Perché i bambini nei quadri medievali sono

Perché i bambini nei quadri medievali sono "brutti"

Agli spettatori più attenti non sarà sicuramente sfuggito. Passeggiando lungo i corridoi e le sale dei musei più importanti del mondo, ammirando i capolavori dell’arte medievale italiana ed europea, a catturare l’attenzione sono le “non bellissime fattezze”, per usare un eufemismo, dei bambini raffigurati.

Nell’arte medievale, senza particolari distinzioni, i bambini rappresentati ricordano più che un fanciullo, un uomo di mezza età. Ma perché?

No… la risposta non è quella che si potrebbe immaginare, sapevano disegnare benissimo.

Questo simpatico video pubblicato da Vox spiega chiaramente che prima degli studi rinascimentali sull’anatomia, sulla prospettiva e altre “scoperte” pittoriche moderne, la scelta di raffigurare i bambini in questo modo era voluta.

Per capirlo dobbiamo prima di tutto pensare che questi quadri andavano a ornare Chiese, Cattedrali e altri luoghi sacri; per questo i soggetti erano spesso Gesù bambino e Maria.

Il motivo per cui questi bambini sembrano dei Benjamin Button è da ricollegarsi alla teoria dell’omuncolo, che affermava in particolare che Gesù era “perfettamente compiuto“: non era cioè separabile in un Gesù bambino e uno adulto, ma era un tutt’uno.

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Soltanto con il Rinascimento i vari momenti della vita di Gesù (la sua crescita) vengono “separati”. Ma prima che si diffondessero le novità del Rinascimento in tutta Europa, furono ancora molti, in tardo medioevo, a realizzare quadri così.

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Altro fattore che proprio con il Rinascimento segnò la fine di queste “non carinissime” rappresentazioni, fu lo spostamento dei “luoghi artistici“. Un quadro non veniva più realizzato per le Chiese, ma poteva essere realizzato anche su commissione da una famiglia aristocratica o particolarmente agiata. I ritratti dei bambini dovevano allora essere belli, dovevano rappresentare un ideale di bellezza e non essere una tribolata e sofferente reincarnazione di Cristo.

Da quel momento in poi i bambini nei quadri di ogni tipo, di argomento religioso e non, hanno iniziato a simboleggiare bellezza, innocenza e purezza. Come in questo capolavoro del ‘500 di Raffaello Sanzio.

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Immagine via YouTube