, a cui segue una assurda canzone dei boscaioli. Senza dimenticare il ministero delle camminate strambe, lo sketch che ha inventato il termine spam, e questo irriverente sugli anticoncezionali

Tra le scene più divertenti e argute in assoluto, non soltanto nella filmografia dei Monty Python, ma—ci sentiamo di dire—dell’umorismo del ventunesimo secolo, c’è la partita di calcio tra filosofi.

La partita di calcio tra filosofi tedeschi e greci: le formazioni

Stadio Olimpico di Monaco, finale del campionato di calcio tra filosofi tedeschi e quelli dell’antica Grecia. Ecco le formazioni di partenza, con un “intruso” che rende la scenetta ancora più surreale.

Leibniz, Kant, Hegel (capitano), Schopenhauer, Schelling, Beckenbauer, Jaspers, Schlegel, Wittgenstein, Nietzsche e Heidegger. L’allenatore è Martin Lutero.

Nella squadra dei filosofi greci troviamo invece schierati: Platone, Epitteto, Aristotele, Sofocle, Empedocle, Plotino, Epicuro, Eraclito, Democrito, Archimede e il capitano Socrate.

Ad arbitrare la partita la terna, guidata da Confucio coadiuvato dai guardialinee Tommaso d’Aquino e Sant’Agostino. Con tanto di aureola. Così esordisce il commentatore, all’ingresso delle squadre in campo.

Sta uscendo la Germania, guidata dal suo capitano Hegel. Oggi pomeriggio parte favorita anche perché si è conquistata l’attenzione della stampa con la sua problematica.

Le uniformi di gioco non sono quelle che si vedono propriamente su un campo da calcio. Se la Germania è favorita, la Grecia sceglie di giocare con una formazione fortemente difensiva. “Aristotele sembra oggi in grandissima forma”, continua il telecronista sportivo: “vera sorpresa la partecipazione di Archimede”.

Una partita senza forti emozioni

Confucio, con una clessidra in mano per misurare il tempo, fischia il calcio di inizio. Partiti. O quasi. Si capisce presto che sarà la partita più noiosa della storia. Invece di calciare la palla e costruire azioni di gioco, i filosofi costruiscono ragionamenti, e passeggiano a braccia conserte assorti a pensare. Come sbloccare la partita?

Il telecronista prova ad accenderla. Aumentando il ritmo. Pronuncia con enfasi i nomi dei calciatori, ma senza che nessuno colpisca la palla.

Socrate sta facendo un po’ di riflessioni…

Il secondo tempo della partita comincia con un’ammonizione. Nietzsche si becca il giallo, reo di aver accusato l’arbitro di “non avere una libera volontà”. L’ammonizione lo smentisce. È la terza in quattro partite per quella “testa calda” di Nietzsche.

A due minuti dal termine ancora nessun filosofo ha preso possesso della palla. Entra Marx, si cerca una svolta. Sostituisce un impalpabile Wittgenstein “che non vede sua zia da una settimana”. A un minuto dalla fine arriva l’illuminazione di Archimede: “Eureka!” Ha capito che deve usare la palla per portare la sua squadra in vantaggio. Dopo un’azione travolgente la palla entra in rete, con un bel colpo di testa di Socrate sotto misura. “Questo gol”, dice il telecronista: “è la cosa più importante di tutta la sua carriera”.

Inevitabilmente, in campo, si accendono forti discussioni. Hegel informa l’arbitro che “la realtà è un’aggiunta a priori dell’etica non naturalistica”, Kant sostiene che ontologicamente il gol esiste solo nell’immaginazione, mentre Marx reclama un evidente fuorigioco.

Per approfondire il mondo dei Monty Python ti consigliamo di partire da E ora qualcosa di completamente diverso che raccoglie alcuni dei loro sketch più divertenti. Poi, senza indugi, procedere con i film Brian di Nazareth e Il senso della vita

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