I pavimenti cosmateschi: geometrie e colori irripetibili dal Medioevo

I pavimenti cosmateschi: geometrie e colori irripetibili dal Medioevo

Quando visiti la Cappella Sistina—con la volta affrescata da Michelangelo, la Basilica di San Marco a Venezia, o l’Abbazia di Westminster a Londra, di solito guardi in alto. Ma hai mai provato a guardare ai tuoi piedi? I pavimenti di quegli edifici potrebbero sorprenderti. Sono infatti pavimenti cosmateschi. E sono italiani.

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Basilica di S. Maria in Trastevere a Roma – pavimento cosmatesco

Questi favolosi tappeti in pietre colorate sono esempi di arte cosiddetta “cosmatesca”. Definizione che viene da “Cosmati”, il nome di due membri delle due principali famiglie artefici di questi pavimenti. Costoro erano sostanzialmente dei marmorari del Basso Medioevo, ed erano romani.

Sono moltissime infatti le chiese e le basiliche della capitale in cui puoi ammirare un magnifico pavimento cosmatesco. Dalla Basilica di S. Maria in Trastevere a San Clemente, a Santa Prassede. Ma puoi vederne anche nel Lazio Settentrionale, in Umbria, in Abruzzo, nelle Marche e in Campania, ad esempio nel Duomo di Salerno.

Duomo di Salerno - pavimento cosmatesco

Duomo di Salerno – particolare del pavimento cosmatesco

Cos’è un pavimento cosmatesco

I Cosmati facevano arte decorativa, legata agli edifici di culto. Ornamenti in marmo e in mosaico, pavimenti, portali, portici, iconostasi, chiostri. Il pavimento cosmatesco non è un mosaico. È infatti realizzato in opus séctile, una tecnica raffinatissima di intarsio marmoreo. Non tessere tutte uguali, come in un mosaico, bensì varie forme (cerchi, triangoli, quadrati) vengono “incastrate” per formare il disegno complessivo. Si tratta di una tecnica già in uso nel tardo impero romano, quando si erano utilizzati anche vetro e madreperla.

Tigre attacca un vitello - Basilica di Giunio Basso all'Esquilino (325–350 d.C.)

Tigre attacca un vitello – Basilica di Giunio Basso all’Esquilino (325–350 d.C.)

Per i pavimenti cosmateschi medievali saranno sfruttati principalmente quattro tipi di marmo: porfido (rosso), serpentino (verde), marmo bianco e giallo antico. I motivi ornamentali fondamentali dei pavimenti cosmateschi sono due. Uno è la guilloche. Si tratta di un disegno ripetitivo ed esteso di ruote intrecciate, in linea. Un altro, un po’ più complicato, è la quinconce, costituita da quattro “ruote”, avvolte da varie fasce, che attorniano un cerchio centrale un po’ più grande.

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Una lunga striscia di quinconce che arriva fino all’altare la trovi ad esempio nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata ad Anagni. L’andamento serpentinato della quinconce è dato dalla creazione di fasce continue, eliminando parti in eccesso dei cerchi concentrici: se vuoi imparare a disegnarne una, qui c’è una guida del blog “Didatticarte”.

Un pavimento cosmatesco a Londra

Proprio visitando la cattedrale di Anagni nel 1258, un ambiente chiave del papato nel medioevo, l’abate di Westminster Richard De Ware rimase estremamente colpito dalle colorate geometrie del pavimento cosmatesco. Come si legge sul sito dell’Abbazia londinese, dieci anni più tardi De Ware tornò a Roma per conto del sovrano Enrico III. Contattò un gruppo di artigiani guidati da un maestro marmoraro, Odorico, e li portò a Londra.

Abbazia di Westminster - pavimento cosmatesco di fronte all'Altare Maggiore

Abbazia di Westminster – pavimento cosmatesco di fronte all’Altare Maggiore

Lì venne realizzato uno splendido pavimento cosmatesco di fronte all’altare utilizzando anche onice (nel disco centrale), vetro, calcare. All’abate Richard De Ware piacque talmente tanto, che stabilì di essere seppellito proprio lì sotto.

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