Chi era Peppino Impastato, il ritratto di un eroe dell'antimafia

Chi era Peppino Impastato, il ritratto di un eroe dell'antimafia

La perfetta sintesi di chi fosse il giornalista e attivista siciliano Giuseppe Impastato—detto Peppino—è condensata perfettamente nella canzone “I cento passi” a lui dedicata dal gruppo musicale italiano Modena City Ramblers.

“È nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato, si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore.”

Cento erano i passi che separavano, nella strada principale di Cinisi, la casa di Peppino Impastato dall’abitazione del boss mafioso Gaetano Badalamenti, il mandante che lo fece eliminare nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978.

Mentre la mattina del 9 maggio veniva ritrovato il corpo del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro in via Caetani a Roma, rimasto prigioniero per 55 giorni dalle Brigate Rosse; a oltre 500 chilometri di distanza venivano rinvenuti i resti della macchina di Impastato, saltata in aria a causa del tritolo posizionato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.

Tutto questo perché quella piccola distanza, quei cento passi, si annullavano sempre nel momento in cui Peppino Impastato impugnava il microfono di “Radio Aut”—da lui fondata—per iniziare la sua trasmissione satirica il cui bersaglio principale era la mafia siciliana. Non intesa come entità aleatoria: Peppino indicava sempre nomi, cognomi e magagne degli affiliati di Cosa Nostra con grande coraggio.

Pur essendo cresciuto in una famiglia imparentata con la mafia (il padre Luigi era il cognato del capo della Cupola Cesare Manzella e amico di Gaetano Badalamenti), Peppino si ribellò fin da giovane all’omertà generale vigente nel paese di Cinisi. Ribellione che alla fine si tradusse non solo nella fondazione di “Radio Aut”, ma anche nella creazione nel 1975 del circolo culturale “Musica e cultura”, che divenne un importante punto di aggregazione dei giovani di Cinisi.

Anche se oggi la verità sull’uccisione di Peppino Impastato è nota, ci vollero circa 15 anni per arrivarci tra insabbiamenti, archiviazioni e interruzioni di vari processi. All’indomani del ritrovamento del corpo dell’attivista siciliano, infatti, forze dell’ordine e mezzi d’informazione parlarono di “un’azione terroristica in cui anche l’attentatore era rimasto ucciso”. Una ricostruzione alla fine smentita, grazie alla confessione del pentito di mafia di Cinisi Salvatore Palazzolo e soprattutto alla battaglia condotta dalla madre Felicia e il fratello di Peppino.

Se vuoi sapere di più su Peppino Impastato, ti consigliamo di vedere il film “I cento passi” del 2000, in cui l’attore Luigi Lo Cascio interpreta magistralmente il giornalista siciliano.

Se ti trovassi, invece, nelle zone di Palermo, ti consigliamo di fare un salto nella “Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato” a Cinisi. (Qui trovi le informazioni su come arrivarci, qui invece gli orari e le modalità delle visite).

Immagine via Facebook